Da 153 giorni 8 ore 49 minuti 36 secondi questa testata è stata 'censurata' dal sindaco Nizzi per aver consultato i cittadini. Ecco i dettagli.

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Nizzi non approva sondaggio Maria Rocca: Olbia.it cancellata da testate accreditate

Nizzi non ha preso bene il sondaggio sul nome della scuola Maria Rocca

Morostesa

La nostra “colpa”? Aver permesso agli olbiesi di esprimere la loro opinione con un sondaggio sull’intitolazione della nuova scuola di Maria Rocca.

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Può un Sindaco, eletto tra l’altro con uno scarto di pochi voti, arrogarsi il diritto di estromettere dalla mailing list del Comune, una delle testate giornalistiche più lette del territorio poiché “rea” di aver pubblicato qualcosa di non gradito?

Non potrebbe e non sarebbe certamente consigliabile, eppure è ciò che è successo: con un gesto degno dell’asilo Mariuccia, Settimo Nizzi – sindaco di Olbia – ha estromesso UFFICIALMENTE il quotidiano online Olbia.it dalla mailing list del Comune di Olbia. Un gesto che significa una sola cosa: testata giornalistica non gradita.

Operativamente parlando significa non solo non ricevere comunicati stampa, ma anche le ordinanze, le notizie di pubblica utilità e le convocazioni stampa.  Significa scegliere scientemente di non informare quella grossa fetta di popolazione che ci legge.

Significa cercare di azzoppare, con un metodo bambinesco e ridicolo, una delle voci del territorio che con sacrificio e sudore della fronte si è conquistata il suo spazio e la fiducia dei lettori.

Quegli stessi lettori a cui Olbia.it ha chiesto un’opinione sull’intitolazione della Scuola di Maria Rocca alla madre dell’Emiro del Qatar attraverso un sondaggio. Ebbene sì: Olbia.it viene cacciata per aver fatto da megafono agli olbiesi.

Non si dica in nessuna sede che non si è cercata la mediazione: è intervenuto sia l’Ufficio Stampa comunale sia l’Ordine dei Giornalisti della Sardegna, nella persona del suo presidente dott. Francesco Birocchi, per cercare di riportare il tutto a un livello istituzionale e corretto, ma non c’è stato niente da fare. Nizzi ha emesso sentenza e ha deciso, manco fossimo nel ventennio, di puntare il ditino contro di noi.

E allora, caro Sindaco, lasci che le ricordi due cosette. La prima è che il Comune di Olbia non è suo, non è sua proprietà, non è la dependance di casa sua né una sua azienda. Il Comune di Olbia è la casa degli olbiesi e un ente pubblico non si può permettere, in nessun caso e per nessuna ragione, di indicare liste di proscrizione o di dividere le testate giornalistiche e i giornalisti in graditi/non graditi.

La seconda è che il dissenso del popolo si affronta a viso aperto: non ci si chiude nel palazzo pestando i piedi, puntando il dito contro un giornale e distribuendo “no comment” come se piovesse. Lei non ha forse vinto le elezioni vestendo i panni dell’agnello tutto dialogo e bontà? Dov’è finita la sua voglia di confrontarsi e dialogare? L’ha mangiata il lupo quando ha visto lo scabroso sondaggio da noi pubblicato o non l’ha semplicemente mai avuta?

La terza e ultima cosetta riguarda il ruolo che devono avere le testate giornalistiche. Il ruolo di un giornale non è quello di compiacere il politico di turno, ma quello di informare i cittadini su quello che accade intorno a loro nel bene e nel male. Compiacere un politico è facilissimo: basta non scontentarlo mai e scrivere che va sempre tutto bene.

Informare è cosa complessa, articolata, difficile: bisogna attenersi ai fatti, lasciare da parte le proprie opinioni e dare a Cesare quel che è di Cesare. Ciò significa, in definitiva, poter anche esercitare il diritto di critica: diritto che è sancito dalla Costituzione italiana, quella sulla quale lei ha giurato quando si è insediato come Sindaco, e che in questo caso  non è stato nemmeno esercitato perché abbiamo dato semplicemente l’opportunità agli olbiesi di esprimere la loro opinione attraverso un pacifico sondaggio.

In conclusione, pace e bene. Noi continueremo a fare il nostro lavoro, magari con più grinta di prima.

Un consiglio Signor Sindaco: non entriamo nel merito delle sue scelte politiche né vogliamo esprimere un giudizio, ma si apra alle critiche costruttive dei cittadini poiché un passo indietro è segno di forza e non di debolezza.

P.S. Il sondaggio è stato portato a termine, i risultati su quasi 3400 voti sono visibili qui sopra!

(Aggiornamento)

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AGGIORNAMENTO: i Consiglieri comunali votano sul reinserimento della testata, ecco come è andata

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