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Rubrica "Pillole di crescita": Estate, libertà ma con qualche punto fermo

I consigli della dottoressa Michelle Oetterli per vivere al meglio le vacanze in famiglia

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Ilaria Del Giudice

Pubblicato il 02 August 2026 alle 08:00

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Olbia. L'estate è sinonimo di vacanze, relax e ritmi più lenti. Ma come si può conciliare il desiderio di libertà con il bisogno dei bambini di mantenere alcune abitudini fondamentali? In questo nuovo numero della nostra rubrica "Pillole di benessere e crescita personale" ne parliamo con la dottoressa Michelle Oetterli, esperta in età evolutiva, che offre alcuni suggerimenti pratici per aiutare le famiglie a vivere questi mesi in modo sereno, senza perdere di vista il benessere dei più piccoli.

Dottoressa Oetterli, l'estate rappresenta spesso una lunga pausa dalle attività scolastiche e, per alcuni bambini, anche dalle terapie. Cosa comporta questo cambiamento?

«In Italia capita spesso che durante l'estate, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, molti bambini interrompano completamente le attività scolastiche e, talvolta, anche i percorsi terapeutici. In altri Paesi questa pausa è generalmente più breve e quindi comporta meno sconvolgimenti a livello di routine. Nel nostro caso, trattandosi di un tempo prolungato, è importante che, pur concedendosi il meritato riposo, le famiglie mantengano alcuni punti di riferimento nella quotidianità».

Qual è il primo consiglio che si sente di dare ai genitori?

«L'estate non ha bisogno delle regole rigide tipiche dell'anno scolastico, ma di alcuni punti fermi. I bambini hanno bisogno di sapere che esistono abitudini che restano stabili, anche quando cambiano gli impegni quotidiani. Penso, ad esempio, a orari del sonno abbastanza regolari, ai momenti dei pasti e alle piccole routine familiari. Certamente ci saranno eccezioni, una cena fuori o una serata speciale, ma avere una base stabile trasmette sicurezza».

E le responsabilità quotidiane? Dovrebbero rimanere invariate?

«Assolutamente sì. Il fatto che non si vada a scuola non significa che i bambini debbano smettere di collaborare in casa. Possono sparecchiare la colazione, mettere la tazza nel lavandino o nella lavastoviglie, aiutare a riordinare. Le routine non limitano la libertà: al contrario, aiutano i bambini a sentirsi sicuri e competenti».

Estate significa anche maggiore libertà. Come trovare il giusto equilibrio?

«È importante ricordare che libertà non significa assenza di limiti. Anche durante le vacanze i "no" continuano ad avere un ruolo educativo fondamentale. I confini aiutano i bambini a sentirsi protetti e a comprendere cosa è possibile fare e cosa no. Questo riduce la confusione e favorisce uno sviluppo emotivo equilibrato».

Anche lontano dalla scuola, dallo sport e dai percorsi terapeutici è importante continuare a parlare di emozioni?

«Certamente. Le emozioni non vanno in vacanza. Bastano pochi minuti ogni sera per creare un momento di dialogo. Mi piace suggerire ai genitori due semplici domande: "Qual è stata la cosa più bella della tua giornata?" e "Qual è stata la cosa più difficile?". Alcuni bambini associano la risposta positiva al "sole" e quella più faticosa al "nuvolone". È un piccolo rituale che aiuta a sviluppare consapevolezza emotiva e rafforza il dialogo in famiglia».

Le vacanze possono essere anche un'occasione per diventare più autonomi?

«Sì, ed è un'opportunità preziosa. Se durante l'anno preparano lo zaino della scuola, d'estate possono preparare quello per il centro estivo, per la piscina o per il mare. Possono riordinare i giochi utilizzati, mettere a lavare quelli della spiaggia, risciacquare la propria borraccia, dare da bere alle piante oppure aiutare a prendersi cura degli animali domestici. Anche i bambini più piccoli possono partecipare. Sono piccole responsabilità che alimentano autonomia, senso di competenza e autostima».

Un tema molto attuale riguarda l'uso di tablet e smartphone. Qual è la sua posizione a riguardo?

«Durante l'estate il tempo trascorso davanti agli schermi tende ad aumentare. Capita spesso di vedere bambini con il tablet anche al ristorante, mentre gli adulti conversano. Un tempo si portavano libri da colorare, piccoli giochi da tavolo o altri passatempi. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di utilizzarla con equilibrio, lasciando spazio anche alla conversazione, al gioco e alla noia creativa, che rappresenta una risorsa importante per lo sviluppo».

Come prepararsi al ritorno a scuola?

«L'errore più comune è aspettare l'ultimo giorno di vacanza per riprendere i ritmi scolastici. Il consiglio è iniziare gradualmente nell'ultima settimana, o meglio ancora nelle ultime due. Anticipare un po' l'orario della nanna e del risveglio rende il rientro molto più sereno, sia per i bambini sia per i genitori».

In conclusione, qual è il messaggio che desidera lasciare alle famiglie?

«L'estate è il tempo della libertà, del gioco e delle esperienze condivise, ma i bambini continuano ad avere bisogno di riferimenti stabili. Bastano poche routine, qualche responsabilità adeguata all'età, attenzione alle emozioni e un uso equilibrato della tecnologia per trasformare le vacanze in un'occasione di crescita. Perché educare non va in vacanza: cambia semplicemente ritmo». 

Insomma, una responsabilità genitoriale nell'educazione che non va in vacanza ma che cambia forma per adattarsi alle esigenze diverse della famiglia durante l'estate. Consigli preziosi e utili sia per la crescita sana dei bimbi, sia per avere mamme e papà meno stressati e più rilassati.