Sunday, 21 June 2026
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Pubblicato il 19 June 2026 alle 09:00
Olbia. Questa sera, presso la libreria del Corso Giunti al Punto, si terrà la presentazione del libro "La carne e la memoria" di Agostino Loriga. A dialogare con l'autore Stefania Pileri e Pasquale Vazzano.
Si tratta di una storia di formazione ambientata in Sardegna, che ruota attorno al protagonista Ettore Delunas, concepito grazie a un rito di magia bianca, un esorcismo che, fin dalla nascita, conferisce alla sua anima un marchio speciale con cui si muove incauto nel mondo, accompagnato da un vento ammaliante e beffardo come lui. Nella sua vita dissipata ha avuto tante avventure, molte donne e innumerevoli insuccessi lavorativi. Con i suoi tre figli, Caterina, Federico e Carletto, così come con le due ex mogli, mantiene a stento un flebile rapporto ossessionato com’è dall’unico obiettivo di trovare il danaro per il solo progetto che nella sua vita abbia un senso: la costruzione di un residence nel boom turistico degli anni Novanta, così da riscattare la propria immagine di uomo fallito e padre miserevole come ormai tutti lo considerano. La trama entra nel vivo quando il figlio Federico si ritrova implicato in loschi traffici di droga: a quel punto Ettore intraprenderà un rocambolesco e rischioso viaggio a Genova nel tentativo di salvarlo.
L'autore, Agostino Loriga, con questo libro fa il suo esordio letterario. Originario di Sassari, dopo la laurea a Padova e la specializzazione in Gestalt Psicosociale a Roma, sceglie infatti di vivere e lavorare in Sardegna come psicologo, psicoterapeuta e consulente di coppia tra Sassari e Arzachena. Da sempre affianca l'attività clinica in studio a progetti dedicati al benessere psicologico e sociale di persone vulnerabili. Tra le sue collaborazioni si vede anche la partecipazione alla pubblicazione di un albo illustrato incentrato sul tema della violenza assistita (Piccolo orso scopre l'aurora, Carthusia Edizioni). Di seguito l'intervista all'autore.
Dott. Loriga, come nasce questo libro?
"Il libro nasce, probabilmente anche per il mestiere che svolgo, dal desiderio e dalla curiosità di esplorare le complessità dell'animo umano fondendo l'immaginazione poetica con un forte realismo psicologico. Scrivere la storia di un uomo imperfetto e tormentato, offrendo uno sguardo profondo sulle sue inquietudini e le sue contraddizioni, rappresenta un espediente per raccontare una parte di tutti noi".
A cosa fa riferimento il titolo, così evocativo?
"Il titolo fa riferimento ad una necessità che appartiene a ogni persona. Lasciare in qualche modo una traccia del suo passaggio in questa vita. Un po' come fanno le comete anche noi, sulla scia di Ettore, viviamo nel bisogno di tracciare una storia indelebile di noi stessi. L'aspirazione a non disparire nel nulla, ma a farci, appunto, "carne e memoria" per chi amiamo, fino all'ultimo respiro".
Qual è il messaggio di fondo dell'opera e a chi è rivolto?
"Non saprei dare una risposta univoca poiché è un romanzo sulla complessità delle contraddizioni che ci abitano. Un padre profondamente imperfetto, irriverente e vitale può essere guidato da un amore autentico e disperato, capace di giocarsi il tutto per tutto per i propri figli? È una storia che non ha un messaggio edificante, ma è rivolta a chiunque voglia esplorare i chiaroscuri dei legami familiari, la fragilità umana e la forza dei sentimenti che sopravvivono al di là di noi".
Che significato assumono, nel racconto, i valori della famiglia e dell'amicizia?
"In effetti nel romanzo, l'amicizia e la famiglia sono dimensioni emotive significative. L'amicizia si incarna nel ricordo di Emilio - "fratello senza peccato" si dice in Gallura - l'unico vero amico di Ettore, la cui morte è legata al dramma della droga e si configura come un sentimento autentico e indistruttibile che resiste al tempo e al dolore. La famiglia, d'altro canto, pur essendo lacerata da rapporti flebili e trascorsi dolorosi, diventa il motore dell'azione: l'amore imperfetto di un padre si trasforma in una spinta vitale, folle e coraggiosa, quando si tratta di proteggere e salvare il proprio figlio".
Perché la scelta di ambientarlo proprio in Sardegna e, più nello specifico, nel contesto turistico?
"La Sardegna, sospesa tra immaginazione e realismo, offre una cornice ideale per lo svolgimento di una vicenda ammantata di mistero. I nostri colori, le nostre atmosfere fanno parte del mio paesaggio interiore e quindi del romanzo che ho scritto. Nello specifico, anche se le vicende si svolgono a Roma, Genova, Cagliari e Sassari, l'ambientazione si focalizza su Siarenas, un piccolo paese immaginario, un microcosmo sociale che, nel contesto turistico degli anni Novanta — con l'illusione del "boom" economico e la corsa alla speculazione edilizia (come il progetto del residence di Ettore) — fa da specchio alle ambizioni e alle brucianti illusioni del protagonista".
Qual è, nel libro, il significato profondo della ricerca a tutti i costi di un riscatto personale da parte del protagonista?
"Per Ettore, la ricerca del riscatto economico e sociale attraverso la costruzione del residence non è una mera questione di denaro. È un'ossessione intima, un disperato tentativo di combattere le proprie feroci inquietudini e di smarcarsi da ruolo di soccombente che il destino gli ha voluto attribuire. Ettore in fin dei conti è un servo del destino come tutti noi. Ma è un servo disubbidiente".
Quale il significato simbolico del vento, elemento cardine del testo?
"Il vento è una presenza costante e viva che accompagna incautamente il protagonista fin dalla sua nascita. Assume una valenza simbolica precisa: è un vento "ammaliante e beffardo", metafora delle forze invisibili, del destino e delle inquietudini interiori che scuotono costantemente l'esistenza di Ettore come di ogni essere umano".
In questo libro mistero, occulto e disagio esistenziale si incontrano. Quale l'analogia di fondo e quale la via d'uscita verso la luce?
"Il mistero, l’arcano e il disagio esistenziale che attraversano queste pagine richiamano le contraddizioni che risiedono in ciascuno di noi. Ettore con la figlia Caterina e gli altri personaggi rappresentano queste incongruenze, spesse volte indecifrabili, che condizionano il nostro vivere. Non so se esista una via di uscita verso la luce, ma non possiamo scorgere alcuna fonte luminosa, alcun barlume, senza avere confidenza con il buio della nostra ombra. Questo vive Ettore nel suo abitare il mondo. Questo viviamo noi tutti".
Un libro carico di significato che ben si presta ad essere approfondito e che, oltre ad una trama avvincente, può aiutare il lettore che si immerge nel racconto e si identifica con i personaggi, ad indagare le emozioni, le domande esistenziali e le contraddizioni che si albergano e si agitano dentro ognuno di noi. Non resta, in questo viaggio, che farsi condurre dallo stesso autore che lo presenterà da Giunti questa sera.
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