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ESCLUSIVO Olbia, via Redipuglia: l’’ombra’ di “tangenti, appalti pilotati e corruzione” sull’impresa realizzatrice Apulia Srl

Il sindaco Nizzi visita il cantiere con un dipendente Apulia Srl, foto istituzionale
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Come è possibile che l’Apulia srl, in straordinaria gestione nel 2018 dal Prefetto di Bari in seguito a un’inchiesta per presunti reati quali “istigazione alla corruzione”, stia realizzando il nuovo Lungomare della Città di Olbia?

Capitolo 2 – Non solo Comune di Olbia, anche il Cipnes: Apulia Srl azienda esecutrice della pista ciclabile fotovoltaica da 5,5 milioni di euro

Capitolo 3 Apulia Srl e Pura Defluit: ecco perché è finita in straordinaria gestione, cosa dicono le carte pubbliche

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Capitolo 4 – Il “gruppo” Fatigati dell’Apulia in un terzo appalto olbiese: il ponte di via Petta

Capitolo 5 – Il consorzio di Bonifica della Gallura esclude l’ati capeggiata da Apulia da una gara d’appalto citando Pura Defluit

Apulia chiede rettifica e “minaccia” richiesta danni

“Era una giornata familiare un po’ particolare. Mi ha detto che doveva darmi una cosa. Per me era normale incontrarlo perché quella società aveva vinto una gara di appalto durante la precedente amministrazione. L’ho raggiunto. Mi ha consegnato una busta. All’inizio l’ho presa senza pensarci. L’ho lasciata in auto e ho raggiunto i miei figli. Solo dopo averli messi a dormire, ho preso la busta e l’ho aperta: c’erano 5mila euro in contanti in quella busta”: l’ex vice sindaco di Acquaviva delle Fonti (Puglia), Austacio Busto, racconta così al Fatto Quotidiano la sua esperienza con l’Apulia denunciata ai Carabinieri.

Ecco l’incredibile storia che abbiamo scoperto.

Nel cantiere di via Redipuglia – un appalto da circa 6 milioni di euro – c’è una sorta di giallo: al suo interno lavora come azienda esecutrice un’impresa che, poche settimane prima dell’avvio della gara vera e propria, è stata “commissariata” (il termine tecnico è straordinaria gestione) da Autorità Anti-Corruzione e Prefetto di Bari in seguito a un’inchiesta giudiziaria denominata Pura Defluit.

I reati contestati sono gravi, tra questi istigazione alla corruzione. Tra i 12 arrestati, compiuti nel 2017, figurava l’allora amministratore delegato dell’Apulia Srl, oggi socio, Salvatore Fatigati.

Per capire cosa è successo dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, anzi due: uno nel 2015 (anno in cui l’inchiesta Pura Defluit parte) e uno nel 2017 (anno degli arresti – 12 luglio – e anno in cui il Comune di Olbia apre i termini – 29 dicembre – per la presentazione delle domande per via Redipuglia)

2015, Regione Puglia: Comune di Acquaviva delle Fonti. E’ il vicesindaco Austacio Busto a raccontare al Fatto Quotidiano (qui l’intervista completa) l’episodio che ha portato, dopo un’indagine lunga circa 2 anni, alla straordinaria gestione dell’Apulia Srl – azienda esecutrice dell’appalto per via Redipuglia a Olbia – e all’arresto dell’allora amministratore delegato Salvatore Fatigati, oggi socio, insieme ad altre 11 persone, per l’appalto del teatro.

“Era una giornata familiare un po’ particolare. Mi ha detto che doveva darmi una cosa. Per me era normale incontrarlo perché quella società aveva vinto una gara di appalto durante la precedente amministrazione. L’ho raggiunto. Mi ha consegnato una busta. All’inizio l’ho presa senza pensarci. L’ho lasciata in auto e ho raggiunto i miei figli. Solo dopo averli messi a dormire, ho preso la busta e l’ho aperta: c’erano 5mila euro in contanti in quella busta”, racconta Busto al Fatto Quotidiano che va a denunciare tutto ai Carabinieri insieme al suo sindaco, Davide Carlucci.

Regione Puglia, 12 luglio 2017. Chi e come avrebbe incontrato Busto lo raccontano i Carabinieri e i Finanzieri due anni dopo, il 12 luglio del 2017, quando danno esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare firmata dal GIP di Bari qualche giorno prima. La nota stampa è lunga, coinvolge tante persone e tre Comuni diversi, ma ciò che interessa specificatamente l’Apulia Srl e la successiva straordinaria gestione riguarda Acquaviva delle Fonti e l’appalto per il teatro comunale: 2 persone, tra cui l’ex ad, vengono accusate di istigazione alla corruzione e poste ai domiciliari.

