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Golfo Aranci, grande partecipazione per il laboratorio di intreccio promosso da Seaty Worldrise

Una storia vissuta tra le mani

Golfo Aranci, grande partecipazione per il laboratorio di intreccio promosso da Seaty Worldrise
Golfo Aranci, grande partecipazione per il laboratorio di intreccio promosso da Seaty Worldrise
Ilaria Del Giudice

Pubblicato il 01 March 2026 alle 09:00

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Golfo Aranci. Tanti i laboratori e le attività promosse da Worldrise nel progetto Seaty che coinvolge la zona di Cala Moresca dall’inizio dell’anno. L’ultimo, un laboratorio di intreccio guidato dall’esperta Elisa Sini, si è tenuto ieri e ha riscosso grande partecipazione.

È stata l’occasione per entrare nel cuore di un sapere antico, dove l’asfodelo si è trasformato in filo di memoria e identità. Si sono infatti scoperte le sue origini, il suo legame con la terra sarda e con il mare che ne custodisce i silenzi e i racconti. I partecipanti hanno imparato a preparare la fibra, a riconoscerne la forza e la flessibilità, e passo dopo passo, hanno intrecciato gesti tramandati nel tempo dando forma a cesti artigianali. È stata un’esperienza di connessione multipla: con la materia, con la tradizione e con quel sapere che continua a vivere tra vento salmastro e orizzonti aperti.

"Nei mesi di gennaio e febbraio, a Golfo Aranci, presso Villa Sospiri, abbiamo vissuto due momenti che rappresentano molto più di semplici eventi: sono stati la prova concreta che quando si crea uno spazio autentico di incontro tra persone, natura e cultura, il territorio risponde con entusiasmo e partecipazione - spiega la dott.ssa Cristina Fiori (biologa marina e Project  Strategist Seaty – area di conservazione marina locale Golfo Aranci) - Il primo appuntamento, “Infusion Experience”, realizzato in collaborazione con Erbe in Sardegna, è stato un viaggio sensoriale e conoscitivo nel mondo delle erbe spontanee della nostra isola. Attraverso profumi, racconti e degustazioni, abbiamo riscoperto un sapere antico, che parla di rispetto per la terra e di ascolto dei suoi ritmi. È stato emozionante vedere persone di età diverse sedute insieme, curiose di imparare, di condividere memorie, di riconnettersi a un patrimonio che spesso rischiamo di dare per scontato. Il secondo incontro, con il “Laboratorio d’Intreccio”, ci ha riportati al valore del gesto lento, delle mani che lavorano materiali naturali, della tradizione artigianale sarda come forma di identità e comunità. Intrecciare non è stato solo un atto tecnico: è diventato simbolo di ciò che con Worldrise stiamo cercando di fare tramite il SEATY.  Intrecciare relazioni, competenze, sensibilità diverse. Intrecciare terra e mare, passato e futuro".

L’ampia partecipazione a entrambi gli eventi conferma quanto questo progetto sia sentito e necessario. SEATY non è infatti solo un’iniziativa di conservazione marina: è un processo culturale.  Un progetto ideato a partire dalla credenza profonda che la tutela del mare non possa esistere senza una comunità consapevole, connessa alla natura in tutte le sue matrici — terrestri e marine — e orgogliosa delle proprie radici.

"Riscoprire usi e costumi della tradizione sarda non è un esercizio nostalgico, ma un atto sociale: significa riconoscere che esistono modelli di vita basati sull’equilibrio, sulla reciprocità e sul rispetto degli ecosistemi - continua la dott.ssa Fiori e conclude - Quando le persone tornano a sentire la terra sotto i piedi, a comprendere il valore delle piante spontanee, a lavorare fibre naturali con le proprie mani, sviluppano uno sguardo diverso anche verso il mare. Comprendono che tutto è interconnesso. Per noi, costruire una rete sociale sana significa proprio questo: creare comunità che si riconoscono parte di un unico sistema vivente, che scelgono di proteggere e valorizzare il proprio patrimonio naturale e culturale. Il SEATY è uno spazio dove questa consapevolezza prende forma, mese dopo mese, incontro dopo incontro. E vedere questa energia crescere, qui a Golfo Aranci, ci fa credere con ancora più forza che stiamo andando nella direzione giusta".