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Aritzo e Desulo i prossimi appuntamenti di Autunno in Barbagia

Aritzo e Desulo i prossimi appuntamenti di Autunno in Barbagia
Aritzo e Desulo i prossimi appuntamenti di Autunno in Barbagia
Antonio Pani

Pubblicato il 27 ottobre 2016 alle 10:29

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Olbia, 27 Ottobre 2016 - Continuano con grande successo gli appuntamenti della rassegna folkloristica "Autunno in Barbagia", questo fine settimana scopriremo due bellissimi paesi Aritzo (il 29 e 30 ottobre) e Desulo (il 29, 30, 31 ottobre e il primonovembre).

Aritzo:

La felice posizione sui rilievi che circondano il massiccio del Gennargentu ha reso Aritzo un apprezzato centro di villeggiatura, già scelto nella preistoria come punto strategico dalle antiche civiltà sarde. Le domus de janas di Is Forros sono testimoni di una storia che risale fin dalNeolitico per continuare poi con la grandeepopea nuragica dell’età del Bronzo di cui rimangono le straordinarie tombe dei giganti in località Su Carragione. Si stabilirono qui anche lepopolazioni romane di cui rimane traccia nei ritrovamenti in località “Monte Longu” e “Antoni Sperizi”. Le origini dell’attuale centro abitato affondano nelMedioevo quando il villaggio, appartenente alGiudicato di Arborea, era inserito nellaCuratoria della Barbagia di Belvì. I fieri abitanti fornivano guerrieri all’esercito giudicale e per questo godevano di particolari libertà amministrative. Dopo lo scoppio dellagrande guerra tra i re sardi e quelli iberici che si concluse solo nel XV secolo con laconquista aragonese e la caduta del giudicato, la villa di Ariccu (così compare nei documenti della pace firmata nel 1388 tra le parti) fuconcessa in feudo ai Pardo. Tuttavia nel 1450 dovettero rinunciare alla concessione a causa dei forti conflitti con la popolazione che mal sopportava la perdita della sua storica autonomia. Un nuovo tentativo si ebbe nel1481 con l’infeudazione ai Pages che provocòripetute ribellioni costringendo la famiglia alla restituzione del feudo al patrimonio reale. Le continue lotte per difendersi dai soprusi feudali ottennero nel1507 il privilegio per gli aritzesi di essereamministrati da un funzionario eletto tra i capifamiglia dell’incontrada di Belvì. Il centro non fu più infeudato fino all’arrivo del Savoia nel XVIII secolo che nel1767 lo sottomisero allasignoria dei Lostia provocando nuove agitazioni. Solo nel 1838 Aritzo riuscì a liberarsi definitivamente dal giogo feudale. Tra le attività produttive che segnarono la storia del paese vi è quella delcommercio della neve raccolta dainiargios e conservata nelledomos de su nie (neviere). Molti di questi pozzi erano ancora utilizzati fino alla prima metà del Novecento per la produzione del tipico dolce di Aritzo: saCarapigna, un delicato sorbetto al limone creato appunto con la neve custodita nelle montagne. Nel XIX secolo il paese iniziò a trarre beneficio economico dalturismo montano per la salubrità dell’aria, la ricchezza delle sue terre, caratterizzate daimeravigliosi boschi di castagni e noccioli, e le sue numerosissime sorgenti di acqua purissima.

Desulo:

Grandi spazi soleggiati protetti dalle montagne più alte dell’Isola rappresentarono un sicuro rifugio per i popoli antichi che si stabilirono nei territori di Desulo fin dalNeolitico. I numerosi ritrovamenti di ossidiana, con cui si realizzavano i preziosi manufatti d’uso quotidiano, e i resti ceramici, (tra cui la bella brocca decorata di Monte Corte) scoperti in localitàS’Iscra, sono testimoni delle civiltà che abitarono nellegrotte e che costruirono le spettacolari sepolture chiamatedomus de janas. Alcuni di questi siti sono ancora visibili a sud-ovest del paese come le due domusdi Occili al confine con Belvì. Nell’età del Bronzo un importante insediamento nuragico venne fondato nei dintorni della rupe Su Toni de Girgini: qui si conservano i resti dellanecropoli di Sa Tanchitta, formata da diverse sepolture tra cui latomba dei giganti di Sa Sedda de Sena, e degli stanziamenti in località Genna de Ragas e Sa Tanca Manna in cui è ancora visibile la base delnuraghe Girgini. Non lontano dal paese si incontrano inuraghi di Calavrige e quello diUra de sole (Bruncu Nurage) che, alla quota di 1.331 metri, risulta il più alto di tutta la Sardegna. Al XII secolo risalgono i primi documenti in cuicompare il nome dell’attuale centro abitato: nel condaghe di Santa Maria di Bonarcado viene citato il centro di “Esule”. Nel Medioevo faceva parte delGiudicato d’Arborea e era compreso nella Curatoria del Mandrolisai. Tra i suoi abitanti, che godevano di una buona autonomia, venivano scelti i guerrieri per l’esercito giudicale. Nel corso della guerra tra i re sardi e quelli iberici, il marito della giudicessa Eleonora D’arborea, Brancaleone Doria, venne arrestato durante una missione diplomatica a Barcellona. Per liberare il consorte nel1388 la regina dovette firmare untrattato di pace con il re Giovanni I d'Aragona. Tra i firmatari del documento vi è ancheNicolao Mele,majore (una sorta di sindaco) della “ville de Desilo” . Divenuta quindi feudo della Corona d’Aragona, lavilla entrò a far parte dei possedimenti di Giovanni Deana e fu mantenuta dai suoi successori fino al1477. In quell’anno il feudo venne sequestrato all’ultimo marchese d’ArboreaLeonardo Alagon, colpevole di aver intrapreso una nuova guerra ribellandosi al viceré Carroz. In seguito la curatoria del Mandolisai non venne nuovamente infeudata ma incorporata nel patrimonio reale e nel1507 i desulesi ottennero il privilegio di essere amministrati da unrappresentante eletto tra i suoi abitanti. Con il passaggio del Regno di Sardegna agliAsburgo nel1716, la riscossione delle rendite e la giurisdizione del Mandrolisai fu affidata aGiovanni Valentino. Così, dopo secoli di libertà, il paese dovette scontrarsi con l’imposizione del regime feudale, confermato anche dopo l’arrivo dei Savoia nel 1720, a cui reagì con diversi tentativi di ribellione che però furono duramente repressi. Il riscatto del feudo avvenne nel 1839. A partire dal XVII secolo le vicende della comunità furono fortemente segnate dalla piaga dell’emigrazione: la produzione alimentare era strettamente legata all’economia pastorale che non garantiva risorse sufficienti alla veloce crescita del paese. L’enorme fascino delle bellezze naturali, le eccellenti produzioni e la ricchezza delle tradizioni locali ha favorito nel Novecento la crescita di unafiorente industria turistica.

Per maggiori informazioni potete consultare il sito www.cuoredellasardegna.it

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