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Cala Saccaia, la delibera Cipnes: scenario di lungo periodo alla base dell'allargamento della zona industriale

Ecco cosa afferma il direttore generale Aldo Carta

Cala Saccaia, la delibera Cipnes: scenario di lungo periodo alla base dell'allargamento della zona industriale
Cala Saccaia, la delibera Cipnes: scenario di lungo periodo alla base dell'allargamento della zona industriale
Angela Galiberti

Pubblicato il 24 aprile 2021 alle 06:00

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Olbia. Ventidue giorni dopo la sua approvazione, ecco che il Cipnes – finalmente – rende pubblica la sua delibera di Cala Saccaia, approvata lo scorso 1° aprile 2021 e intitolata “Accordo amministrativo concernente coordinamento strumento urbanistico CIPNES - Gallura operante ai sensi dell'art. 5L e ss D.P.R. 218178 con la nuova pianificazione urbanistica del Comune di Olbia ex art.22, L.R. n. 2A2077 in ordine alla (ri)perimetrazione territoriale della zona industriale consortile di Olbia ai sensi del co.1,lett. a) dell'art. L della L.R. n. 10/2008”. Si tratta dell'accordo che ha dato il via al procedimento per l'allargamento della zona industriale a Cala Saccaia, sempre che la Regione dia il suo assenso (in tutto o in parte) a tale operazione. La delibera è stata pubblicata il 23 aprile sia sull'albo pretorio del Consorzio, sia nell'area dedicata alle decisioni dell'Assemblea dell'ente. E' un documento importante perché sancisce il vero e proprio via libera a tutte le attività amministrative che porteranno la Regione a esaminare la proposta di allargamento.

Si legge, infatti, che l'assemblea delibera “di disporre correlativamente l'avvio della elaborazione della documentazione di analisi progettuale di fattibilità tecnica - amministrativa ed economica siccome sopra stabilito inerente alla proposta di riperimetrazione del comprensorio urbanistico industriale consortile di Olbia, in funzione della programmazione economico-territoriale prevista dall'art. 1-, comma 1,lett. a), della L.R. n. 1,0/2008, con specifico riferimento alla promozione dei processi produttivi nel settore della cantieristica nautica”.

Lo scorso primo aprile, pochi giorni dopo il passaggio con approvazione della Giunta Nizzi, il Cipnes si è riunito per esaminare diverse delibere con relativi argomenti: era la prima riunione della presidenza Sarti, una riunione decisamente con il “botto”. All'assemblea hanno partecipato il presidente Gianni Sarti, il delegato del Comune di Olbia Livio Fideli, il delegato del Comune di Monti Giovanni Maria Raspitzu, il rappresentante della Provincia Giacomo Meloni e il rappresentante del Comune di Buddusò Fedele Sanciu (quest'ultimo, dopo aver fatto delle dichiarazioni, non ha votato il documento).

A livello di dichiarazioni, le parole dei 4 componenti che hanno votato a favore dell'allargamento della zona industriale a Cala Saccaia, sono state fondamentalmente dichiarazioni politiche che oggi, ormai a 23 giorni da quell'approvazione, non aggiungono nulla a quanto sappiamo.

Più interessanti, perché “tecniche” e scaturite dalla stessa struttura consortile, le spiegazioni del direttore generale Aldo Carta e quelle dell'igegner Antonio Catgiu.

Dall'ingegner Catgiu veniamo a sapere che, chiaramente e ovviamente, Comune di Olbia e Cipnes si sono incontrati diverse volte per discutere di questo provvedimento che da una parte “stralcia” 8 ettari a Tilibbas e li riconsegna alla mano comunale, dall'altra prende 20 ettari di costa e li destina a un allargamento della zona industriale. Catgiu parla di incontri istruttori tra le rispettive rappresentanze tecniche e istituzionali: ergo, il Comune di Olbia aveva tutto il tempo di spiegare anticipatamente alla popolazione (alla maggioranza, al Consiglio Comunale) cosa si stava per prospettare per quell'angolo incontaminato di costa.

