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Olbia. La verità sulla caccia: "valori, tradizione e posti di lavoro"

Olbia. La verità sulla caccia:
Olbia. La verità sulla caccia:
Olbia.it

Pubblicato il 18 September 2017 alle 13:47

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Olbia, 18 settembre 2017 - Riceviamo e pubblichiamo la replica di Marco Efisio Pisanu, presidente dell'Associazione Venatoria CPA alla lettera di Dénise Meloni sulla caccia.

Gentilissimo Direttore,

sono Marco Efisio Pisanu, Presidente regionale dell’Associazione Venatoria, C.P.A., orgogliosamente Cacciatore.A seguito della lettera inviata alla Vostra redazione dalla Signora Dénise Meloni, ho letto l’invito a scrivere il nostropensiero sul Vostro sito web e non potevo rimanere indifferente, pertanto scriverò a Voi e in risposta alla Signora. Ho sempre rispettato il pensiero altrui e rispetterò anche il pensiero della Signora Dénise Meloni, nonostante nelSuo racconto ci siano delle gravissime affermazioni e cose non vere, però l’affermazione “abominevole” la rispediamo almittente.

Innanzitutto la caccia non è uno sport, la caccia è Passione, Cultura e Tradizione, rigorosamente praticata rispettando leleggi in vigore, ma soprattutto con il rispetto del benessere animale, con particolare attenzione ai nostri amici cani. CaraDénise, se Lei fosse appassionata a qualcosa (ne dubito) potrebbe capire cosa significa essere Cacciatori, altrimenti parlarecon Lei sarebbe come provare a spiegare come sono fatti i colori ad un non vedente. Se vuol approfondire sull’etica dellacaccia, si vada a leggere “Game Management”, una specie di bibbia della gestione della selvaggina a scopo venatorio, oltreche di conservazione faunistica. Ovviamente di tale volume ci sono altre traduzioni “di parte” che farebbero rivoltare nellatomba l’autore Leopold (così la definisce AIW), oppure, visto che siamo entrati nel campo dell’etica, provi a leggere Thoreau;famoso il suo Walden che cita (sempre riportando uno scritto dell’AIW) “...e quando qualche amico mi ha chiesto di lasciareandare a caccia i suoi ragazzi, ho detto si – ricordando che la caccia era una delle parti migliori della mia educazione.”

Cara Dénise, nella Sua missiva, oltre a tante inesattezze, che non sto qui ad elencare ha scritto: “ogni settimanaproduce un bollettino di guerra tra feriti, incidenti e morti”. Ci spiega da dove ha preso questi dati? Prima di “sparare”affermazioni di questo tipo, la invito a documentarsi! I decessi nella caccia, inseriti nella classifica degli incidenti mortalielencati tra tutti gli sport (nonostante non lo sia) risulta essere agli ultimissimi posti.Le dico francamente che fin da subito ho pensato che la Sua fosse una storia inventata, scritta da un anticaccia in cercadi visibilità, ne ho avuto poi conferma leggendo la Sua frase: “Caccia e cacciatori dovrebbero, per me, essere un’immagineconsegnata alla storia”.

Se Lei era in cerca di una qualche attenzione o popolarità, si metta in coda ed ovviamente dopo la Brambilla, chepredica il suo credo animalista e poi si scopre che il canile a lei affidato con 150 cani è stato sottoposto a sequestro perché nona norma (a quanto afferma la Regione Lombardia e la locale ASL...). Che dire poi se dal 2001 l’ex ministro del Pdl MichelaVittoria Brambilla risulta essere socia fondatrice della Sotra Cost International, azienda che commercia prodotti itticisurgelati e affumicati con un giro di affari di 45 milioni di euro l’anno...

Mia cara Dénise, la natura lasciata a se stessa, molto spesso inaridisce, se un buon agricoltore non provvede alle “potature” e se non raccoglie i frutti che da essa ne derivano. Per ciò che riguarda la fauna, siamo SOLO noi ad occuparcene,nel bene e nel male e seppur educatamente accetto il suo pensiero, mi permetta da tecnico del settore di non condividerlo. Soloper fare una battuta, e immaginando che Lei sia anticcaccia, proporrei che per essere “anticaccia” sia necessario fare un corsosoprattutto di buona educazione, dare almeno una lettura alle leggi vigenti in materia venatoria tipo la legge quadro 157/92o la L.R. 23/98, pagare almeno una tassa di concessione governativa, regionale ecc.... e conseguire così la licenza ufficialedi “ANTICACCIA”, dopo aver superato (come dobbiamo fare noi) una visita anamnestica che certifichi il non uso di droghee alcol, per poi passare attraverso il Medico legale che ne attesti l’idoneità psico-fisica. Ovviamente dopo aver ulteriormentedimostrato che non si abbiano carichi pendenti in Pretura ed in Procura. Infine la cosa più facile: dimostrare di saperriconoscere un melo da una quercia.

Se invece parla come semplice cittadino (a mio modo di vedere ha tutto il diritto di criticare chi vuole e come vuole,compresi o soprattutto i cacciatori), continui pure a farlo, ma ovviamente, con la mancanza di tale attestato, l’ignoranza di chinon conosce le leggi, le sue osservazioni resteranno solamente di parte, pretestuose e soprattutto prive di valenzegiuridiche ed etiche.Al di la dei pareri personali (più o meno condivisibili), mi chiedo se Lei sia a conoscenza di quante personelavorino proprio grazie alla nostra passione, mi chiedo se Lei è al corrente che grazie alla nostra passione in tanti possonoancora contare su un posto di lavoro, cosa assai rara di questi tempi. Giusto per la “cronaca” la informo che tutto ciò che giraattorno alla caccia produce quasi l' 1 % del PIL, dati forniti dall'Università di Urbino.

La saluto augurandole ogni bene e naturalmente viva la caccia e i Cacciatori sempre!

Tanto le dovevo. Ales, 18 Settembre 2017 Marco Efisio Pisanu, Presidente regionale dell’Associazione Venatoria, C.P.A.