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Olbia, un Puc con troppe domande aperte

Il comunicato condiviso dal gruppo del Pd

Olbia, un Puc con troppe domande aperte
Olbia, un Puc con troppe domande aperte
Barbara Curreli

Pubblicato il 20 June 2026 alle 15:13

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Olbia. PUC, approvato un Piano che lascia ancora troppe domande aperte, questo il comunicato condiviso dal Partito Democratico. Riportiamo integralmente il testo condiviso.

"I consiglieri del Partito Democratico Ivana Russu, Gianluca Corda, Maddalena Corda, Antonio Loriga, Mariangela Marchio e Mimmino Sciretti desiderano anzitutto ringraziare i tecnici e gli uffici comunali per il lavoro svolto nell’esame delle osservazioni al Piano Urbanistico Comunale. Un lavoro serio, complesso e approfondito che, proprio per la sua importanza, avrebbe meritato un confronto ancora più aperto e partecipato.Purtroppo, anche nell’ultima fase di esame delle osservazioni,lamaggioranza ha confermato un metodo già visto in altre occasioni: quello di considerare la propria forza numerica sufficiente a sostituire il confronto politico e istituzionale. Un atteggiamento che può forse accelerare i tempi delle decisioni, ma che difficilmente contribuisce a migliorare la qualità degli atti approvati".

"Più che costruire un confronto approfondito sulle osservazioni presentate da cittadini, professionisti e imprese, l’impressione è stata quella di voler arrivare rapidamente al voto, riducendo al minimo gli spazi di discussione e di verifica politica su uno degli strumenti più importanti per il futuro della città. Particolarmente grave è stata la decisione di non consentire la proiezione delle osservazioni sulla cartografia della citta. Una scelta incomprensibile soprattutto considerando che in passato la stessa Amministrazione ha ritenuto opportuno adottare strumenti analoghi per procedimenti ben meno rilevanti. Quando si discute il futuro urbanistico di una città, la trasparenza non dovrebbe essere considerata un dettaglio organizzativo. Impedire ai consiglieri e ai cittadini di visualizzare immediatamente gli effetti territoriali delle decisioni ha inevitabilmente limitato la qualità del dibattito e la piena comprensione delle scelte compiute".

"Ancora più difficile da comprendere è stato il mancato accoglimento della richiesta di rinvio della seduta presentata dal consigliere Gianluca Corda il 13 giugno scorso. Una richiesta avanzata con largo anticipo, motivata da un impegno istituzionale noto da mesi e relativa a una seduta dedicata a uno degli atti più importanti dell’intera consiliatura. La maggioranza aveva l’opportunità di dimostrare attenzione istituzionale e rispetto per il lavoro svolto nell’ultimo anno dalla Commissione Urbanistica. Ha scelto invece una strada diversa, privando il dibattito del contributo di uno dei due consiglieri di minoranza che hanno seguito l’intero percorso del Piano".

"Già in occasione dell’adozione del Piano avevamo evidenziato come il principale dato politico fosse rappresentato dalla necessità di ripartire da un nuovo percorso pianificatorio dopo il sostanziale superamento del PUC del 2020 a seguito delle osservazioni formulate dalla Regione Sardegna. Allora come oggi abbiamo sostenuto la necessità di una pianificazione capace di coniugare tutela ambientale, sicurezza del territorio, sviluppo sostenibile e risposte concrete alle esigenze di cittadini, famiglie e imprese. Nel merito delle decisioni adottate, l’esame delle osservazioni ha fatto emergere situazioni nelle quali richieste molto simili hanno ricevuto risposte differenti. È il caso delle aree produttive lungo la SP73, in località Piliezzu, dove alcune richieste avanzate da aziende storicamente presenti nel territorio sono state respinte sulla base della mancata previsione di zone D, mentre negli anni scorsi, sul lato opposto della stessa arteria stradale, sono state consentite nuove aree produttive su terreni precedentemente classificati come agricoli".

"Analoga situazione si riscontra lungo la SS125 all’ingresso sud della città, dove osservazioni riguardanti aree collocate nello stesso contesto territoriale hanno avuto esiti differenti, con il riconoscimento di zone D in alcuni casi e il rigetto di richieste analoghe in altri. Particolarmente significativo è poi il caso di Murta Maria. Da un lato alcune richieste di nuove zone C sono state respinte richiamando la necessità di contenere il carico antropico della frazione e di tutelare un territorio già fortemente interessato dalla pressione urbanistica e turistica. Dall’altro, nella stessa frazione, sono state accolte osservazioni che introducono nuove possibilità edificatorie attraverso l’attribuzione di zone C e B. Una scelta che rende difficile comprendere quale sia l’effettivo indirizzo urbanistico adottato per il futuro di una delle aree più delicate e strategiche del territorio comunale".

