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Politica Locale

Giovannelli conquista la roccaforte berlusconiana

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Il delfino si trasforma in pescecane. La podda manna auspicata da Settimo Nizzi questa volta non c’è stata. Il vento soffia forte e da Milano spazza via le roccaforti irriducibili del berlusconismo. Olbia è il caso emblematico e forse tra i più significativi. La città, infatti, ha da sempre dimostrato una certa propensione culturale nel sostenere politicamente Silvio Berlusconi. L’ottimo risultato del Pdl, nonostante la sconfitta di Settimo Nizzi, ne è una prova. Comunque sia, Olbia emette un verdetto inequivocabile: il centrodestra, sia quello cittadino che quello nazionale, è in crisi. Settimo Nizzi, sindaco incontrastato per dieci anni, perde contro il suo ex delfino Gianni Giovannelli. Il divario tra i due è considerevole: circa dieci punti percentuali.

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LA CAMPAGNA ELETTORALE – Questa volta la visita di Silvio Berlusconi non è bastata. In duemila corsero, la settimana scorsa, per assistere allo show del Presidente del Consiglio, ma le promesse sull’Olbia – Sassari e su Meridiana, questa volta, non hanno convinto la maggioranza degli olbiesi. Lo scontro tra le due principali fazioni non ha eguali nella storia della città. È stato un mese di campagna elettorale dai toni incandescenti e dei big piovuti dal cielo. Le accuse reciproche e le roventi polemiche erano all’ordine del giorno. Una campagna elettorale invadente anche dal punto di vista pubblicitario. I camion-vela e il camper dall’inno nizziano sembravano intasare il traffico per le strade, mentre un aereo, con tanto di striscione, guardava dall’alto la città prossima al voto. Ma questa è stata anche la campagna elettorale dei tormentoni. Il Vae Victis, slogan scelto da un candidato del Pdl, veniva tirato in causa costantemente da Giovannelli. «Li demu una podda più manna di l’alta ‘olta» rispondevano, invece, dalla parte opposta.

L’ATTESA – Dopo la chiusura dei seggi, un intention poll dava Settimo Nizzi in netto vantaggio su Gianni Giovannelli. Lo spoglio-moviola procedeva misteriosamente a rilento, ma dopo i primissimi dati, comunque, la vittoria di Giovannelli sembrava rafforzarsi sempre di più. Nel frattempo, in attesa dei dati definitivi, la sede della Coalizione Civica vedeva confluire centinaia di persone sorridenti e speranzose. Verso le 2.45 del mattino, un boato d’esultanza accompagnava la certezza della vittoria. Giovannelli è il nuovo sindaco e la “presa” simbolica del palazzo comunale ne è la prova inconfutabile.

LA REAZIONE SU FACEBOOK – Lo spoglio elettorale, come prevedibile, si segue e si commenta anche su Facebook. La bacheca virtuale di Gianni Giovannelli è invasa da frasi d’incoraggiamento, da sfottò indirizzati a Nizzi e da esultanze. C’è chi aggiorna continuamente i propri “amici” virtuali sull’andamento dello spoglio. Ogni dato positivo è commentato da una lunga serie di esclamazioni e di affermazioni euforiche. Gli animi che si leggono sulla bacheca di Settimo Nizzi, invece, sono decisamente opposti. C’è chi non vuole credere alla sconfitta e chi immagina un futuro poco roseo per la città. È assordante, invece, il silenzio degli “asinelli”, i principali animatori della campagna elettorale virtuale pro-centrodestra.

IL VOTO – Mentre i dati definitivi tardano ancora ad arrivare, Gianni Giovannelli avrebbe ottenuto il 52% dei voti, contro il 43% di Settimo Nizzi. Un risultato relativamente positivo per Cristina Dessole, candidata sindaco con la lista Uniti per Olbia: 2,5% circa. Pochi voti, invece, per gli altri candidati sindaco: Gianmaria Bellu (0,5%), Lisa Corimbi (0,7%) e Giovanni Puggioni (0,5%).

Per quanto riguarda la Coalizione Civica, il Partito Democratico è il partito più grande della nuova maggioranza con il 17% dei voti. Ottimo risultato per la Lista Civica per Olbia: 11,6%. Segue il Polo per l’Italia con l’8%, l’Unione Popolare Cristiana con il 6%, l’Italia dei Valori con il 5%, Sinistra e Libertà con il 2,7% e, infine, la Lista Pari Opportunità con il 2,1%.

Nel centrodestra il Popolo della Libertà si conferma primo partito in città con il 30% dei voti. Seguono i Riformatori con il 5%. Pochi voti, invece, per le altre liste componenti la coalizione: il Partito Sardo d’Azione è a quota 2,8%, la Democrazia Cristiana al 2,7% e l’Unione di Centro a 2,6%. Una disfatta si profila  per La Destra (0,7%) e per Italia Federale (0,4%).

Per quanto riguarda le altre liste, Uniti per Olbia prende il 2,2% circa, gli Indipendentisti Uniti lo 0,6%, ProgReS lo 0,4%, così come la Lega Nord Sardinia.

IL NUOVO CONSIGLIO COMUNALE – La Coalizione Civica dovrebbe ottenere 24 seggi, contro i 16 del centrodestra. Nello schieramento di Giovannelli ogni lista riesce a piazzare almeno un consigliere: 8 per il Partito Democratico, 5 per la Lista per Olbia, 4 per il Polo per l’Italia, 3 per l’Unione Popolare Cristiana, 2 per l’Italia dei Valori, 1 per Sinistra Ecologia e Libertà e 1 anche per la Lista Pari Opportunità. Lo schieramento di centrodestra, invece, avrà sicuramente 11 consiglieri del Pdl, 1 dei Riformatori, 1 del Partito Sardo d’Azione, 1 dell’Unione di Centro e 1 della Democrazia Cristiana. Nessun seggio per La Destra e per L’Italia Federale. Ai 15 del centrodestra si andrà ad aggiungere Settimo Nizzi, candidato sconfitto. Per il momento, nessun seggio nemmeno per gli altri quattro candidati a sindaco.

 

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