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Olbia, nasce il secondo circolo del Pd. Folla al President

Olbia, nasce il secondo circolo del Pd. Folla al President
Olbia, nasce il secondo circolo del Pd. Folla al President
Angela Galiberti

Pubblicato il 06 luglio 2013 alle 15:51

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Olbia – Se i numeri fanno la differenza, allora il quasi-neonato secondo circolo olbiese del Partito democratico conta su una schiera di simpatizzanti piuttosto nutrita. Ieri sera, nella sala conferenze del President, vi erano almeno 300 persone, tra le quali spiccavano molti volti noti: il segretario territoriale della Cgil Fabio Spano, l'assessore Gesuino Achenza, l'ex consigliere provinciale Andrea Viola, l'assessore Vincenzo Cachia e i rappresentanti dei vari partiti presenti in città. Una platea ricca, dunque, che ha lasciato più che sorpresi gli stessi organizzatori. Al tavolo dei relatori, vi erano i 5 “dissidenti” (l'assessore all'Urbanistica Carlo Careddu e i 4 consiglieri Liliana Pascucci, Antonio Loriga, Luigi Damigella e Gianni Ricciu) più Antonello Maludrottu, il primo dei non eletti del Pd che potrebbe entrare in consiglio comunale se solo il deputato Giampiero Scanu rinunciasse al doppio incarico. Il messaggio di questa presentazione in grande stile è un solo: “siamo qui per costruire, non per dividere”. Ad aprire la lunga serie di interventi è stata la dottoressa Liliana Pascucci, da sempre in prima linea. Dopo aver parlato di regole e di rinnovamento, il consigliere Pascucci ha dettato la linea del circolo. “La politica è quella cosa che organizza la vita delle persone – ha detto la dottoressa Pascucci – Oggi siamo qua e costruiremo”. Non è facile rompere gli schemi e ribellarsi a un ordine precostituito. Nonostante le divisioni, il Pd in questi anni si è sempre mostrato “monolitico”, o almeno ci ha provato. Stavolta, la divisione è talmente profonda nei metodi e negli argomenti che i “dissidenti” – a ragione o a torto – hanno deciso di creare una seconda costola del Pd che confluisce, in ogni caso, sempre nel Pd provinciale. Questa divisione non può non toccare l'amministrazione comunale e, infatti, il sindaco Gianni Giovannelli – intervenuto all'assemblea – ha messo subito in chiaro le cose senza giri di parole. “Ringrazio il Pd di avermi accolto e accettato all'epoca delle comunali – ha detto il sindaco di Olbia – Ma siamo vicini alle regionali e voglio essere chiaro. L'amministrazione olbiese non deve essere condizionata dai movimenti elettorali, da quelli partitici e da quelli personali. Gli assessori che vogliono candidarsi dovranno dimettersi. E non appoggerò nessuno. A nessuno venga in mente di utilizzare l'amministrazione comunale come campo di battaglia per sfogare rancori personali”. Un messaggio forte e chiaro, quello del sindaco Gianni Giovanneli, il quale sa bene cosa potrebbe accadere alla sua amministrazione se le lotte interne al Pd entrassero in Consiglio comunale. Dopo Giovannelli è stato il turno dei rappresentanti dei partiti. Antonio Satta (leader dell'Upc) ha richiamato all'unità la coalizione affinchè il programma venga portato a termine. Mentre Stefano Fancello, segretario del Psd'az, ha annunciato di autosospendersi dalla minoranza per via della questione “Province”. Poi è stato il turno dei relatori. Antonio Loriga ha messo in guardia dal significato della parola “seguace”. “Seguace: chi aderisce al pensiero di un maestro, di una scuola, di una religione – ha detto Loriga – Nardino non mi sembra un maestro né una religione. Tranquillo, non hai nessun seguace!”. Al di là dell'ironia, Loriga ha voluto indicare una via da seguire. “Dobbiamo uscire dai tatticismi – ha detto il consigliere Loriga – dobbiamo tornare ad ascoltare la gente. Il veleno è sempre di una sola persona”. Gianni Ricciu, forse uno dei più delusi del Pd, ha voluto parlare direttamente al sindaco. “Gianni, rispettaci – ha detto Ricciu – io sono stato il terzo dei più votati del Pd e non sono entrato in giunta. E ti ho rispettato. Sappiamo che il segretario cittadino è venuto da te per indicarti il nome del prossimo assessore al bilancio. Sindaco, tieni in mano la delega del Bilancio. Facci giocare la partita, facci raddrizzare il partito. Al momento giusto, quel nome te lo daremo noi” “Siamo qui per unire – ha aggiunto Luigi Damigella – la politica deve essere partecipata”. In chiusura, Carlo Careddu. “Il rinnovamento non è solo nell'età – ha detto l'ex segretario provinciale del Pd – ma anche nei metodi. Oggi abbiamo iniziato un percorso, ci sarà un coordinamento spontaneo. Non è contro nessuno, ma è per qualcosa”. (in foto: Carlo Careddu, vicesindaco e Assessore all'Urbanistica per il Comune di Olbia)