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Arzachena con Echo dei Giganti si prende il futuro della musica in Sardegna

Il progetto svelato dall’assessora Orecchioni e Renato Tanchis (Warner)

Arzachena con Echo dei Giganti si prende il futuro della musica in Sardegna
Arzachena con Echo dei Giganti si prende il futuro della musica in Sardegna
Laura Scarpellini

Pubblicato il 19 June 2026 alle 07:00

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Arzachena. C’è un filo rosso che in questa specifica settimana unisce i grandissimi palcoscenici della Gallura alle nuove rotte della discografia nazionale. Archiviata l'enorme eco mediatica e l'afflusso record per il concerto di Vasco Rossi nella vicina Olbia, e con gli occhi di tutta Italia puntati sull’imminente apertura del Lebonski Park firmato da Salmo, Arzachena si consolida strategicamente come l'epicentro della scena musicale isolana. In questo contesto di altissimo fermento non si parla solo di grandi eventi, ma di investimenti strutturali sul futuro dei giovani artisti attraverso Echo dei Giganti.

Attraverso il nuovo progetto firmato dall’Associazione Culturale FOLA e supportato dall’Amministrazione Comunale, si smarca radicalmente dalle logiche dei tradizionali contest estivi. L'idea si configura  come un’Academy formativa di tre giorni. Potremo dire che l'Echo dei Giganti si presenta come un’iniziativa concreta creata da musicisti per i musicisti, nata con l'obiettivo di superare la logica delle tradizionali vetrine estive e offrire una connessione reale con i massimi professionisti dell'industria discografica italiana come Gianni Bini ( produttore e proprietario degli House of Glass Studios), Max Moroldo CEO dell'etichetta Do It Yorself e editore indipendente, e Roy Di Benedetto autore e talent scout. Incontri 11 luglio e 7 agosto. La fase finale dell'evento vedrà i finalisti esibirsi dal vivo il 29 agosto 2026 sul palco di Cannigione, davanti a un pubblico di appassionati, giornalisti e addetti ai lavori. Inoltre, per i brani selezionati è prevista l'inclusione nella compilation ufficiale dell'evento, che beneficerà di una distribuzione digitale globale curata direttamente da Warner Music. Il progetto è totalmente inclusivo e aperto a chiunque, senza alcun limite di età o provenienza geografica, rivolgendosi a cantanti solisti, duo, band, autori e DJ pronti a far fare il salto di qualità alla propria musica.

 

Foto Facebook assessora @NicolettaOrecchioni

L'iniziativa si inserisce in una precisa strategia di posizionamento della Gallura nel panorama dello spettacolo nazionale. Come evidenziato dall'assessora allo Sport e Spettacolo, Nicoletta Orecchioni, la scelta di investire stabilmente su Echo dei Giganti punta a trasformare i picchi di presenze registrati durante i grandi eventi stagionali — come i concerti di Capodanno e Pasquetta — in un progetto culturale permanente. L'obiettivo dell'amministrazione comunale, infatti, è far diventare Arzachena un incubatore capace di dare sbocchi professionali reali ai molti giovani musicisti del territorio, offrendo loro connessioni di alto livello con l'industria discografica nazionale e un'alternativa concreta ai circuiti metropolitani della penisola.

Assessora la recente partecipazione dell'Istituto Comprensivo di Arzachena alla Maker Faire con una sfilata di abiti in stampa 3D unisce la tradizione manifatturiera alle nuove tecnologie. In che modo l'amministrazione comunale intende strutturare e sostenere questo legame tra scuola, innovazione e creatività nei prossimi anni?

"Questa Amministrazione crede fortemente che la crescita di un territorio passi anche attraverso la capacità di offrire opportunità concrete alle nuove generazioni. Per questo motivo il nostro obiettivo non è soltanto organizzare eventi di intrattenimento, ma creare occasioni di incontro, confronto e formazione tra i giovani talenti del territorio e i professionisti del settore musicale e artistico. Per questo sosteniamo il progetto l’eco dei giganti, perché sposa pienamente la nostra visione.Stiamo lavorando affinché manifestazioni come questa possano diventare dei veri e propri incubatori culturali, dove i ragazzi possano non solo esibirsi, ma anche conoscere da vicino le dinamiche del music business, partecipare a workshop o  masterclass  con artisti, produttori e operatori del settore. Arzachena possiede grandi energie creative che meritano di essere valorizzate e accompagnate nel loro percorso di crescita".

