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Cronaca

Olbia: decine di famiglie isolate dal ponte crollato

Olbia: decine di famiglie isolate dal ponte crollato
Olbia: decine di famiglie isolate dal ponte crollato
Angela Galiberti

Pubblicato il 28 febbraio 2016 alle 20:01

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Olbia, 26 Febbraio 2016 - L'Olbia-Sassari fa ancora parlare di sé, ma questa volta non c'è di mezzo un'inchiesta giudiziaria. Siamo in periferia di Olbia, dove le ruspe e i tecnici del cantiere Anas lavorano senza soluzione di continuità. Parliamo di un cantiere lungo diversi chilometri, dove spesso le entrate e le uscite laterali cambiano di giorno in giorno. Poco male, forse: per avere una 4 corsie sicura si può sopportare questo ed altro, ma non la cancellazione di una strada a traffico locale.È quello che temono gli olbiesi che abitano nell'agro di Olbia, in località Su Trambuccone. La strada di traffico locale, guardando il cantiere in direzione Sassari, si trovava a sinistra della strada statale e non c'è più. Non solo è stata cancellata dal cantiere - e questo ci può stare - ma, a quanto pare, non verrà ripristinata né tantoméno migliorata. Il che provocherà enormi disagi a tutti quei cittadini e a tutte quelle aziende situate oltre il quadrifoglio che collega la Olbia-Sassari alla 131 dcn.Parliamo di via Conca Onica e del suo naturale prolungamento nell'agro. Una strada importantissima per tutti coloro che hanno scelto di vivere e lavorare nelle campagne di Olbia, come la famiglia Dettori: orto, sughereta e pecore all'ombra del Castello di Pedres. "Qua siamo una sessantina di famiglie e se non rimetteranno a posto la strada con il suo ponte dovremo tornare tutti indietro di una decina di chilometri per poi dirigerci verso Olbia - racconta la famiglia Dettori -. Non chiediamo niente di particolare, solo che venga ripristinata la strada che c'è sempre stata. Per tutti noi è fondamentale". Il ponte di cui parla la famiglia Dettori è stato danneggiato durante l'alluvione del 2013 ed è ancora come lo ha lasciato il Ciclone Cleopatra. Poi c'è una questione legata alla sicurezza: il prolungamento di via Conca Onica è diventato una pista da rally o, per meglio dire, una tratta ideale per la Parigi-Dakar. In quel che rimane della strada, rigorosamente bianca, sono state createdelle vere e proprie conche che dovrebbero aiutare a far defluire l'acqua delle campagne in caso di pioggia nelle pozzette realizzate durante il cantiere della strada statale. Le conche sono in cemento e, raccontano i Dettori, quando piove si riempiono di acqua e diventano dei mini-laghi. Va da sé che un'auto ci può finire dentro e rimanere impantanata. "Prima la strada non era così", precisano i Dettori.

"La situazione è bruttissima perché le prospettive delle complanari non sono chiare - rincara la famiglia Putzu, che abita sempre a Trambuccone ma un po' più verso Sassari -. Ci sono tanti terreni, tante case e tante aziende che hanno necessità di far transitare auto mezzi pesanti come i trattori su queste strade. Il ponte è fondamentale! Una volta finiti i lavori, se le cose non cambieranno, non potremo utilizzare quella strada e dovremo passare da Ensas". La famiglia Putzu è molto preoccupata anche per tutte le aziende agricole della zona, che sono tante. "Chi ha mezzi agricoli non potrà più passare sulla Olbia Sassari perché è una strada di categoria B. Dovranno usare le complanari - continuano i Putzu -, ma se non verrà fatto il ponte e non verrà asfaltata la strada, i mezzi pesanti non potranno passare. Chi ha la necessità di spostare gli animali o di trasportare il fieno rimarrà bloccato nel suo terreno. Una strada bianca, con i mezzi pesanti che passano ogni giorno, non dura. In più, senza ponte ci toccherà passare da Enas. Per le aziende sarà il colpo di grazia definitivo".

E che dire della sicurezza? Anche su questro fronte ci sarebbero dei problemi. "Le conche che hanno fatto per far defluire l'acqua non sono sicure, ci vorrebbe un ponticello - sottolineano i Putzu -. Qua in zona ci sono dei campetti da calcio utilizzati regolarmente e chi non conosce bene la strada rischia. Noi stessi scortiamo i nostri ospiti quando ci vengono a trovare. Abbiamo fatto presente questi problemi all'ingegnere del cantiere, ma per ora non è successo ancora nulla. I lavori dureranno fino a Maggio o Giugno e una volta finiti, se non ci saranno cambiamenti, siamo fregati". Anche la larghezza di quella che era la complanare è un problema. "Una complanare a norma va dai 3,50 ai 5,50 metri - continuano i Putzu -. La nostra strada è stata leggermente allargata, ma due mezzi insieme non passano. In caso di incendio come facciamo? Stiamo tornando indietro nel tempo. Prima, almeno, la complanare era asfaltata. Oggi non si sa nemmeno se verrà ripristinata almeno com'era prima. Noi vorremmo solo la strada asfaltata e il ripristino del ponte sul Padrongianus di modo che non vengano bloccate le famiglie e le aziende". Se il ponte non verrà ripristinato c'è anche un problema di sicurezza per la salute: un'ambulanza sarebbe costretta a prendere la 4 corsie per poi uscire ad Enas. "Questo è già capitato alla nostra famiglia - sottolineano i Putzu -. Avevamo bisogno dell'ambulanza e ci ha messo molto più del dovuto per arrivare a causa della strada. Qua, in zona, abitano 100 persone. Non siamo pochi. E ci sono tante persone anziane che potrebbero aver bisogno di assistenza". La famiglia Putzu ha provato a ottenere info su complanare e ponte, ma le informazioni ricevute non hanno diradato i dubbi dei residenti. La gara per il ponte dovrebbe essere stata fatta questo mese, mentre per la complanare pare che Comune e Anas stiano giocando a rimpiattino.

100 persone sono, dunque, a rischio isolamento. E non solo loro: anche le aziende rischiano di vedere bloccata o comunque rallentata la loro attività. Su Trambuccone è una zona molto estesa, ma anche viva dal punto di vista produttivo. Allevamenti, orti e coltivazioni la fanno da padrone, ma c'è solo Agrozootecnia. Proprio davanti al Castello di Pedres, in linea d'aria, c'è un'importantissima azienda - il cementificio Dau - che usa le stesse medesime strade.

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