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Politica Locale

Olbia, scontro sul porto turistico: è bagarre in consiglio comunale

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Olbia – Scontro-revival in Consiglio comunale, ieri sera, ad Olbia. Ancora una volta, il parlamentino di Poltu Quadu ha riproposto il solito duello tra Gianni Giovannelli, sindaco di Olbia, e Settimo Nizzi, consigliere comunale e presidente del Cipnes.

Il punto sulla porto turistico. L’argomento clou della serata doveva essere l’ordine del giorno sul porto turistico proposto dalla minoranza. Doveva esserlo e così è stato, ma non certo per gli argomenti portati all’attenzione dell’aula. All’inizio della discussione, si è assistito ad un poco comprensibile balletto sul regolamento comunale. Dato che l’odg proposto dalla minoranza mancava dei contenuti, la maggioranza ha iniziato a spingere per la non trattazione dell’argomento. Un fatto, questo, che non è piaciuto all’opposizione che subito ha chiamato in causa il segretario comunale. Il segretario, in punta di diritto, ha così proposto la mera discussione del punto senza ordine del giorno. La maggioranza, così, è stata – in un certo senso – costretta a parlarne.

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Il discorso di Giovannelli. Ad aprire la discussione, con un lungo e sentito discorso, è stato il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli. “A noi non interessano discussioni senza una base concreta. C’è chi vuole la portualità pubblica, c’è chi vuole la portualità privata. Noi siamo per quella pubblica, questo è il primo paletto – ha detto Gianni Giovannelli, aprendo così il suo discorso – Non c’è un progetto definitivo e non c’è una maggioranza che considera progetto definitivo quello con il palazzo a mare. I finanziamenti non sono persi, c’è una nuova apertura dei termini e ho invitato i politici che amano questa città a non percorrere i corridoi dei ministeri per boicottare il progetto“. Giovannelli ha parlato rivolgendosi a tutta l’aula, ma in mente aveva solo un interlocutore: Settimo Nizzi. “Lo sviluppo della portualità è sviluppo di tutta la città. A questo punto vi è una iniziativa in itinere, la vogliamo portare avanti in maniera condivisa e approfondita – ha affermato il sindaco di Olbia – La mia disponibilità per affrontare questo in consiglio comunale c’è tutta. Il Consiglio comunale e  le commissioni sono gli unici legittimati a decidere futuro della città”. Giovannelli ha così esposto a che punto è il progetto. Il porto turistico è in fase di progettazione, mentre si è in attesa dell’approvazione del Piano regolatore del Porto, il quale è attualmente sottoposto a procedura VAS. Giovannelli è sembrato abbastanza conciliante con la minoranza, almeno sul piano dei principi: se si vogliono dare delle linee di indirizzo coerenti c’è bisogno anche dell’apporto della minoranza. Sulla Pte, la piattaforma tecnologica europa, non ha invece dubbi: non è un progetto antagonista. “Il progetto della Pte vede comune e cipnes lavorare insieme – ha detto Giovannelli – non vedo per quale motivo si debba affossare la portualità cittadina per andare a ingigantire progetti che passano dai 15ml ai 18 ai 84 milioni di euro, come se Olbia fosse Barcellona. Io la amo la mia città, ma Olbia non è Barcellona, quindi le opere da concepire non devono essere l’esempio della nostra grandezza”. Dopo di che, Giovannelli ha dato la stoccata finale. “Non vogliamo più svendere il nostro territorio a chi fa business. Distinguiamo tra titolarità della concessione demaniale (al comune) e la gestione (gare pubbliche, paternariati) – ha detto il sindaco – La portualità non deve essere espropriata ai cittadini. Vogliamo fare insieme questa strada? La soluzione definitiva sarà sviluppata col contributo fattivo di tutti. Il primo a dire quanto è brutto quel palazzo sono io. Tutta la maggioranza la pensa come me“.

