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Olbia, mondiale aquabike rimandato: Diego Sanciu spiega perché

Il campione olbiese racconta il retroscena

Olbia, mondiale aquabike rimandato: Diego Sanciu spiega perché
Olbia, mondiale aquabike rimandato: Diego Sanciu spiega perché
Angela Galiberti

Pubblicato il 06 maggio 2022 alle 17:38

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Olbia. Il mondiale di Aquabike, previsto tra qualche settimana a Olbia, è stato sospeso. L'eventuale nuova data non è conoscia, ma sono invece noti i motivi che hanno portato alla sospensione.

La motivazione sta nella patente nautica: i piloti devono averla per poter attraversare uno specchio acqueo che non fa parte del campo di gara. Il principio è quello dei rally: per trasferirsi da una speciale all'altra, le auto da competizione utilizzano le strade normali dove vige il Codice della Strada. Per circolare su queste strade, le auto e i piloti devono rispettare quanto previsto dalla normativa, possesso della patente di guida compreso.

Lo spiega il campione olbiese Diego Sanciu: "i circuiti chiusi di aquabike sono circuiti provvisori della durata della sola manifestazione, con orari e giorni precisi di inizio e fine della  attività agonistica... durante la manifestazione nello specchio acqueo e vietata la navigazione e la balneazione. Fuori dagli orari e giornate stabilite vige la regolare navigazione. E per la navigazione sono previsti copertura assicurativa e patente".

Questo, sottolinea Sanciu, vale sia per il caso di Otranto (il precedente che ha fatto scattare la sospensione) sia per Olbia (la gara sospesa in seconda battuta).

A Otranto, la Capitaneria ha chiesto il rispetto di questa regola e l'organizzazione ha dovuto sospendere perché solo una piccola parte dei piloti aveva con sé la patente nautica. "Sono gli organizzatori che hanno chiesto la sospensione - sottolinea Sanciu -: la gara era valida purché i piloti esibissero assicurazione e patente, e dal momento che erano davvero in pochi, hanno preferito sospendere l'evento per evitare che fossero in 4 o 5 su 150 a correre".

Il rischio che possa accadere una cosa simile anche a Olbia è concreto: per lanciarsi nella competizione, i piloti devono percorrere un tratto di mare che non fa parte del campo gara e che è sottoposto al Codice della Navigazione. Se la situazione forsse come a Golfo Aranci, dove le moto entravano direttamente in campo dalla spiaggia, non si correrebbe alcun rischio. Ora bisogna capire come si evolverà la situazione.