"Dubbi analoghi riguardano alcune osservazioni relative all’agro olbiese, in particolare nelle aree di San Pantaleo e San Giovanni. In diversi casi, a fronte di richieste di riclassificazione di terreni attualmente classificati come zone H, alcuni proprietari hanno ottenuto il riconoscimento di zone E5, mentre in altre situazioni, pur in presenza di relazioni agronomiche e richieste analoghe, è stata confermata la classificazione esistente. Anche in questo caso riteniamo che sarebbe stato necessario esplicitare con maggiore chiarezza i criteri adottati. Quando casi analoghi producono decisioni diverse, il problema non riguarda soltanto i singoli cittadini o le singole imprese coinvolte. Riguarda la credibilità delle regole e la fiducia che la comunità ripone nelle istituzioni".

"Non meno importante è il caso di Colcò, un’area che da anni vive situazioni di forte criticità e che avrebbe bisogno di scelte coraggiose e di una visione chiara per il proprio futuro. Parliamo di una zona che rischia sempre più di essere isolata e marginalizzata, con il pericolo concreto di trasformarsi in un vero e proprio ghetto urbano, con conseguenze che non ricadono soltanto sui residenti ma sull’intera comunità cittadina. Di fronte a queste problematiche ci saremmo aspettati maggiore attenzione,una strategia più incisiva di recupero, riqualificazione e una chiara volontà politica di affrontare una questione che da troppo tempo attende risposte concrete. Restano inoltre forti perplessità su alcune previsioni che interessano aree coinvolte, direttamente o indirettamente, dagli eventi alluvionali del 2013. Una tragedia che ha segnato profondamente la nostra comunità e che dovrebbe suggerire il massimo livello di prudenza nelle scelte urbanistiche. Sorprende che proprio un’Amministrazione che governa la città da anni dopo quella tragedia ritenga oggi di poter allentare la prudenza in alcune aree ancora caratterizzate da evidenti criticità, senza che nel frattempo siano stati realizzati interventi strutturali adeguati a garantire una reale riduzione del rischio".

"Permangono inoltre dubbi su alcune scelte viabilistiche, come quelle previste in via dei Lidi, dove si è scelto di intervenire attraverso l’abbattimento di un’abitazione senza che, a nostro giudizio, siano state approfondite fino in fondo possibili soluzioni alternative, come invece avvenuto in altre parti della città. Più in generale, riteniamo che questa fase avrebbe potuto rappresentare un’importante occasione per affrontare alcune delle grandi questioni ancora aperte di Olbia: la mobilità urbana, la carenza di parcheggi, l’edilizia residenziale pubblica, la riqualificazione delle aree immediatamente adiacenti al centro storico e una visione organica dello sviluppo futuro della città. Infine, non possiamo non rilevare che il percorso del Piano Urbanistico Comunale è ancora lontano dalla conclusione. Dopo il voto sulle osservazioni dovrà infatti riprendere il confronto con la Regione Sardegna nell’ambito della co-pianificazione e appare difficile immaginare che l’iter possa concludersi prima della fine dell’attuale consiliatura".

"La maggioranza rivendicherà probabilmente il risultato di aver chiuso questa fase del procedimento. Noi riteniamo invece che il vero giudizio arriverà dalla capacità del Piano di superare il confronto con la Regione, di resistere alle verifiche future e soprattutto di rispondere ai bisogni reali della città. Su questo terreno, oggi, restano più domande che certezze. Per queste ragioni continuiamo a ritenere che il PUC approvato presenti ancora criticità rilevanti e occasioni mancate. Il nostro impegno sarà quello di continuare a vigilare affinché il futuro urbanistico di Olbia non sia il risultato di decisioni frettolose, ma di una pianificazione realmente trasparente, equilibrata e orientata all’interesse generale della comunità".

I Consiglieri del Partito Democratico Ivana Russu – Gianluca Corda – Maddalena Corda – Antonio Loriga – Mariangela Marchio – Mimmino Sciretti.