Thursday, 19 March 2026
Informazione dal 1999
Pubblicato il 19 March 2026 alle 11:30
Loiri Porto San Paolo. Anche in Gallura le strade della speculazione immobiliare, secondo gli ambientalisti, continuano a moltiplicarsi sfruttando strumenti straordinari pensati per favorire lo sviluppo economico nel Mezzogiorno. Un caso emblematico sarebbe quello del litorale di Loiri Porto San Paolo, tra Cala Finanza e Punta La Greca, dove è previsto un articolato progetto turistico-immobiliare affacciato sul mare davanti all’iconica isola di Tavolara. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha presentato nei mesi scorsi una specifica istanza di accesso civico e di informazioni ambientali, coinvolgendo numerosi enti istituzionali: il Ministero della Cultura, la Regione autonoma della Sardegna, la Provincia Nord Est Sardegna, il Comune di Loiri Porto San Paolo, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari e la Struttura di Missione ZES.
L’area interessata, circa 50 ettari caratterizzati da macchia mediterranea nella fascia costiera, è oggetto di un progetto promosso dalla Tavolara Bay s.r.l., partecipata anche dalla società brasiliana JHSF Participações, proprietaria della catena alberghiera di lusso Fasano. Il piano complessivo prevede la realizzazione di un hotel a cinque stelle da 50 camere, circa 30 ville di grandi dimensioni, strutture di ristorazione e servizi turistici, oltre a un porto turistico e un campo da golf. L’iniziativa è stata inserita nelle procedure semplificate della Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno, operativa dal 2024. In una prima fase, secondo gli atti autorizzativi già rilasciati, è prevista la ristrutturazione di edifici esistenti sul promontorio di Cala Finanza, con cambio di destinazione d’uso in strutture turistico-ricettive, la sistemazione delle aree esterne con nuove opere e la realizzazione di un’area di “glamping” con moduli abitativi amovibili e relative urbanizzazioni.
Il GrIG, in una nuova nota stampa dal titolo "Loiri Porto S. Paolo, come si cerca di scardinare la normativa di tutela delle coste sarde", sostiene che le risposte pervenute dagli enti coinvolti evidenzino "un tentativo scandaloso e smaccatamente illegittimo di scardinare la normativa di salvaguardia costiera e la disciplina paesaggistica vigente". Nel corso delle conferenze di servizi svoltesi tra ottobre 2025 e gennaio 2026 sarebbero infatti emersi numerosi pareri tecnici negativi, tra cui quelli della Regione Sardegna (nei settori pianificazione territoriale, difesa dell’ambiente e tutela del paesaggio), del Corpo forestale e della Soprintendenza. L’unico orientamento favorevole sarebbe stato quello espresso sul piano politico-amministrativo dal Comune interessato con l’avvenuta adozione con deliberazione del Consiglio comunale di Loiri Porto S. Paolo n. 50 in data 25 novembre 2025 della “Proposta variante al PUC di Loiri Porto San Paolo da sottozona H2 a sottozona F4 in località Cala Finanza. Punta La Greca, nell’ambito della conferenza di servizi ex art.14 bis e seguenti della Legge n.241/1990 all’interno dello sportello ZES Unica del mezzogiorno n.600178. Autorità procedente: struttura di missione ZES, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri dall’art. 10 del D.L. 124/2023 – soggetto proponente: Società Tavolara Bay S.r.l. atto d’indirizzo politico amministrativo”.
Alla luce di tali criticità, diversi uffici regionali e il Corpo forestale hanno formalmente chiesto l’annullamento in autotutela degli atti autorizzativi, mentre la stessa Presidenza della Regione ha sollecitato la revoca della procedura. Secondo gli ambientalisti, l’area ricade nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, sottoposta a vincolo di conservazione integrale dalla normativa regionale e a tutela paesaggistica statale. Inoltre rientra nel Piano paesaggistico regionale come bene paesaggistico d’insieme in zona di conservazione integrale.
Ulteriore elemento di contestazione riguarda la mancata sottoposizione della variante urbanistica alla Valutazione ambientale strategica (VAS) e l’assenza delle necessarie verifiche di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale (VIA) per i progetti esecutivi. Nonostante ciò, la Provincia della Gallura ha comunicato il rilascio di una autorizzazione unica della Struttura di Missione ZES in favore della società proponente. Una decisione che potrebbe ora aprire la strada a un possibile ricorso giurisdizionale da parte della Regione Sardegna, qualora non intervenga una revoca in autotutela.
Il caso di Cala Finanza apre il 2026 favorendo un ulteriore dibattito sul futuro delle coste sarde, da sempre al centro di tensioni tra esigenze di sviluppo turistico e salvaguardia del paesaggio. Gli ambientalisti chiedono un intervento rapido delle istituzioni per garantire il rispetto delle norme vigenti. Resta ora da capire se la Regione deciderà davvero di impugnare l’autorizzazione rilasciata o se prevarrà la via della revoca amministrativa.
Foto: Google
19 March 2026
18 March 2026
18 March 2026
18 March 2026
17 March 2026
17 March 2026
17 March 2026
17 March 2026
17 March 2026
17 March 2026
17 March 2026