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Cronaca

Coronavirus, Olbia e solidarietà: raccolte 34 sacche di sangue

Coronavirus, Olbia e solidarietà: raccolte 34 sacche di sangue
Coronavirus, Olbia e solidarietà: raccolte 34 sacche di sangue
Patrizia Anziani

Pubblicato il 10 marzo 2020 alle 20:02

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Olbia, 10 marzo 2020 - Questa mattina si è svolta regolarmente la raccolta di sangue organizzata dai dipendenti Air Italy e volontari Avis. I donatori, consapevoli dell'entrata in vigore del nuovo Dcpm 9 marzo, con le nuove misure più restrittive al fine di contrastare più efficacemente il diffondersi del Coronavirus, hanno risposto all'appello per arginare la carenza di sangue che questa emergenza sanitaria sta incrementando.

Una lunga mattinata all'insegna della generosità e amore per gli altri spinti dal motto "SALVIAMO AIR ITALY SALVIAMO UNA VITA", senza paura perchè chi ha potuto donare lo ha fatto in sicurezza.

La grande autoemoteca dell'Avis era parcheggiata davanti all'ingresso dell'aeroporto Costa Smeralda, ad accogliere i volontari c'erano gli operatori sanitari, i volontari Avis e quelli della Croce Rossa Italiana tutti muniti di guanti e mascherine protettive, che a loro volta hanno distribuito le mascherine protettive a quanti dovevano donare.

Già dalle 8 di stamattina 34 donatori hanno generosamente risposto all'appello dell'AVIS e dei lavoratori Air Italy .

Hanno seguito il protocollo per il prelievo di sangue attendendo il proprio turno, a distanza di sicurezza l'uno dall'altro. Colazione leggera prima, un po' più sostanziosa dopo, poi velocemente a casa.

"Non ho potuto donare per via del ferro basso, ma hanno donato i miei due figli" ha dichiarato Manuela Onida, assistente di volo responsabile molto stimata di Air Italy, che ha voluto in questo modo rispondere alla chiamata dell'emergenza sangue. "Abbiamo aspettato all'aperto, tutti a debita distanza, tutto si è svolto nella massima serenità e sicurezza"

Chi conosce Manuela, sa che lei è una donna e madre solare, vedere il suo viso triste e fortemente rabbuiato è sicuramente insolito. Anche lei fa parte del gruppo di 1500 lavoratori della compagnia aerea Air Italy in liquidazione. Ora si ritrovano messi in mezzo alla strada dall'oggi al domani, senza una certezza, senza prospettive di un futuro ora esacerbato dalla preoccupazione del Coronavirus.

Nonostante tutte queste pressanti preoccupazioni ha voluto essere presente, dare un segno di speranza a chi ha bisogno di sangue per vivere, con il pensiero ai tanti talassemici e ai ricoverati bisognosi di importanti interventi chirurgici.

Grande assente alla chiamata l'assistente Responsabile Marco Bardini di Anpav Sardegna. Donatore storico della compagnia, proveniente da una famiglia di donatori, Marco ha cominciato a donare il sangue al compimento dei 18 anni a Bonorva, paese dove è nato e dove il senso di vicinanza ai tanti talassemici presenti nel territorio è sentito.

Marco, come tanti altri donatori e lavoratori Air Italy, oggi non ha potuto donare il sangue per via del decreto entrato in vigore stanotte che impone l'obbligo di isolamento domiciliare fiduciario a tutti coloro che si sono recati, nei quattordici giorni antecedenti alla data ieri, in zone a rischio.

Il viaggio a Roma dal Papa, del 26 febbraio scorso, evento con grande assembramento di persone provenienti da ogni parte del mondo, ha quindi imposto a lui e ad altri colleghi donatori lo stop forzato, ma necessario.

Soddisfatto Alberto Ferrigno, presidente dell'AVIS, che ha voluto precisare "Il Centro Nazionale sangue ha inviato una comunicazione, dove viene specificata una cosa molto importante. Si legge infatti: si raccomanda alle associazioni donatori sangue e alle federazioni di volontari donatori di sangue di non sospendere, sottolineato, non sospendere la donazione di sangue e degli emocomponenti presso le strutture ospedaliere pubbliche e presso le unità di raccolta associativa. È vero che sono entrate in vigore norme più restrittive per gli spostamenti che dalla mezzanotte di oggi, - ha continuato Ferrigno - con l'entrata in vigore del decreto, possono essere fatti per lavoro, spesa, salute ed emergenza familiare, ma il donatore volontario deve stare tranquillo, può recarsi tranquillamente a donare"

"Domani, 11 marzo, l'emoteca dell'Avis, gli operatori sanitari e i volontari dell'Avis e della Croce Rossa vi aspettano davanti alla Capitaneria di Porto. Saremo operativi dalle ore 8, speriamo che la gente risponda generosamente al nostro appello. Il sangue non si fabbrica ". conclude il presidente dell'Avis.