Dice la nota stampa riportata da molte testate locali e nazionali: “istigazione alla corruzione – con la dazione, non accettata ed oggetto di denuncia ai militari dell’ Arma, della somma di euro 5.000,00 e la promessa di ulteriore corresponsione di denaro (“dieci/ventimila euro”) – posta in essere, in tempi diversi, dal P. e dal FATIGATI – quest’ ultimo amministratore/gestore di APULIA s.r.l. – anche su istigazione dello Z., nei confronti del vice-sindaco del comune di Acquaviva delle Fonti per indurlo a favorire l’ a.t.i. “APULIA s.r.l. – PI GROUP s.r.l.” nell’aggiudicazione della gara d’appalto per i lavori di recupero del Teatro comunale di Acquaviva delle Fonti (bando del 2 ottobre 2015, importo di euro 3.248.314,00) nonché per l’ affidamento di futuri contratti di evidenza pubblica”. [L’azienda PI Group è estranea alla vicenda]

Un paio di giorni dopo gli arresti avvenuti il 12 luglio 2017, ecco l’interrogatorio di garanzia durante il quale, secondo quanto riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, Salvatore Fatigati e T.P. “entrambi ai domiciliari, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere”.

Quelle settimane sono convulse. Tra il 25 e il 27 luglio 2017, la Apulia Srl cambia compagine societaria e amministratore delegato. Salvatore Fatigati rimane però comunque socio, mentre l’amministratore delegato diventa una sua strettissima parente (tutti i soci condividono la stessa residenza).

Questo cambiamento non basta a fermare l’Anac e il Prefetto di Bari. Il 5 dicembre 2017, il presidente di Anac Cantone chiede la gestione straordinaria dell’azienda al Prefetto di Bari sulla base degli elementi raccolti dalla magistratura barese. Il Prefetto di Bari concorda con Anac e a gennaio 2018 pone in straordinaria gestione l’Apulia Srl nominando due amministratori straordinari.

L’ultimo giorno utile per la presentazione delle domande per via Redipuglia, il 12 marzo 2018, il Consorzio Stabile Sinergica consegna la sua offerta al Comune olbiese: dentro c’è anche Apulia srl come azienda esecutrice. Il 20 marzo 2018, il Consorzio passa alla fase successiva  (verbale di gara n°1) per poi vincere l’appalto con il massimo punteggio nella sola offerta tecnica (così pare dalla lettura del documento “Esito gara” pubblicato dal Comune di Olbia) e un ribasso del 15,007% per un totale di 5,577.756,36 euro.

La particolarità dell’indagine pugliese è che l’Apulia Srl viene “commissariata” (la terminologia corretta/tecnica è “straordinaria gestione”) per circa un anno (dal 2018 al 2019) dal Prefetto di Bari su indicazione dell’Anac (Autorità anti corruzione) in base all’art. 32 comma 1 lettera b del Decreto legislativo 90 del 24 giugno 2013.

L’articolo 32 si intitola “Misure straordinarie di gestione, sostegno e monitoraggio di imprese nell’ambito della prevenzione della corruzione”. Si tratta di uno strumento importante che viene utilizzato quando, per ipotesi di reato molto gravi come concussione o istigazione alla corruzione, bisogna garantire la continuità di un appalto pubblico.

Queste misure possono essere prese solo in presenza di “fatti gravi e accertati”, dice la legge in questione, per cui si tratta di uno strumento straordinario che viene proposto (prima dell’eventuale processo) dal presidente Anac al Prefetto competente che analizza la situazione e decide.

Dunque, l’azienda Apulia Srl – esecutrice dell’appalto di via Redipuglia – viene posta in gestione straordinaria nell’ambito dell’inchiesta Pura Defluit con l’obiettivo concludere un appalto finito al centro di un’inchiesta giudiziaria in Puglia che altrimenti sarebbe stato bloccato dall’indagine stessa e dal successivo procedimento giudiziario. Il “commissariamento” limitatamente al teatro è avvenuto poche settimane prima dell’avvio della gara d’appalto olbiese: precisamente il 19 gennaio 2018 su richiesta Anac inoltrata il 5 dicembre 2017.

A sostegno della straordinaria gestione, si legge nei documenti Anac e prefettizi, vi sono – oltre la denuncia del vicesindaco Busto – anche intercettazioni ambientali e telefoniche.

