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La Maddalena come Olbia: vietati palloncini e lanterne

L'ordinanza firmata dalla vice sindaca

La Maddalena come Olbia: vietati palloncini e lanterne
La Maddalena come Olbia: vietati palloncini e lanterne
Giada Muresu

Pubblicato il 02 April 2024 alle 15:30

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La Maddalena. Il Comune di La Maddalena, guidato dall'impegno per la tutela e la salvaguardia dell'ambiente, ha emanato un'ordinanza per contrastare una pratica dannosa: il lancio di palloncini in gomma o materiale similare, anche se biodegradabili, durante eventi pubblici, feste, ricorrenze o manifestazioni.

L'ordinanza numero 2 del 27 marzo 2024, firmata dalla vice sindaca Federica Porcu, è il risultato di un lungo percorso di sensibilizzazione e consapevolezza riguardo alle gravi conseguenze ambientali causate da questa pratica. Studi internazionali hanno dimostrato che i frammenti di palloncini e i nastri colorati abbandonati nell'ambiente rappresentano una minaccia per la fauna selvatica, in particolare per gli animali marini e terrestri.

I frammenti di palloncini, una volta sgonfiati o scoppiati, costituiscono una fonte di plastica non biodegradabile che viene ingerita dagli animali, causandone il decesso. Dati scientifici allarmanti mostrano che gli effetti di questa pratica si riflettono direttamente sulla fauna selvatica, con i pezzi di palloncino che costituiscono addirittura l'80% dei rifiuti trovati nello stomaco delle tartarughe marine.

In linea con la normativa nazionale e europea in materia di tutela ambientale, l'ordinanza del Comune di La Maddalena vieta il lancio di qualsiasi tipo di rifiuto e di palloncini in gomma o materiale similare durante gli eventi pubblici sul territorio comunale. Questa misura si estende anche a nastri colorati, lanterne cinesi e altri dispositivi aerostatici idonei a disperdersi senza controllo nell'ambiente. La decisione di vietare il lancio di palloncini e materiali simili rappresenta un passo significativo verso la protezione dell'ambiente e della fauna selvatica. L'amministrazione comunale si impegna a promuovere attivamente la conservazione del territorio e a contrastare le pratiche dannose per l'ecosistema. 

Anche a Olbia è presente lo stesso divieto, reso pubblico grazie a una ordinanza firmata dal sindaco Settimo Nizzi lo scorso agosto.