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Collegamento ferroviario Olbia–aeroporto fermo al palo, l’allarme dei sindacati

A rischio fondi Pnrr, posti di lavoro e infrastruttura strategica per il Nord Est

Collegamento ferroviario Olbia–aeroporto fermo al palo, l’allarme dei sindacati
Collegamento ferroviario Olbia–aeroporto fermo al palo, l’allarme dei sindacati
Patrizia Anziani

Pubblicato il 12 February 2026 alle 11:12

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Olbia. La situazione di stallo del cantiere per il collegamento ferroviario tra Olbia e l’aeroporto continua a destare forte preoccupazione. A lanciare l’allarme sono la Fillea Cgil Sardegna e la Camera del Lavoro della Gallura, che chiedono un intervento straordinario del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi,  e dell’amministrazione provinciale per sbloccare una vicenda che rischia di avere pesanti ripercussioni economiche e occupazionali.

Secondo quanto spiegano i segretari della Fillea regionale e della Cgil Gallura, Erika Collu e Danilo Deiana, l’opera – finanziata con fondi del Pnrr – deve essere conclusa entro maggio. Un ulteriore ritardo potrebbe comportare la perdita delle risorse assegnate, dei posti di lavoro collegati al cantiere e la mancata realizzazione di una rete ferroviaria considerata strategica non solo per Olbia, ma per l’intero Nord Est della Sardegna. 

Alla base dello stallo vi è la mancata formalizzazione, da parte di Rete Ferroviaria Italiana, del subentro della nuova impresa, entrata in gioco il 1° dicembre con l’obiettivo di portare a termine i lavori nel rispetto del cronoprogramma e di garantire la continuità occupazionale. "Senza quel passaggio formale, che doveva avvenire entro 60 giorni – sottolineano Collu e Deiana – l’impresa non può operare, le maestranze non possono lavorare e l’opera rischia di restare incompiuta".

I lavori del nuovo tratto ferroviario erano stati inizialmente affidati da Rfi alla Manelli Impresa Spa, che, a causa di una procedura di crisi, li ha ceduti – ormai da oltre due mesi – alla CMC Spa attraverso un contratto di affitto di ramo d’azienda. Un passaggio che, però, necessita di un atto formale ancora mancante.

Si tratta, spiegano i sindacati, di un adempimento burocratico apparentemente semplice ma indispensabile. Da qui l’appello alle istituzioni affinché convochino con urgenza un confronto e si adoperino per accelerare le procedure di avvicendamento della nuova impresa nel cantiere. "In caso contrario – concludono Collu e Deiana – la situazione sarebbe inaccettabile e ingiustificabile, sia per i risvolti occupazionali sia per i riflessi che un’opera incompiuta avrebbe sull’economia dell’intero territorio".