Se l'ingegner Catgiu ha presentato in modo del tutto generale l'operazione, il direttore generale Aldo Carta si è addentrato un po' di più nella questione. Nel documento pubblicato dal Cipnes si legge: “II Direttore Generale, AIdo Carta, interviene, sotto il profilo giuridico - procedimentale, per precisare che l'accordo amrninistrativo in discussione conceme la prospettata localizzazione, in contiguità al preesistente agglomerato industriale consortile di Cala Saccaia, di nuova ed innovativa imprenditorialità nel comparto dei servizi nautici; e ciò a fronte di un deficit di appropriata corrispondente attrattiva offerta territoriale in correlazione alla emergente domanda estensivamente insediativa e di quella latente e potenziale della economia marittima dei maxi yacht da promuoversi e internazionalizzarsi anche nel contesto della prossima attivazione della Z.E.S”.

Anche il direttore generale non dice quante sono le aziende interessate a investire a Olbia (se ci sono) e di cosa si occupano realmente: si parla sempre di nautica in senso generale, ma non si entra mai nel dettaglio. Non solo: il direttore Carta va oltre subito dopo e parla di lungo periodo, anche se afferma che tale accordo è da considerarsi come “pre-intesa istituzionale di orientamento programmatico per la promozione dello sviluppo strategico economico - distrettuale cantieristico tra il Comune territorialmente competente ed il CIPNES Gallura”. Tale pre-intesa è preordinata, si legge nel documento, “a sottoporre all'attenzione e al positivo apprezzamento della Regione Sardegna, cui compete la programmazione economico-sociale di area vasta, la localizzazione urbanistica e il ridisegno nel territorio regionale dei distretti industriali consortili”.

Il dott. Carta, parlando dell'idea che sta alla base di questo tema, afferma: “una proposta programmatica di scenario di lungo periodo, attualmente in naturale fase di incubazione, finalizzata ad incentivare il rafforzarnento, la valorizzazione, oltre che il completamento dell'attrezzamento ecologico del preesistente distretto nautico consortile di Olbia”.

Nel caso la proposta venga gradita e approvata dalla Regione Sardegna, “potrà darsi avvio alla condizionante fase di analisi progettuale qualificata in termini di costi- benefici dell'idea di espansione del cluster produttivo nautico sotto il profilo della utilità sociale ed economica degli investimenti pubblici programmabili, della compatibilità paesaggistico-urbanistica ed architettonica e soprattutto di sostenibilità ambientale della opzione localizzativa di tale idea progettuale di sviluppo territoriale rispetto all'ecosistema naturale del sito ipotizzato”. Questa e l'ultima parte dell'intervento del dott. Carta ricalcano la nota stampa del Cipnes dedicata a Cala Saccaia in cui si è dato notizia del coinvolgimento delle Università di Cagliari e Sassari, del comitato tecnico e della pubblicità che verrà dato al procedimento.

Ora: quanto affermato dal dott. Carta il primo aprile non si sovrappone perfettamente né a quanto dichiarato dal presidente Gianni Sarti (che a Olbianova ha parlato di strutture ricettive e altri servizi) né a quanto affermato dal sindaco Nizzi il 14 e 16 aprile, il quale ha parlato di piccoli interventi e pochi ettari coinvolti. Se parliamo di uno scenario di lungo periodo, che Carta definisce in “incubazione”, parliamo di un qualcosa che potrebbe avere dei contorni: magari non particolarmente definiti o definitivi, ma sicuramente tratteggiati e magari con qualche business plan a corredo. Un'idea che, se le parole del dott. Carta hanno un peso (e ce l'hanno, perché è colui che, amministrativamente parlando, guida il Consorzio), guarderebbe lontano anche negli anni – non per forza molti –, guarda alla Zes e guarda anche all'economia dei maxy yacht.

Insomma, un'idea potrebbe esserci, ma ancora oggi – a 23 giorni dal fatidico sì – non la conosciamo né l'abbiamo capita, a parte la parola magica “nautica”. Sì, ma quale e in quale modo? Lo scopriremo solo osservando.