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Olbia, Quinta classe Panedda: abbiamo paura di tornare a scuola

Una lettera rivolta al dirigente e alla politica

Olbia, Quinta classe Panedda: abbiamo paura di tornare a scuola
Olbia, Quinta classe Panedda: abbiamo paura di tornare a scuola
Angela Galiberti

Pubblicato il 26 aprile 2021 alle 06:00

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Olbia. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una quinta classe dell'Istituto Panedda che sull'argomento più dibattuto in città da qualche giorno: il rientro a scuola con le lezioni in presenza. I giovani raccontano di aver prima contattato il preside dell'istituto, per poi rivolgersi alla stampa. Caro signor preside Antolini, siamo una delle classi 5 dell’istituto Panedda, sicuramente è venuto a conoscenza dei casi di COVID VARIANTE INGLESE che sono stati trovati nella nostra città e purtroppo anche nel nostro istituto. Con questa lettera le chiediamo gentilmente di sospendere la didattica in presenza in quanto tantissime persone sono state veramente male, e riteniamo che anche a scuola non ci sono le dovute distanze di almeno 2 metri in quanto questa variante inglese contagia più velocemente del COVID 19 e rimane più a lungo incubata. Ovviamente le classi sono formate dal 50% da studenti pendolari che prendono gli autobus tutti i giorni e lei sa benissimo le problematiche dei mezzi pubblici (come tutte le tv e giornali hanno documentato): la situazione di noi alunni del quinto anno è abbastanza critica.  Per noi che siamo stati male essendo stati positivi e in più da considerare sono i disagi provocati alle nostre famiglie, mettendole in difficoltà lavorative. Attendiamo una sua risposta a riguardo con la speranza che ci capisca. Questa è stata inviata il 6/4/2021 con nessuna risposta. Ad oggi non avendo nessuna comunicazione in riferimento alla lettera del 6 aprile, il 23 aprile dopo la lezione DAD ci è stato comunicato che lunedì 26 aprile dovevamo rientrare in presenza. In un momento cosi delicato per tutti noi, non c’è stato da parte della scuola nessun ascolto, nessun dialogo, ma solo velate minacce di bocciature se non ci fossimo presentati in classe. Il COVID ha colpito e continua a farlo. Noi, le aziende dei nostri genitori, che in caso di contagio devono chiudere l'attività, vorremmo sapere le procedure di sanificazione e pulizia dei locali scolastici, se sono prodotti idonei per distruggere il virus sulle superfici sia nelle aule che negli ambienti comuni come i bagni. Noi siamo ragazzi che chiedono solo di essere ASCOLTATI non siamo choosy come in passato da qualche politico siamo stati definiti, siamo ragazzi responsabili che non possiamo vivere in alcun modo il dramma di essere colpevoli di poter contagiare i nostri genitori con tutti i rischi che tutti sappiamo. Chi vi scrive non va al molo Brin o in giro contravvenendo alle elementari regole anticontagio, non ci sentiamo in sicurezza con 600 positivi ad Olbia e 1200 in quarantena e non conoscendo in che modo la scuola viene pulita, con quali prodotti certificati, e con le distanze in classe contro le principali regole anticontagio. Cordialmente la quinta classe dell’Istituto Panedda