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Che Serie A ci aspetta dopo la coppa del mondo? 

Il calcio del nuovo anno

 Che Serie A ci aspetta dopo la coppa del mondo? 
 Che Serie A ci aspetta dopo la coppa del mondo? 
Olbia.it

Pubblicato il 19 dicembre 2022 alle 14:03

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Che Serie A ci aspetta nel 2023? 

Mentre gli occhi di tutto il pianeta amante del pallone sono stati solo ed esclusivamente impegnati sui Mondiali di calcio in Qatar, quelli dei direttori sportivi e dei presidenti delle squadre di club si sono concentrati su schede calciatori, bilanci e rose da completare e/o sfoltire. Difatti il 2023 restituirà un campionato di Serie A completamente inusuale che ha vissuto una sosta invernale come mai accaduto in passato. Che Serie A ci aspetta dopo la coppa del mondo? 

Uno degli elementi con cui dovranno fare i “conti” le società di calcio sia in uscita che in entrata è quella del valore dei calciatori che hanno partecipato alla rassegna mondiale. Si tratta infatti della manifestazione per nazionali di calcio più prestigiosa al mondo, ed è logico che sulla coppa si concentrino le attenzioni di osservatori, direttori sportivi e società, oltre che dei bookmakers che quotano non solo gli esiti delle partite e le varie fasi dei gironi ma chi sarà il bomber a segnare il prossimo goal grazie scommesse live che possono essere effettuate durante lo svolgimento della partita. Insomma i club che hanno avuto l’onore di presentare dei calciatori alla coppa del mondo saranno quasi sicuramente premiati dall’aumento di valore dei cartellini di questi atleti. Un esempio potrebbe essere rappresentato dal centravanti senegalese della Salernitana, Dia. L’attaccante da un valore di 12 milioni al novembre 2022, e forte della sua prima rete a un mondiale di calcio, ha visto il costo del proprio cartellino impennarsi; cosa positiva per il sodalizio campano, visto che il riscatto con il Villarreal è fissato comunque a 12 da gentlemen’s agreement di giugno. Queste sono quelle che rappresentano le potenziali buone notizie in “uscita”, ma in “entrata” per i club potrebbe diventare più complicato (e soprattutto più costoso) avvicinarsi a calciatori che hanno partecipato a Qatar 2022.  Se la coppa del mondo è vista come una ribalta dai calciatori e come un motivo di orgoglio e di intrattenimento da parte dei tifosi, le società di calcio guardano invece a questo torneo con un po’ di preoccupazione in più. Al di là di quei club che possono “sfregarsi le mani” in vista dell’aumento dei cartellini dei propri calciatori, ci sono squadre che invece temono per l’incolumità dei propri atleti. Ad esempio il Bayern di Monaco inizierà la Champions League e la Bundesliga senza un uomo cardine come Lucas Hernández. Il fratello dell’esterno mancino del Milan Theo, ha subito la rottura del legamento crociato, e non potrà aiutare i propri compagni di club per oltre sei mesi. Ma gli infortuni non sono l’unica “insidia” mondiale. C’è anche l’aspetto mentale post Qatar che preoccupa e non poco allenatori e staff tecnici dei club. Normalmente la coppa del mondo si è sempre tenuta nel periodo estivo, subito dopo le competizioni per club, ed era notoriamente l’ultima “fatica” stagionale per i calciatori di livello. Questo mondiale stranamente invernale invece è nel bel mezzo della stagione calcistica: la qualcosa potrebbe far nascere un sentimento di appagamento nei calciatori che hanno partecipato e fatto bene in Qatar, e in generale potrebbe restituire alla nostra Serie A atleti stanchi mentalmente.