Eventi di questa portata dimostrano che la Gallura non è solo una meta turistica d'eccellenza, ma anche un incubatore di talenti e competenze avanzate. Qual è l'impatto strategico di queste collaborazioni sull'attrattività del territorio, anche in un'ottica di destagionalizzazione culturale?

"La musica, le arti e anche lo sport rappresentano strumenti straordinari di aggregazione sociale, crescita personale e valorizzazione dei talenti. Per questo lavoriamo per  creare nuove collaborazioni con scuole, associazioni culturali e realtà del territorio per promuovere laboratori, percorsi formativi ed eventi dedicati ai più giovani. Un esempio è anche il bando che emaniamo ogni anno per le manifestazioni sportive, dove accogliamo e sosteniamo le proposte delle associazioni locali che hanno voglia di mettersi in gioco per portare sul nostro territorio eventi di rilevanza nazionale e internazionale, offrendo ai nostri atleti opportunità si crescita senza doversi spostare e senza dover affrontare trasferte a volte anche difficili e gravose per le famiglie. L’idea è quella di costruire nel tempo una serie di opportunità in campo musicale, artistico e sportivo Capaci di stimolare interesse, passione e professionalità".

La sinergia del tessuto artistico e tecnologico isolano come si inserisce nel cartellone degli eventi che state programmando per la comunità e per i visitatori? Cosa ci aspetta per i prossimi mesi?

"Per quanto riguarda la prossima estate oltre la grande novità del Lebonski park con la data di inaugurazione già annunciata del 25 Luglio, una scommessa volta a  rendere Arzachena un polo di riferimento per la grande musica,
stiamo lavorando ad un calendario ricco di appuntamenti che coinvolgerà diverse parti del nostro territorio.Si alterneranno serate di musica, arte, folklore ed enogastronomia, con la collaborazione delle realtà associative locali Che ogni anno sono fondamentali per la valorizzazione della nostra identità. Il programma completo verrà annunciato a breve".

Foto @RenatoTanchis

La selezione dei dieci progetti più meritevoli dell'Academy si tradurrà in una compilation ufficiale distribuita nei canali principali. Per capire come la provincia sarda possa dialogare alla pari con i vertici della discografia, abbiamo incontrato Renato Tanchis, Catalogue & Strategic Marketing Director di Warner Music Italy.

Partiamo dalle sue origini. Suo zio è stato sindaco di Arzachena e lei ha una casa a Cannigione. Possiamo dire che il progetto Echo dei Giganti nasce anche da un forte richiamo personale verso questa terra?

"Assolutamente sì. Le mie origini sono sarde e il legame con l’isola è viscerale. Vengo da una famiglia di musicisti dilettanti e io sono l'unico ad aver trasformato questa passione in una professione. Sentivo il forte desiderio di valorizzare il territorio in cui affondano le mie radici. Oggi la Sardegna sta vivendo un'esplosione di eventi estivi, ma spesso si tratta di intrattenimento estemporaneo. Con Echo dei Giganti, grazie anche al supporto immediato del Comune di Arzachena e all'intesa con Antonio [Scanu], abbiamo voluto fare qualcosa di diverso: offrire ai giovani un'opportunità formativa concreta. Per me non è un semplice impegno di lavoro, ma un atto di puro attaccamento alla mia terra, che porto avanti anche durante i miei periodi di vacanza in Gallura".

Entriamo nel merito del mercato discografico attuale. La digitalizzazione e piattaforme come TikTok hanno accelerato tutto, modificando radicalmente la fruizione musicale. In questo scenario così frammentato, come si inseriscono le masterclass dell'Academy di Arzachena?

