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Alà dei Sardi, la memoria di Francesca vive nel nuovo oratorio grazie all'artista Laura Batzu

La pittrice svela come celebra quel cuore pulsante delle attività giovanili del paese

Alà dei Sardi, la memoria di Francesca vive nel nuovo oratorio grazie all'artista Laura Batzu
Alà dei Sardi, la memoria di Francesca vive nel nuovo oratorio grazie all'artista Laura Batzu
Laura Scarpellini

Pubblicato il 19 June 2026 alle 07:00

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Alà dei Sardi. A quanto pare ci sono tracce capaci di resistere al tempo, imprimendosi nei luoghi che si sono amati di più. Ad Alà dei Sardi il ricordo di Francesca Corda ha trovato una dimora permanente nel centro della vita comunitaria più giovane: la sala parrocchiale destinata ai ragazzi, infatti, è stata ufficialmente legata al suo nome nel corso di un incontro che ha unito di recente, l'intero paese in un abbraccio silenzioso. Francesca Corda era una ragazza di diciannove anni nota nella comunità di Alà dei Sardi per la sua straordinaria solarità dall'animo profondo. Era da tempo tra le principali promotrici e animatrici del Grest (il gruppo estivo parrocchiale), e amava dedicare gran parte del suo tempo e delle sue energie all'accoglienza e all'educazione dei bambini.

All'interno della parrocchia, la sua presenza viene ricordata come una costante fonte di luce e positività, capace di trasmettere serenità e di far sentire chiunque apprezzato, doti che l'avevano resa un vero e proprio punto di riferimento per il gruppo dei giovani locali.

Foto @LauraBatzu

La decisione di dedicarle questo spazio frequentato quotidianamente dai piccoli della catechesi e dai ragazzi dei campi estivi, risponde al desiderio di non disperdere quell'eredità di entusiasmo e attenzione verso il prossimo che la diciannovenne, venuta a mancare alla fine del 2022, ha saputo seminare nella sua comunità. A rendere tangibile questa presenza è un dipinto murale che decora la sala, firmato dalla pittrice olbiese Laura Batzu. L'opera, pensata appositamente per dialogare con gli sguardi dei bambini che abiteranno quelle mura, trasforma il dolore in una narrazione visiva delicata e rasserenante. L'immagine si distacca dalla drammaticità del lutto per consegnare una visione di transizione e protezione, dove la figura della giovane si inserisce in un contesto allegorico dominato dalla natura e da un cammino verso la serenità.

La cerimonia di svelamento, accompagnata dalle parole delle istituzioni locali e dei responsabili della parrocchia, ha rimarcato la funzione sociale ed educativa che l'oratorio deve continuare a svolgere, ponendosi come un punto di riferimento sicuro per la crescita dei cittadini di domani. Una missione che, da oggi, si rinnova nel segno di un sorriso che la comunità di Alà dei Sardi ha dimostrato di non voler dimenticare. Abbiamo avuto modo di incontrare Laura Batzu che con la sua particolare sensibilità ha sviluppato un tema così intimo.

Laura, quando ci si confronta con il ritratto di una persona scomparsa così giovane, il rischio è che il dolore prenda il sopravvento sulla tela. Con quale stato d'animo si è accostata a questo lavoro e come è riuscita a trovare la chiave per trasformare la nostalgia in un messaggio di pace adatto ai più piccoli?

"Quando le zie di Francesca mi accompagnarono a vedere l'oratorio parrocchiale, sulla parete c'era un disegno appena iniziato coperto da un foglio bianco; in quel momento pensai al dolore che avrebbe provato la mamma nel vederla ogni volta che avrebbe varcato quella soglia e mi sono detta: "Non posso realizzare un'immagine che rievoca il dolore del distacco". Ho sentito fin da subito che avrei dovuto fare qualcosa di diverso, di ispirato, un'opera che fosse adatta ad una sala frequentata da bambini ma soprattutto che potesse dare conforto alla famiglia e aiutasse coloro che l'hanno amata a "lasciarla andare", con  la consapevolezza che spesso nella non accettazione si trattiene anche il dolore e che la fede in questo può aiutare. Sono dell'avviso che ci sia qualcosa di misterioso nei piani dell'esistenza; tutti in qualche modo, anche se non "credono", hanno avuto manifestazioni di qualcosa di insondabile, eventi incomprensibili, eppure percepibili specialmente da chi è più sensibile. Sono fermamente convinta che in qualche modo la coscienza sopravviva e il "non trattenere" aiuti a liberare in nostri cari dai legami terreni per tornare al Tutto".

La scelta degli elementi simbolici inseriti nel dipinto trasmette un forte senso di leggerezza e continuità. C'è stato un momento preciso, durante l'ideazione o la stesura del colore, in cui ha sentito che l'opera stava trovando la sua reale sintonia con lo spirito del luogo e con i ricordi dei familiari?

"In realtà non ho scelto deliberatamente degli elementi da inserire, il processo è stato inverso, l'immagine è venuta da sé, come spesso avviene per le opere ispirate; delle immagini sono entrate nel mio inconscio e successivamente le ho tradotte in un disegno.Solo dopo la stesura della bozza ho appreso del significato simbolico della rondine come messaggero dell'anima e del cielo, simbolo di felicità eterna, di rinascita e resurrezione.
Ci sono stati diversi momenti in cui ho capito che stavo andando nella direzione giusta: dalla commozione della zie nel vedere il disegno preliminare realizzato per Francesca, nel quale indossava la sua maglietta preferita e i legghins. Ma soprattutto ho capito che il messaggio che ho tentato di trasmettere aveva avuto il suo riscontro grazie all'abbraccio di sua madre e dall'affetto dimostratomi, dai gesti e dalle parole dei parenti:  "È proprio lei! Trasmette un senso di pace che non si può descrivere...".Questa per me è stata la soddisfazione più grande, il fatto che una mia modesta opera possa arrivare al cuore e renda manifeste emozioni e sentimenti così puri".

Questo oratorio è un luogo di passaggio, fatto di voci e giochi di bambini. Che tipo di dialogo spera possa nascere tra i piccoli frequentatori della sala e l'immagine che ha impresso su quella parete?

"I bambini hanno un istinto e un'intuizione superiore a quello degli adulti, proprio per questo era necessaria un'attenzione e una sincerità particolari.
Pensando a loro ho ri pensato a me bambina, coglievo ogni dettaglio che mi trasportasse in atmosfere ovattate, e grazie alla fantasia creavo dei mondi idilliaci immersi nella natura o sulle nuvole. Questo è quello che spero: che l'osservatore possa perdersi per poi ritrovanrsi in un'immagine serena e gioiosa di luce e di pace".