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Il karate di Arzachena vince in campo e nella vita

Dall'oro nazionale di Elisa Bosisio all'inclusione di oltre 170 atleti

 Il karate di Arzachena vince in campo e nella vita
 Il karate di Arzachena vince in campo e nella vita
Laura Scarpellini

Pubblicato il 23 January 2026 alle 07:00

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Arzachena. Non è solo il rumore dei kiai (le grida rituali) a riempire la palestra della A.S.D. Team Karate Arzachena. È il suono di una comunità che cresce, colpisce dopo colpo, parata dopo parata. Nata nel 2017 con l’obiettivo di promuovere il karate non solo come disciplina marziale ma come strumento di coesione, l’associazione è diventata in meno di un decennio un punto di riferimento imprescindibile per il territorio sardo.

Oggi, con oltre 170 atleti iscritti il Team Karate Arzachena rappresenta un piccolo miracolo sociale: un luogo dove l’età è solo un numero e le barriere architettoniche o sociali sbiadiscono di fronte alla sacralità del tatami. La forza del club risiede nella sua eterogeneità. Il percorso offerto è un mosaico multidisciplinare che accoglie bambini di 4 anni, guidandoli attraverso il gioco-sport, fino ad arrivare ad atleti veterani di 71 anni. Suddivisi per fasce d’età e gradi tecnici, gli iscritti seguono un iter che non si limita alla preparazione fisica, ma punta dritto alla formazione dell’individuo."Lo sport o è per tutti, o non è sport", sembra essere il mantra silenzioso che guida l’attività quotidiana. L’attenzione all’inclusione sportiva di tutte le categorie a rischio emarginazione non è un semplice slogan, ma una pratica costante che ha trasformato la palestra in un presidio sociale attivo nel cuore della Gallura.

Se il cuore del Team batte per il sociale, i muscoli sono quelli dell’agonismo di alto livello. Recentemente, i riflettori nazionali si sono accesi su Elisa Bosisio, capace di scalare le gerarchie del karate italiano fino a conquistare il suo primo, storico oro nazionale. Un trionfo che non è figlio del caso, ma di una programmazione tecnica rigorosa e di una resilienza coltivata tra le mura di casa.

Dietro questo successo c'è la mano sapiente di tutto il team di cui fa parte anche Marco Cuccia, tecnico della squadra. "La scorsa estate abbiamo organizzato un evento sulla spiaggia di Cannigione dove gli atleti con disabilità intellettive e fisiche hanno gareggiato direttamente sulla sabbia, in un’area appositamente ricavata. Per gli atleti in carrozzina e i non vedenti, invece, abbiamo montato un tatami regolamentare sulla pedana in legno adiacente all'arenile. Si tratta di una competizione di livello internazionale, riconosciuta dalla World Karate Federation e dalla federazione italiana. Siamo giunti alla seconda edizione: già l'anno scorso avevamo con noi la Nazionale Italiana di Parakarate, con diversi campioni e vicecampioni europei e mondiali, e quest'anno la loro presenza sarà ancora più massiccia".

Così esordisce al nostro incontro Marco Cuccia, uno dei tecnici della squadra di Arzachena, a cui chiediamo come è stato l'esordio della neo campionessa dei Campionati Italiani AICS a Firenze.

"Tra i protagonisti c’è la nostra atleta Elisa Bosisio. Per lei è stata la prima trasferta fuori regione, un traguardo importante considerando le sfide legate alla disabilità e alle sue specifiche necessità alimentari. Grazie all'immenso impegno dei genitori, è riuscita a partecipare insieme al resto della squadra viaggiando con i compagni, ha alloggiato in hotel e ha condiviso i pasti con loro, seguendo la sua dieta specifica. Insomma si è sentita a tutti gli effetti parte del gruppo, ed è stata una bella esperienza. L'emozione a Firenze è stata tantissima. Ha disputato una bellissima gara confrontandosi con ragazzi che condividono la sua stessa condizione. Infatti il bello di queste esperienze è proprio la presa di coscienza che ci sono tante altre persone che affrontano le medesime sfide e che, ogni mattina, trovano la forza di uscire di casa e mettersi in gioco. La nostra atleta, già campionessa regionale, grazie alla conquista del podio più alto, parteciperà ai Campionati Italiani Federali a Roma a fine settembre e, ovviamente, alla gara internazionale che organizzeremo proprio qui a Cannigione".

Il parakarate è un esempio molto emozionante di come lo sport e l'inclusione ancora una volta vadano sottobraccio.

"Si certamente. In palestra abbiamo circa quindici atleti certificati e altri due sono già campioni regionali ma non hanno ancora compiuto il passo della prima trasferta. Speriamo di arrivarci presto, perché sotto i riflettori c’è un intero mondo che continua a lavorare, ad allenarsi insieme agli altri e a crescere. Al di là delle medaglie, ci preme sottolineare l'impegno di tutti questi ragazzi che si allenano ogni giorno e che, con i propri tempi, raggiungono risultati straordinari".