Wednesday, 18 March 2026
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Pubblicato il 18 March 2026 alle 13:19
Olbia. Il tema delle chiusure prolungate delle attività commerciali nel centro storico torna al centro dell’agenda politica e amministrativa. A riaccendere il confronto è stato il recente comunicato stampa diffuso dal Comune dopo l’incontro tra il sindaco Settimo Nizzi, Confcommercio e una delegazione di esercenti, avvenuto nella mattinata del 17 marzo.
Secondo quanto riportato nella nota istituzionale, il primo cittadino ha ribadito una posizione già espressa nei mesi scorsi, sottolineando come "non è più tollerabile la situazione che oggi persiste nel centro cittadino, in particolare in corso Umberto I", evidenziando che le chiusure prolungate e ingiustificate di bar e ristoranti "danneggiano gravemente l’immagine della città". Nel corso dell’incontro è stata confermata la linea dell’amministrazione: gli esercizi che non garantiranno l’apertura per almeno dieci mesi all’anno potranno incorrere in sanzioni severe, fino al diniego del rilascio delle concessioni di suolo pubblico. Una misura che si inserisce in un percorso già delineato negli ultimi mesi e che punta a contrastare il fenomeno delle serrande abbassate, ritenuto penalizzante sia per i residenti sia per l’immagine turistica della città. La discussione ha toccato anche altri aspetti operativi, tra cui le criticità legate al nuovo regolamento dei dehors, gli obblighi di comunicazione verso gli uffici comunali e la necessità di garantire il decoro degli spazi autorizzati, con particolare attenzione alla pulizia quotidiana e alla gestione dei rifiuti nelle aree di somministrazione.
Durante il confronto, gli operatori economici presenti hanno assicurato la massima collaborazione, impegnandosi a sensibilizzare anche i colleghi e a valutare l’adesione a un sistema di turnazione delle chiusure, che l’amministrazione si è detta pronta a predisporre. Il presidente di Confcommercio Olbia, Edoardo Oggianu, ha ricordato come l’associazione abbia già promosso incontri e iniziative per favorire una maggiore continuità nelle aperture e costruire un coordinamento tra le diverse categorie merceologiche. Allo stesso tempo, è stata avanzata la richiesta di intensificare i controlli e di rafforzare i servizi di supporto alle imprese, in un’ottica di collaborazione istituzionale.
La questione non è nuova. Già nel novembre 2025, un nostro precedente articolo ( leggi qui) aveva raccontato il crescente allarme per la desertificazione commerciale del centro storico e per la difficoltà di mantenere viva la città nei mesi non turistici. A seguito della presa di posizione dell’amministrazione, si era aperto anche il fronte politico. Il segretario cittadino del Partito democratico, Pietro Spano, aveva attribuito la progressiva chiusura delle attività non tanto alle scelte dei singoli commercianti quanto a fattori più ampi, legati alla pianificazione urbanistica e alla mancanza di iniziative diffuse durante la stagione invernale.
Il confronto resta dunque aperto e mette in evidenza la complessità del tema: da un lato la necessità di garantire servizi e vitalità urbana in un centro storico strategico per l’immagine della città; dall’altro le difficoltà economiche e organizzative che le imprese locali devono affrontare in un contesto caratterizzato da forte stagionalità. Confcommercio ha ribadito la volontà di lavorare per rendere le aree commerciali un presidio di aggregazione e accoglienza, mentre il Comune punta su strumenti regolamentari e sanzionatori per incentivare la continuità delle aperture. Il futuro del centro storico, ancora una volta, appare legato alla capacità di costruire un percorso condiviso tra istituzioni, categorie economiche e forze politiche, con l’obiettivo di trasformare il dibattito in strategie concrete di rilancio urbano.
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