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Curiosità: tecnologia e alimenti, quale futuro?

Dalla carne coltivata ai nuovi super food

Curiosità: tecnologia e alimenti, quale futuro?
Curiosità: tecnologia e alimenti, quale futuro?
Olbia.it

Pubblicato il 22 settembre 2021 alle 09:31

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Cagliari. L'aumento demografico mondiale e la necessità di ottimizzare le modalità di coltivazione e produzione agroalimentare hanno portato il mondo della scienza verso nuove tecnologie che potrebbero riscrivere in modo rivoluzionario il modo di fare agricoltura e di ottenere il cibo. Ecco allora qualche curiosità sul binomio tecnologia e alimenti nel futuro.

Il futuro della produzione agroalimentare tecnologica

La tecnologia ormai pervade ogni settore della vita, dal lavoro allo svago, e continua ad arricchire di scoperte e soluzioni sempre nuove anche il comparto agroalimentare.

Non si tratta soltanto di semplici "novità" anche curiose, ma della necessità di trovare modi eco sostenibili di produrre il cibo, per una popolazione mondiale in continuo aumento.

Ecco allora che la nuova frontiera dell'agricoltura per diminuire l'inquinamento correlato alla produzione attuale è legata alle nuove tecnologie, che vedono protagonisti l'informatica, le connessioni con cloud, le informazioni online condivise, le coltivazioni monitorate dall'intelligenza artificiale a basso consumo idrico e dei terreni che diventeranno consuetudine.

Come e cosa mangeremo nel 2050

Le stime dicono che il nostro modo di mangiare i cibi cambierà entro il 2050 con l'introduzione di nuovi alimenti creati con una stampante in 3D, carne coltivata e l'apporto proteico che proviene soprattutto dagli insetti.

I nuovi cibi che probabilmente finiranno sulle nostre tavole potrebbero essere quelli che non sono coltivati come oggi in distese di terreni, ma in laboratori o luoghi tecnologicamente controllati dove si pratica la coltivazione idroponica, con le radici delle piante immerse solo in una soluzione di acqua e nutrienti.

Meno spazio occupato, produzione che non sfrutta le risorse del terreno, nessun utilizzo di fertilizzanti e una produzione moltiplicata e senza pericolo di fallimenti per cambiamenti climatici o altre variabili negative sulla quantità dei raccolti.

La stessa modalità di stoccaggio e commercializzazione sarà affidata all'intelligenza artificiale, che controllerà da remoto maturazione, qualità, frequenza del nutrimento, raccolta del prodotto e tutto l'andamento della filiera.

Qui entra in ballo anche l'ingegneria genetica, le nanotecnologie e la robotica, che possono intervenire sulla qualità dei cibi, ricreando anche sapori e apporto nutritivo predeterminato.Un esempio dello scenario che si sta prefigurando è ben illustrato anche in questo articolo

La carne coltivata in laboratorio

Un altro cambiamento rivoluzionario quanto futuristico nell'alimentazione della carne sarà quella coltivata in laboratorio. Si tratta di una combinazione tra cellule animali prelevate e quindi stimolate alla produzione senza la necessità di uccidere alcun capo di bestiame.

Esistono già questi laboratori che sono riusciti a produrre bocconcini di pollo del tutto simili a quelli "naturali", di uguale sapore e apporto proteico. È probabile che questo tipo di carni sarà sulle tavole di tutto il mondo fra circa 30 anni, arrivando quasi ad azzerare le emissioni di gas serra e lo sfruttamento intensivo degli allevamenti e del terreno. In teoria potrebbero diventare qualcosa di raro le fattorie e gli allevamenti come li conosciamo oggi.

Gli alimenti proteici sono uno dei cibi fondamentali e proprio per ridurre l'impatto ambientale del cibo saranno gli insetti, come cavallette, formiche e simili ad entrare nella catena alimentare. Hanno un alto valore nutrizionale e non producono inquinamento, proprio come le micro alghe per l'apporto di fibre.

Gli insetti tuttavia si troveranno sotto forma di farine per preparare prodotti da forno, dalle pizze ai biscotti, e per sostituire un alimento fondamentale come il grano. Saranno prodotte secondo una coltivazione controllata dall'intelligenza artificiale.

Il "novel food" annovera anche cactus, meduse e vermi che purtroppo trovano una barriera psicologica, specie nei Paesi occidentali, tanto da essere ancora considerati tabù alimentari.