Afferma l’Anac nel documento n. 3889/2017, in riferimento dell’appalto del teatro di Acquaviva delle Fonti: “Ad inquinare la procedura d’appalto ha contribuito senz’altro la fitta e consolidata rete di rapporti del tutto inopportuni, poco trasparenti e di natura ampiamente collusiva stabilitasi tra i soggetti indagati – pubblici funzionari, da un lato, e referenti a vario titolo della società Apulia, dall’altro – con la preordinata finalità di procurarsi un’adeguata, stabile e incondizionata sponda di protezione e di sostegno in seno all’ente locale appaltante per costringere l’azione amministrativa a scelte utilitaristiche a favore della società Apulia e poter pilotare l’affidamento delle commesse pubbliche“.

Il Prefetto di Bari, nel decreto del 19 gennaio 2020, a pagina 7 motiva la sussistenza del fumus boni iuris in questo modo: “Gli episodi di istigazione alla corruzione, in cui risultano coinvolti Fatigati Salvatore e A.Z., sono stati chiaramente approntati in un contesto di provocata ambiguità e con lo scopo di ottenere le commesse pubbliche. Sul punto, lo stesso GIP ha ritenuto “pienamente ragionevole la lettura del comportamento in questione come offerta fatta a pubblico ufficiale per ottenerne la disponibilità ad esercitare complessivamente le sue funzioni in un modo comunque indebitamente vantaggioso per l’istigatore (ad esempio “pilotando” la gara d’appalto)” considerando la proposta di remunerazione in favore del pubblico ufficiale “idonea” ad avviare la contrattazione illecita tipica della fattispecie corruttiva. Peraltro l’accertamento di tali circostanze è stato reso incontrovertibile dall’immediata denuncia del vice sindaco alle forze dell’ordine e dalla conseguente attivazione di registrazioni fonografiche con strumenti di captazione forniti dagli organi investigativi”.

A pagina 9, il Prefetto scrive un passo molto duro: “Ad attestare, altresì, l’indubbia gravità oggettiva della fattispecie in esame contribuisce tanto il carattere non occasionale né estemporaneo delle suddette condotte – sintomatico, dunque, della facilità e consuetudine al ricorso a tali metodi quanto la sorprendente capacità e dimestichezza degli indagati nell’attività corruttiva”.

Le domande che ci poniamo alla luce di quanto successo tra il 2017 e il 2018.

Il Codice degli Appalti nel corso del tempo è stato aggiornato, potenziato, chiarito, ciò che vale oggi non valeva magari nel 2018, ma di fatto, in sede di gara, le aziende sono tenute a raccontare alla stazione appaltante tutti gli eventuali problemi che hanno avuto o che hanno: condanne, problemi con l’Agenzia delle entrate, mancati versamenti, contenziosi, contratti rescissi, procedimenti giudiziari e chi ne ha più ne metta.

L’azienda, in caso di gara d’appalto, si mette a nudo e sta alla Stazione appaltante valutare (e controllare) non solo la veridicità di quanto scritto, ma anche l’eventuale gravità di quanto riportato. Alla Stazione appaltante viene data una grande discrezionalità e un ampio margine di manovra affinché possa soppesare tutto ciò che l’azienda (o le aziende) comunicano adottando, chiaramente, un principio di proporzionalità

Ci limitiamo a porre alcune domande all’amministrazione Nizzi e a tutti gli organi coinvolti:

  • Considerando che il “commissariamento” (cioè la straordinaria gestione) dell’Apulia da parte del Prefetto di Bari è avvenuto a gennaio 2018 e che a marzo 2018 si chiudeva la presentazione delle offerte per l’appalto di via Redipuglia, il Comune di Olbia era a conoscenza che la Apulia Srl, indicata come azienda esecutrice e membro fondatore del Consorzio Sinergica, è stata messa sotto gestione straordinaria dal Prefetto di Bari poche settimane prima in base in base all’art. 32 (comma 1 lettera b) del Decreto legislativo 90 del 24 giugno 2013 intitolato “Misure straordinarie di gestione, sostegno e monitoraggio di imprese nell’ambito della prevenzione della corruzione”?
  • La Apulia Srl ha comunicato in sede di gara che era stata oggetto di una straordinaria gestione per presunti fenomeni corruttivi in un appalto pubblico?
  • Il disciplinare di gara, nella parte dedicata ai Consorzi Stabili, afferma che i controlli debbano essere fatti anche sulle consorziate: sono stati fatti? Delle vicende legate a Pura Defluit, infatti, sono presenti numerose tracce, non solo sui giornali, ma anche sul sito istituzionale dell’Anac e sul sito del Prefettura di Bari. E dunque, che tipo di controlli sono stati compiuti?

Articolo rettificato il 14/9/2020

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