La replica di Settimo Nizzi. A questo punto, la replica di Nizzi non si è fatta attendere. Il consigliere azzurro si è presentato in aula con un faldone pieno zeppo di tavole profettuali: sono le tavole di quello incriminato, quello col “panettone di vetro” in mezzo al mare presentato da Invitalia e dato a Gallura Sviluppo per l’ottenimento dei fondi. “Al responsabile del procedimento chiedo se, come dice la normativa, si possono dare incarichi di progettazione per un’area sulla quale il Comune di Olbia non ha titolarità per farlo – ha detto Nizzi aprendo la sua replica – Il comune non può progettare lì, lo può fare solo l’Autorità Portuale. Prima il Sindaco nascesse politicamente, noi avevamo fatto proposte di portualità serie nel 98, poi nel piano strategico, lo abbiamo inserito nella progettualità e lo abbiamo inserito nel Prp. Non come questa cavolata“. Per Nizzi è tutta una questione di procedure non rispettate. “Il bando prevedeva che il famoso progetto dovesse essere presentato a Giugno e doveva essere un progetto definitico con tutte le autorizzazioni – ha sottolineato Nizzi –  Nel bando, al punto 5, c’è scritto che il progetto definitivo deve avere tutto. Il progetto del Cipnes è stato presentato nei termini e aveva tutte le autorizzazioni ed è un progetto definitivo approvato. C’è voluto un iter di tre anni. In questi tre anni abbiamo fatto un bando di progettazione pubblico, hanno partecipato, gara è stata fatta. Abbiamo fatto il progetto premilinare, quello definitivo e due conferenze di servizi”. Il presidente del Cipnes ha poi risposto direttamente a Giovannelli sul presunto boicottaggio ministeriale. “Io quando mi presento, mi presento ufficialmente e verifico se le cose che avete fatto son fatte bene – ha detto Settimo Nizzi – Abbiamo la certezza che il comune di Olbia, secondo la prassi amministrativa, ha fatto alcuni passi non corretti dal punto di vista amministrativo. Avete presentato un progettto non vostro, senza autorizzazioni e in un posto non vostro. La conferenza stampa che avete fatto con Piro, durante la quale ha dato un assenso verbale all’idea del porto turistico, non significa autorizzazione. Lei signor sindaco è un pasticcione“.

La contro-replica di Giorgio Spano. Dopo questo vivace scambio verbale, coperto a tratti da cori da stadio tra maggioranza e opposizione, è stato il turno di Giorgio Spano che ha fomentato ancora di più gli animi. Giorgio Spano, infatti, ha ripescato tutta la storia societaria che ha coinvolto, negli anni, la Sinergest e la Quay Royal – quest’ultima titolare di un progetto di portualità privata per il porto vecchio presentato al Comune nel 2004. ” Questa storia è lunga. Se andiamo a vedere le dichiarazioni programmatiche del 2000, si diceva che per la valorizzazione del centro storico bisognava puntare a un porto turistico pubblico. Nel 2007, inversione di tendenza con una serie di atti – ha detto Giorgio Spano – C’è stata l’introduzione privati. Andiamo a vedere cosa è successo alla Sinergest. Il Comune aveva il 30% delle quote, poi è sceso al 19% regalando gli utili ai privati. Da allora,  gli stessi soci che compongono la Sinergest hanno creato nuova società, la General Port Service e a questa società, cioè i soci Sinsergest, vengono venduti gli immobili della Sinergest. Poi spunta la Quay Royal, composta da quella società e un’altra ancora con sede nel Wyoming e con capitale versato di 100 dollari”. Giorgio Spano è un fiume in piena. “Vorrei capire oggi se ci si riferisce a loro quando si parla di portualità privata – ha detto Spano – i componenti quay royal assomigliano ai componenti della General Port Service che assomigliano agli componenti dell’altra società. Parliamo del progetto. Il loro Progetto prevedeva una spesa 5milioni di euro a fronte di una concessione di 30 anni. C’era un ponte levatoio tra l’Isola di mezzo e Molo Brin. Togliamo 2 milioni, perchè il ponte adesso lo fa la Port Authority. Queste Società si prendevano tutto con 3milioni di euro. Io non voterò mai un progetto che prevede un metro cubo a mare”.

Dunque, ancora scontri in consiglio comunale. Ma, in sostanza, non si è capito nè si è parlato di cosa verrà costruito al Molo Brin.

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