"Il mercato oggi è saturo. La digitalizzazione permette a chiunque di caricare un brano in autonomia, creando una sorta di sovraccarico informativo. La diffusione della musica è diventata velocissima e imprevedibile: penso a un trend di TikTok o alla sigla di una serie Netflix che, da un giorno all'altro, fanno impennare gli streaming e cambiano la vita di un artista emergente. Tutto è più complesso, ma anche più appassionante. Nelle nostre masterclass vogliamo spiegare ai ragazzi proprio questo: la discografia è un lavoro vero e, come tale, ha le sue complessità. Spesso si pensa che servano solo le "conoscenze" giuste, invece noi vogliamo insegnare il metodo migliore per approcciare il business, strutturare un progetto e veicolare la propria musica in modo strategico".

Nel suo intervento ha sottolineato come la Sardegna, nonostante i limiti demografici, abbia sempre espresso una grandissima forza creativa, da giganti del passato fino a Salmo. Qual è il valore aggiunto di fare musica in un contesto geografico come la Gallura rispetto a una metropoli come Milano?

"Milano è indubbiamente il centro del music business, la città dove bisogna andare quando si ha un progetto solido da proporre. Ma la musica è prima di tutto arte e creatività, e la creatività ha bisogno di contesti adatti per svilupparsi. La frenesia milanese a volte non ti permette di goderti le cose; la Sardegna, con la sua pace e la sua dimensione mediterranea, offre la tranquillità ideale per riflettere e lavorare meglio. Non è un caso che un maestro come Fabrizio De André avesse scelto di vivere e comporre a Tempio Pausania. Questa terra permette ai giovani di riscoprire una dimensione sociale fondamentale: lo stare insieme, il viversi in piazza o al bar, il condividere la vita reale e non solo quella virtuale di Instagram o Facebook. I grandi progetti nascono dal confronto vero".

Oltre alla tecnica e alle dinamiche del business, qual è il messaggio più importante che si sente di trasmettere ai talenti che partecipano a questa tre giorni di formazione?

"Voglio trasmettere l'importanza della dedizione totale. Questo mestiere, sia per il discografico che soprattutto per l'artista, si fonda su una passione che io definisco quasi "malata": o ce l'hai o non ce l'hai, non si può fare a metà. Devi svegliarti la notte pensando alla musica. Oggi c'è troppa musica generata artificialmente che non trasmette nulla, perché l'intelligenza artificiale non produce emozioni. Le canzoni migliori nascono ancora dalle session di ragazzi che si mettono insieme in una stanza a suonare e a sperimentare. Agli emergenti dico sempre di non cercare la scorciatoia per diventare famosi a tutti i costi, ma di fare musica perché la sentono come un'esigenza vitale. Anche i no e le porte in faccia che ho preso nella mia carriera con artisti poi diventati celebri mi hanno insegnato che, se credi davvero in ciò che fai, i risultati arrivano. Echo dei Giganti serve a colmare la distanza tra la periferia e il cuore del settore discografico, e speriamo di replicare questo percorso ogni anno".

Guardando al panorama attuale, ci sono nuovi talenti che l'hanno colpita particolarmente? Chi vede come artista emergente di punta in questo momento?

"C'è un nome su cui mi sento di scommettere con assoluta certezza ed è Saif. Lo conosco molto bene e gliel'ho detto chiaramente più volte: per me ha tutte le carte in regola per spaccare il mercato. Ha quella determinazione e quel fuoco sacro che fanno la differenza: per lui la musica non è un passatempo, è la sua vita. Si sveglia al mattino pensando solo a quello, scrive, produce e sperimenta continuamente. Nonostante io non sia più giovanissimo, continuo a fare il dj, frequento assiduamente gli ambienti giovanili e cerco di restare sempre sintonizzato sulle novità. Saif incarna esattamente il prototipo di artista che cerchiamo: uno che ha fame, talento e una dedizione totale. Accanto a lui mi piacciono molto realtà come Fulminacci, o in generale quei contesti in cui c'è un forte spirito di squadra e una gran voglia di fare musica insieme".

Immagine di copertina generata con AI.