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Casinò in Sardegna, il futuro e le possibilità

I dati dell'Agenzia delle dogane e i fondi Pnrr

Casinò in Sardegna, il futuro e le possibilità
Casinò in Sardegna, il futuro e le possibilità
Olbia.it

Pubblicato il 08 aprile 2022 alle 05:00

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Cagliari. Con la pioggia di miliardi che si sta verificando con questa nuova fase dell'economia italiana, con l'Europa che sembra aver mandato in soffitta i piccoli risparmi di Frau Merkel e di una parte di paesi cosiddetti "virtuosi", si sta iniziando - e fortunatamente - a ripensare in modo strategico gli investimenti nel Belpaese per capitalizzarne le opportunità. E in questo quadro possiamo trovare la proposta, fino a oggi accantonata, di aprire nuovi casinò in Italia, di cui un certo numero anche nella nostra regione.

Il mercato del gioco continua a crescere

È inutile nascondere la testa sotto la sabbia: il mercato del gioco d'azzardo, aldilà di prese di posizione di principio, è in ascesa a livello mondiale, perché alle persone piace giocare. E non c'è nulla di male in questo, soprattutto se si svolge all'interno di regole chiare e crea occupazione e lavoro.

I dati pubblicati dall'Agenzia Dogane e Monopoli, da cui dipende la regolamentazione del gioco d'azzardo legale in Italia, parlano chiaro: in Italia nel 2021 abbiamo avuto un giro d'affari del settore del gioco, sia quello "fisico" che quello elettronico, di circa 110 miliardi di Euro. E la tassazione sul gioco in Italia è tra le più alte in Europa, con un 20% sulle vincite oltre i 500 Euro: una fonte di introito per l'Erario decisamente ghiotta.

E dobbiamo anche dire che la crescita vertiginosa è avvenuta soprattutto nel settore online, con un tasso annuale di sviluppo che ha toccato il +40% per i casinò online con giochi tradizionali e slot, ed è stato addirittura superiore per altre forme di gioco quali il betting e il bingo. Si possono trovare informazioni dettagliate sui migliori operatori del settore per payout e affidabilità scelti da Time2play.

Ha senso creare nuovi spazi di aggregazione?

La domanda è legittima, e avrebbe molto senso se noi considerassimo i casinò come una specie di "cattedrale nel deserto:" un po' come è successo - letteralmente - a Las Vegas, dove è stata creata una vera e propria città dedicata al gioco d'azzardo. Ma nel nostro caso, l'operazione si inserirebbe all'interno di una situazione molto diversa. La Sardegna è già di suo una regione con un'importante vocazione turistica, e l'apertura di strutture come i casinò non farebbe che aggiungere un'ulteriore attrattiva a quelle già presenti sul territorio.

In sintesi, aiuterebbe a rendere il comprensorio - e si pensa alla Costa Smeralda - ancora più attraente per i turisti, che potrebbero aggiungere questo ulteriore motivo per visitare la nostra meravigliosa isola.

La storia del progetto-casinò in Sardegna

Come dicevamo, il progetto di aprire una o più strutture non è nuovo: risale al 2009, quando il Ministro del Turismo in carica, Michela Vittoria Brambilla, aveva ipotizzato il rilascio di licenze per aprire un casinò ai grandi alberghi di lusso, con un totale possibile di 30 stabilimenti. Sicuramente esagerata, e probabilmente irrealizzabile, aveva però una sua logica: il creare una rete di nuove strutture avrebbe permesso di incrementare il turismo di lusso, e di spostare l'asse del gioco d'azzardo più in basso, scollandolo dall'attuale baricentro settentrionale.

Tra le ipotesi, fantasiose e suggestive, c'era quella della creazione di una nave da crociera dedicata a questo scopo, che avrebbe circumnavigato l'isola durante il giorno per attraccare la sera nei diversi porti dell'isola, in modo da favorire il turismo sulla terraferma, unendo la vocazione ludica con quella turistica e naturalistica. Non se ne fece nulla, ma il progetto resta interessante ancora oggi, soprattutto considerando le possibili ricadute sul territorio.

L'importanza di un cambiamento di mentalità

Gli effetti della recente legge sul gioco in Italia, una delle migliori e più moderne in Europa, sono chiari: il paese ha beneficiato dall'espansione di questa attività, soprattutto considerando il fatto che la legge pone dei limiti rigorosi sulla regolarità degli istituti e sulla sicurezza dei giocatori, e riteniamo che sia necessario guardare avanti per creare nuove opportunità di occupazione.

Grazie alle risorse del PNRR e alla solidità delle leggi italiane sul gioco d'azzardo saremmo in grado di fare dei passi avanti in questo settore: tutto quello che serve è un confronto chiaro sugli obiettivi e la collaborazione per creare delle opportunità per rendere il nostro paese, e soprattutto la nostra regione, sempre più belli e accoglienti per i turisti che vogliono visitarli.