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La lettera di giovane sardo a Fontana: sogni, speranze e più mezzi pubblici

Dall'infanzia a Olbia a un futuro incerto a causa della pandemia

La lettera di giovane sardo a Fontana: sogni, speranze e più mezzi pubblici
La lettera di giovane sardo a Fontana: sogni, speranze e più mezzi pubblici
Olbia.it

Pubblicato il 14 febbraio 2021 alle 06:00

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Olbia. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di E.C., un giovane sardo che vive in Lombardia e che ha vissuto parte della sua infanzia a Olbia. Il legame con la Sardegna è ancora forte e traspare in tutta la prima parte del racconto che E. indirizza al presidente Fontana. Anche se la lettera è rivolta al presidente della Regione Lombardia, essa ha contenuti universali. Si parla di sogni, di speranze, del lavoro di rider e non manca un appello alla gioventù affinché non smetta mai di sognare e lottare. Come in Sardegna, una richiesta: aumentare le corse dei mezzi pubblici.

Caro Presidente Fontana,

Le scrivo questa lettera per parlare un po’ di me, della mia persona e di quello che ho vissuto in questi primi 18 anni della mia splendida e variegata vita. Io nasco a Genova, una bella città di mare che però, per motivi lavorativi dei miei, non ho mai avuto modo di assaporare veramente. E' comunque la mia terra Natale e ci sono molto legato, è la Terra che mi ha visto nascere e quella che mi potrà accogliere appena sarà possibile. Nonostante la parentesi Genovese, nel mio sangue scorre sangue Sardo e anche all'isola sono molto legato grazie alla presenza della mia famiglia e di mio fratello ma soprattutto dai viaggi effettuati ogni estate, ogni Natale e qualche volta per Pasqua per ammirare i suoi splendidi paesaggi e le bellissime destinazioni.

Non le nascondo che mi manca moltissimo viaggiare; studiando turismo diventa praticamente impossibile pensarci e, a volte, sogno tutto anche durante la notte, sogno di tornare ad una normalità tale da poter vedere senza particolari problemi chiunque, così da poter abbracciare mia nonna di 101 anni sola in una casa famiglia seguita dalle suore e ricominciare, naturalmente in maniera graduale, a fare le piccole cose che si facevano prima.

Da piccolo ho scoperto praticamente subito il gusto di viaggiare riuscendo a vivere in Liguria, in Lombardia e in Sardegna per un buon lasso di tempo. Non è stato facile adattarsi alle diverse situazioni e non le nego che ci sono state tante difficoltà, soprattutto sull'inserimento a scuola, rimanendo quasi sempre isolato dal resto del gruppo e mai al centro di un rapporto serio di amicizia. Le mie amicizie si possono contare su un palmo della mano e sono tutte disseminate in giro per l'Italia, molte persone fedeli si fanno ancora sentire mentre altre sono un po’ sparite ma ormai ne ho fatto una quotidiana abitudine.

Attualmente risiedo in Lombardia e frequento l'ultimo anno dell'istituto tecnico del turismo, una scuola che, in ottica futura, mi permetterà di scegliere su moltissime mansioni alle quali vorrei ambire. Mi piacerebbe ambire a diventare Capotreno per Trenitalia o Trenord, mi piacerebbe prendere i brevetti per diventare un pilota di linea magari per Alitalia oppure Assistente Di Volo e infine vorrei poter essere imbarcato in Marina o nelle navi da Crociera. Sono delle ambizioni molto alte però con il percorso di studi che sto superando a pieni voti, con la determinazione e con la passione sempre presente nella mia filosofia di vita, sarà possibile raggiungere tutti i piani che mi sono prefigurato in mente già da un paio di anni. Nella sua mente sicuramente le starà venendo in mente la seguente domanda: "ma perché un ragazzo si mette a scrivere al Presidente Della Regione?".

Le scrivo perché volevo descrivere la mia storia, quello che vedo con i miei occhioni verdi e, giorno dopo giorno, le cose peggiorano notevolmente. Questa situazione mi ha cambiato tantissimo anche se il mio livello di maturità era già notevolmente alto negli scorsi anni: ero sempre attento al bisogno della persona, aiutavo chiunque avesse bisogno, mi mettevo a disposizione in ogni ambito anche se non ho mai ricevuto delle belle ricompense ma ho scoperto una parte bruttissima del mondo come l'invidia e la furbizia.

