Monday, 09 March 2026
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Pubblicato il 09 March 2026 alle 18:19
Sassari. Sciopero nazionale dell’8/9 marzo: presidio davanti alla Prefettura e incontro con le istituzioni su lavoro femminile, precarietà e violenza economica;
In occasione dello sciopero nazionale promosso da Filcams CGIL e FLC CGIL nell’ambito delle iniziative legate alla Giornata Internazionale della Donna, oggi la CGIL Gallura insieme alla CGIL di Sassari ha organizzato un presidio davanti alla
Prefettura per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle condizioni del lavoro femminile nel territorio gallurese.
Una delegazione della CGIL Gallura e della Filcams Gallura è stata ricevuta in Prefettura, dove ha consegnato un documento con le principali criticità che caratterizzano il mercato del lavoro locale e le proposte per contrastare precarietà, disuguaglianze e violenza economica. Nel territorio della Gallura, caratterizzato da un’economia fortemente legata al turismo, al commercio e ai servizi, il lavoro continua a essere segnato da una forte stagionalità, da un’ampia diffusione di contratti a termine e da un uso esteso del part-time involontario. Condizioni che incidono in modo particolare sull’occupazione femminile.
Nonostante il dinamismo economico dell’area, con oltre 60 mila occupati nei settori del turismo, del commercio e dei servizi e picchi che superano le 80 mila presenze lavorative nei periodi di alta stagione, persistono profonde disuguaglianze nel mercato
del lavoro. Le donne continuano a essere maggiormente esposte alla precarietà, ai bassi salari e a percorsi lavorativi discontinui, con conseguenze dirette sull’autonomia economica e sulla possibilità di autodeterminazione.
I dati evidenziano un quadro preoccupante: il tasso di occupazione femminile rimane significativamente inferiore rispetto a quello maschile e il lavoro part-time, spesso involontario, riguarda una quota molto più elevata di lavoratrici rispetto ai lavoratori. A questo si aggiungono i carichi di cura ancora fortemente sbilanciati sulle donne e una carenza di servizi pubblici per l’infanzia e per la non autosufficienza che limita ulteriormente la partecipazione femminile al lavoro.
Nel confronto con la Prefettura la CGIL Gallura ha inoltre posto con forza il tema del diritto all’abitare, particolarmente critico nel territorio gallurese. L’elevata pressione turistica e la diffusione delle seconde case stanno riducendo l’offerta abitativa e
aumentando i costi degli alloggi, creando difficoltà soprattutto per lavoratrici e lavoratori stagionali.
Nel corso dell’incontro la CGIL Gallura ha inoltre evidenziato come, dal proprio punto di vista, le politiche nazionali non stiano andando nella direzione di ridurre le disuguaglianze di genere nel lavoro. In particolare è stata ricordata la bocciatura della
proposta di legge che prevedeva l’introduzione di un congedo parentale paritario di cinque mesi per entrambi i genitori, misura che avrebbe rappresentato un passo importante verso una reale condivisione dei carichi di cura. Allo stesso modo la CGIL esprime forte contrarietà rispetto al decreto legislativo
depositato a firma della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e della Ministra Eugenia Roccella che prevede la cancellazione della figura della Consigliera di Parità.
Si tratterebbe di uno schiaffo alle donne e di un grave indebolimento dei presìdi territoriali di tutela contro le discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro. Per queste ragioni la CGIL Gallura ha chiesto l’apertura di un confronto stabile tra istituzioni, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali per affrontare le principali criticità del territorio, a partire da:
✓ lavoro stabile e adeguatamente retribuito;
✓ interventi contrattuali nei settori del turismo, del commercio, degli appalti e dei
servizi;
✓ contrasto al lavoro irregolare e allo sfruttamento;
✓ rafforzamento dei servizi pubblici per l’infanzia e per la cura;
✓ politiche territoriali per i lavoratori stagionali, a partire dal diritto alla casa.
La mobilitazione di oggi, sottolinea la CGIL Gallura, vuole riaffermare il valore del lavoro come strumento di emancipazione e autonomia e richiamare l’urgenza di politiche capaci di garantire pari opportunità, salari dignitosi e diritti reali per le donne. In un territorio tra i più dinamici della Sardegna è necessario promuovere un modello di sviluppo fondato sulla qualità del lavoro, sulla stabilità occupazionale e sulla piena
parità tra donne e uomini.
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