Thursday, 12 February 2026
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Pubblicato il 12 February 2026 alle 11:12
Olbia. La situazione di stallo del cantiere per il collegamento ferroviario tra Olbia e l’aeroporto continua a destare forte preoccupazione. A lanciare l’allarme sono la Fillea Cgil Sardegna e la Camera del Lavoro della Gallura, che chiedono un intervento straordinario del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, e dell’amministrazione provinciale per sbloccare una vicenda che rischia di avere pesanti ripercussioni economiche e occupazionali.
Secondo quanto spiegano i segretari della Fillea regionale e della Cgil Gallura, Erika Collu e Danilo Deiana, l’opera – finanziata con fondi del Pnrr – deve essere conclusa entro maggio. Un ulteriore ritardo potrebbe comportare la perdita delle risorse assegnate, dei posti di lavoro collegati al cantiere e la mancata realizzazione di una rete ferroviaria considerata strategica non solo per Olbia, ma per l’intero Nord Est della Sardegna.
Alla base dello stallo vi è la mancata formalizzazione, da parte di Rete Ferroviaria Italiana, del subentro della nuova impresa, entrata in gioco il 1° dicembre con l’obiettivo di portare a termine i lavori nel rispetto del cronoprogramma e di garantire la continuità occupazionale. "Senza quel passaggio formale, che doveva avvenire entro 60 giorni – sottolineano Collu e Deiana – l’impresa non può operare, le maestranze non possono lavorare e l’opera rischia di restare incompiuta".
I lavori del nuovo tratto ferroviario erano stati inizialmente affidati da Rfi alla Manelli Impresa Spa, che, a causa di una procedura di crisi, li ha ceduti – ormai da oltre due mesi – alla CMC Spa attraverso un contratto di affitto di ramo d’azienda. Un passaggio che, però, necessita di un atto formale ancora mancante.
Si tratta, spiegano i sindacati, di un adempimento burocratico apparentemente semplice ma indispensabile. Da qui l’appello alle istituzioni affinché convochino con urgenza un confronto e si adoperino per accelerare le procedure di avvicendamento della nuova impresa nel cantiere. "In caso contrario – concludono Collu e Deiana – la situazione sarebbe inaccettabile e ingiustificabile, sia per i risvolti occupazionali sia per i riflessi che un’opera incompiuta avrebbe sull’economia dell’intero territorio".
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