Ho capito poi che la gente purtroppo ti usa fino a che gli servi e poi si allontana e non sai mai come prenderla ma comunque col tempo ho saputo affrontare tutto quanto seguendo quello che mi diceva il cuore e quello che era il mio carattere, a volte modificato per maturare e per crescere nei rapporti con gli altri e anche con me stesso.

Da metà ottobre lavoro per Deliveroo, lo faccio per aiutare le persone che, essendo costrette alle zone di diverse colorazioni e con le diverse restrizioni più o meno pesanti, sono sole in casa o comunque non possono muoversi per raggiungere i ristoranti perché il più delle volte lontani dal loro domicilio e fuori comune.

Ho imparato a vedere tutto con occhi diversi, il sorriso di queste persone, il solo grazie, la mancia (evento rarissimo anche in questo periodo) o il come stai sono segni che anche noi, anche se molto meno dei medici e degli infermieri che stanno combattendo il virus, possiamo essere considerati degli eroi.

Con questo lavori mi capita di girare e di vedere posti nuovi che qualche mese fa non avrei neanche pensato di vedere e tutto ciò mi riempie di orgoglio per il mio vero scopo, quello di fare del bene e rendere i clienti il più felice possibile anche con un comune gesto.

Nella mia giornata sono veramente tanto impegnato; scrivo musica e sto cercando di farmi conoscere attraverso qualche etichetta per poter avere un seguito anche lì e la cosa che più mi appassiona fin da bambino è l'essere arbitro. L'Arbitro per me è una ragione di vita. Ogni domenica ho la mia valigia o il mio borsone in mano con una destinazione diversa, un angolo di Mondo nuovo da vedere e una partita diversa da arbitrare, cercando sempre di uscirne bene.

Lo stop, le dico la verità, mi ha veramente fatto male e spero che possa riprendere presto. Nonostante la minima ripresa di qualche giornata tra settembre e ottobre poco ho fatto nell'ultimo anno e alla mia età ambire già all'esordio in Regione è qualcosa di incredibile con partite importanti arbitrati alle spalle sempre in territorio Lombardo. La passione è nata quando ero piccolo e tutt'ora è ancora qui che batte sperando che in futuro si arrivi a qualcosa di grande, magari ad una bella designazione della massima serie o una tappa verso la finale di Champions.

Con questo voglio lanciare un messaggio a tutti i giovani che non credono più nei loro sogni e gli voglio dire di farlo e di non smettere mai perché sognare è bellissimo e ti porta a vedere, in alcuni casi, concezioni del Mondo che difficilmente vedi e sensazioni che difficilmente provi. Sognate ragazzi perché è l'unica strada verso il possibile. Molti smettono, abbandonano i loro studi, gli sport o il lavoro, dicendo che è impossibile ma non è così, almeno per me, perché con un po’ di dedizione, sudore, coraggio, passione, impegno e rinunciando anche a delle cose speciali, si può arrivare ovunque senza nessun particolare problema.

Quello che le chiedo è di pensare a me, a noi giovani, agli atleti e a tutte le persone che stanno soffrendo in questo periodo e di prometterci che tutto andrà bene, che tutto possa riaprire anche in tempi brevi e di mettercela tutta così da iniziare una nuova quotidianità piena di sorrisi e nuove soddisfazioni, fatta di avventure e scoperte scientifiche, tecnologiche che ci renderanno Mondiali, al passo con i tempi e sicuri sulla scelta di questo paese che anche pur ricevendo critiche, è il migliore che ci sia. Infine le chiedo, per quanto possibile, di lavorare molto sulla ripresa dei campionati calcistici e degli sport di contatto così da far svagare anche noi giovani la domenica pomeriggio e incontrarci di nuovo sul terreno di gioco, evento che sogno ogni notte.

Ultima cosa che le chiedo, se possibile ovviamente, è di aggiungere, con la ripresa della scuola, di aggiungere corse per pullman e treni in orari di affollamento dovuti alla presenza di pendolari e studenti perché, da quello che è emerso, Trenord non ha alcun interesse ad aggiungerne e questo è un pericolo che va affrontato anche se, come lei ben sa, doveva essere affrontato già prima della stagione estiva durante la prima ondata. Con questo periodo la speranza è un po’ sparita ma credo che tornerà presto con l'avvio delle attività ed un ritorno graduale alla normalità, sperando che tutto questo sia un brutto ricordo. Sperando che questa mail le arrivi e che possa rispondermi, le invio i miei più sinceri auguri per il gran lavoro da svolgere nella speranza di vederla di persona quando sarà possibile per un eventuale incontro. Un caro saluto

E.C.