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Olbia, un viaggio nel passato sommerso: al Politecnico Argonauti “Un tuffo nella storia”

Serata culturale con Egidio Trainito, Rubens D'Oriano e Gabriella Gasperetti

Olbia, un viaggio nel passato sommerso: al Politecnico Argonauti “Un tuffo nella storia”
Olbia, un viaggio nel passato sommerso: al Politecnico Argonauti “Un tuffo nella storia”
Patrizia Anziani

Pubblicato il 11 December 2025 alle 14:00

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Olbia. Si preannuncia una serata di grande fascino quella in programma stasera, giovedì 11 dicembre, alle ore 18:30 al Politecnico Argonauti in via Garibaldi 41, dove immagini rare e testimonianze dirette riporteranno alla luce una stagione fondamentale della ricerca archeologica olbiese.

Il fotografo naturalista Egidio Trainito, figura molto apprezzata nel campo della divulgazione ambientale e subacquea, proporrà una selezione di immagini realizzate durante le prospezioni subacquee degli anni ’90 e durante le fasi dello scavo del tunnel cittadino. Le fotografie saranno proiettate in loop, offrendo uno sguardo sorprendente sulle scoperte che hanno ampliato in modo decisivo la conoscenza del patrimonio sommerso del territorio.

Per l’occasione abbiamo contattato in esclusiva l’archeologo già funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Sassari e Nuoro, Rubens D’Oriano, coinvolto tra i relatori della serata, che ci ha anticipato: "Verranno mostrate fotografie delle prospezioni subacquee e dello scavo del tunnel di Olbia, che commenterò in modo leggero e divulgativo. La collega Gabriella Gasperetti affronterà invece il tema della tutela dei beni e dei giacimenti subacquei, un argomento oggi più che mai centrale".

Accanto a Trainito e D’Oriano interverrà infatti l'archeologa Gabriella Gasperetti, attuale funzionaria della Soprintendenza con sede a Olbia, che approfondirà le problematiche legate alla protezione del patrimonio sommerso, un settore delicato e strategico per la salvaguardia delle testimonianze storiche del mare.

La serata si annuncia accessibile, coinvolgente e ricca di suggestioni e, come ha anticipato l'archeologo D'Oriano, con un taglio volutamente divulgativo pensato per avvicinare il pubblico a una parte affascinante ma ancora poco conosciuta della storia di Olbia.

E dal Politecnico Argonauti, promotore e organizzatore dell'evento, fanno sapere che "Tra il 1990 e il 1999, tra S. Teresa di Gallura e Capo Comino, team di archeologi e di esperti subacquei all’interno di progetti della Soprintendenza Archeologica per le Province di Sassari e Nuoro portarono alla luce più di cento siti sommersi dove si celavano reperti che coprivano un periodo dal II-III secolo a.C. al 1800. Erano frammenti di anfore incastrate tra scogli, anfore intere e altri recipienti di ceramica, ancore litiche e ceppi di piombo. Erano frammenti di scafi lignei datati in base alle tecniche costruttive e alla cronologia degli oggetti ritrovati con essi. Erano singole testimonianze di antichi traffici e passaggi lungo le coste: un elmo tipo Montefortino, la testa della statua fittile di Ercole, ampolle di vetro di probabile origine orientale, solo per citarne alcuni.
Erano contesti rarissimi e di grande interesse storico, come un carico di lingotti di piombo recanti il bollo dell'imperatore Augusto quale proprietario delle miniere e tracce di lavorazione della materia prima a bordo o come un carico di giganteschi blocchi di marmo.Pubblicate quasi esclusivamente su riviste scientifiche specializzate, queste scoperte sono in piccola parte esposte nel Museo di Olbia e nel piccolo Mast di S. Teodoro. L’ampia documentazione fotografica raccolta come parte integrante dei lavori di prospezione e scavo non è mai arrivata al grande pubblico.
Tra il 1999 e il 2001, durante lo scavo del tunnel che attraversa il fronte a mare di Olbia, furono rinvenuti, nello scavo effettuato sempre dalla Soprintendenza sassarese, 24 relitti di varie epoche, dall’età romana al medioevo pisano, i resti di un cantiere navale e una quantità impressionante di reperti associati ai relitti. Alcuni sono pezzi unici per la storia dell’archeologia navale, come due alberi, un grande timone, oggetti di bordo, ceramiche raffinate e tanto altro. Questo straordinario repertorio è solo parzialmente esposto nel Museo di Olbia.
La documentazione fotografica non restituisce soltanto i reperti, ma anche la fatica delle persone che dedicarono il loro tempo e la loro professionalità ad evitare che una così straordinaria scoperta per la città di Olbia, per la Sardegna e in generale per la conoscenza andasse perduta. Le immagini di queste campagne, realizzate da Egidio Trainito, sono in esposizione al festival della fotografia “Storie di un attimo” presso le ex casermette di via Mameli 48; nel corso della serata i relatori racconteranno quei momenti di scavo così importanti per ricostruire la storia locale e non solo".

Appuntamento stasera quindi, l’ingresso è libero, ma è raccomandata la puntualità poiché i posti disponibili potrebbero esaurirsi rapidamente.