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Politica Locale

Provincia, gli ex consiglier all’attacco: il commissariamento è illegittimo

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Olbia, 01 Marzo 2014 – La Provincia? Basta coi commissari, deve tornare ai suoi legittimi proprietari, cioè i cittadini attraverso i consigli provinciali eletti. E’ questo l’urlo di rabbia lanciato dagli ex rappresentanti della Provincia di Olbia-Tempio riunitisi ieri pomeriggio per una conferenza stampa.

Quirico Sanna, Antonio Appeddu, Vittorio Masu, Gesuino Satta, Piero Sanna, Francesco Carbini, Mario Scampuddu e Domenico Piccinnu non hanno nessun dubbio: il commissariamento della Provincia è illegittimo, così come i referendum che l’hanno abrogata. “Ora toccherà alla Corte Costituzionale pronunciarsi. – ha detto Antonio Appeddu – Ma intanto non dobbiamo dimenticare le circoscrizioni provinciali si possono cambiare solo con la consultazione popolare delle popolazioni coinvolte. Questa consultazione si può fare solo in due modi. Con il voto dei consigli comunali o con un referendum popolare sempre delle popolazioni coinvolte. Solo dopo questo passaggio si possono modificare. Hanno fatto un gran pasticcio istituzionale, non c’è stata la minima progettualità e non c’è nemmeno all’orizzonte una riforma”.

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Gli ex consiglieri provinciali hanno parlato a lungo dei problemi che sta causando questo limbo del non-destino che vive la Provincia. I dipendenti sono poco motivati, alcuni hanno chiesto la mobilità, non c’è più progettualità e non si sa chi dovrà fornire i servizi forniti dall’ente. In più non bisogna dimenticare le Aziende sanitarie sono costruite su base provinciale: senza la Provincia, non c’è più nemmeno la Asl – con tutti i problemi che questo porterà alla popolazione.

Secondo Antonio Piccinnu, bisogna sperare in Francesco Pigliaru. “Dobbiamo confidare nel nuovo Presidente della Regione. – ha detto con sicurezza Piccinnu – Pigliaru deve prendere in mano la situazione e togliere di mezzo i commissari”. Sulla stessa linea è Mario Scampuddu, più cattivo invece Gesuino Satta. “Se la popolazione tiene alla provincia – ha tuonato Satta – deve insorgere contro questo scippo”.

In sostanza, i consigliri provinciali rimossi dal loro incarico chiedono due cose: il ripristino della democrazia, richiamando in causa i consigli provinciali che diventano così i liquidatori, e il mantenimento in Gallura del tesoretto da 60milioni di euro custodito in via Nanni.

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