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Bianca, Cronaca

Olbia, l'arte del ricamo rinasce con Marco Biccai

Incontro con l'artigiano che trasforma il filo in eccellenza sarda

Olbia, l'arte del ricamo rinasce con Marco Biccai
Olbia, l'arte del ricamo rinasce con Marco Biccai
Laura Scarpellini

Pubblicato il 15 April 2026 alle 13:00

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Olbia. Sulla direttrice che unisce la tradizione millenaria dell’Isola al design più esclusivo della Costa Smeralda, si inserisce la figura di Marco Biccai. Artigiano di stanza a Olbia ormai da tempo, Biccai è riuscito in breve tempo a trasformare la passione per il ricamo in una firma d’eccellenza, capace di valicare i confini regionali. La sua cifra stilistica non si limita al ricamo classico: attraverso una costante sperimentazione, l'artista fonde l'ago e il filo con diverse forme d’arte, dando vita a costumi di scena e complementi d'arredo che sanno di unicità.

Dalla cura minuziosa per il dettaglio alla capacità di impreziosire le location e le imbarcazioni più prestigiose del Mediterraneo, Marco Biccai rappresenta oggi un esempio virtuoso di come l’artigianato sardo possa evolvere in chiave contemporanea. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua visione e il percorso che lo sta portando a ridefinire il concetto di lusso attraverso la sua straordinaria manualità.

Marco, la Sua arte sfida la velocità del mondo moderno. Da dove nasce l’esigenza di "fermare il tempo" attraverso il ricamo?

"Nasce da una crisi personale e dalla necessità di fermare la corsa frenetica dei pensieri. Ho capito che dovevo riscoprire la bellezza nelle piccole cose. Il ricamo è una forma espressiva senza tempo; richiede una lentezza che permette di apprezzare davvero le emozioni. Il filo unisce, scrive e lega: come insegnava Maria Lai, è uno strumento di connessione profonda".

Nelle Sue opere quanto conta la tradizione sarda e quanto l'estro personale? "C’è molta voglia di Sardegna, ma il mio è un percorso da autodidatta. Ogni pezzo è unico perché rifiuto la produzione in serie, che vivrei con nervosismo. L’unicità nasce dal dialogo con chi indosserà l’abito: cerco di capire il loro carattere per trasformare un’idea in un pezzo di design contemporaneo che parli di loro".

Il ricamo a mano richiede una disciplina quasi ascetica. Cosa accade nella Sua mente durante il lavoro?

"È una meditazione accompagnata dalla musica, dai classici sardi a Battisti e Mina. Mi lascio ispirare dall'arte mediterranea, da Caravaggio a Klimt. Recentemente ho lavorato molto sul tema della vista, a causa di una sfida personale con la salute. Gli occhi sono la nostra macchina fotografica del cuore; ricamarli significa onorare il modo unico in cui catturiamo il mondo".