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Simona Farris: un talento che è diventato un lavoro

La giovane cantante nata a Olbia e cresciuta a Budoni coltiva il suo sogno

Simona Farris: un talento che è diventato un lavoro
Simona Farris: un talento che è diventato un lavoro
Laura Scarpellini

Pubblicato il 09 maggio 2021 alle 06:00

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Olbia. Simona Farris non è da considerarsi una semplice cantante che si sta facendo largo nel mondo della musica. E’ l’essenza del carattere e del talento che una donna mette in campo quando madre natura l’ha dotata di un grande dono: la voce.

“Sono Nata a Olbia e fino ai 21 anni ho vissuto con la mia famiglia a Budoni. Fin da piccolasono stata molto legata alla musica. Non ricordo un momento della mia infanzia senza musica, e senza catare e ballare. Credo di essermi innamorata da piccina della musica, e anche l’ambiente sociale e familiare da cui ero circondata, ha contribuito a farmi vivere la musica costantemente", racconta l'artista. In casa si cantava con la sorella di Simona Farris che insieme alla madre, intonavano i canti del coro parrocchiale. E’ stato quindi consequenziale che già all’età di 5 anni la piccola Simona partecipasse alle attività musicali presenti nel paese. Da allora non si è più fermata. Dopo il diploma la decisione presa è quella per un percorso universitario, a discapito della musica: "Poco dopo aver intrapreso questa strada ho iniziato a sentire una tristezza infinita, senza un apparente motivo. Ma il motivo era perché avevo abbandonato i miei sogni, per crearmi un futuro secondo me più sicuro. Oggi sono consapevole che il futuro è incerto per tutti, sempre più spesso”.

Da lì a qualche mese ecco il suo trasferimento a Roma, per studiare e fare diventar realtà un desiderio grande: “Non è un percorso facile per niente, ma con il tempo ho raccolto tante soddisfazioni e raggiunto traguardi che non mi aspettavo”. Così ci racconta Simona Farris, con il suo grandissimo sorriso.

Nei suoi racconti traspare quel velo di amarezza, quando si accorge che la sua professione non viene adeguatamente valutata: “Chi pensa che questo non sia una lavoro, dovrebbe vivere almeno un po’ nel modo in cui viviamo noi musicisti. Non si ha idea delle ore di studio che uno passa per migliorare. Poi c’è questo pensiero comune che per essere un cantante e vivere di musica si debba essere per forza famosi. Vorrei far comprendere che per vivere di musica non è necessario essere famosi, andare ai talent, o altro. Esistono mille modi per vivere dignitosamente in ambito musicale. D’altro canto non possiamo essere tutti famosi come Laura Pausini”.

Il talento di Simona Farris l’ha portata lontano dalla sua terra, tanto amata: “Prima di lasciare la Sardegna me la sono goduta per bene dal punto di vista musicale. Ho ho partecipato a tantissimi concorsi canori ottenendo tante soddisfazioni, premi e riconoscimenti. Poi è sopraggiunta l’esigenza di conoscere realtà diverse dalla mia, e quindi sono partita”.

Un grande atto di coraggio che seppur motivato da una forte grinta, non è stato sempre facile da gestire. Simona Farris ci racconta a tal proposito: “E’ stato bello sotto tanti punti di vista, più difficile sotto altri aspetti. La Sardegna mi manca spesso, e così anche la mia famiglia e gli amici. Per fortuna posso rientrare per un saluto quando voglio, e ogni volta mi ritengo fortunata perché posso godere della sua immensa bellezza”.

Il percorso professionale di Simona Farris è costellato di importanti esperienze lavorative professionali, legate al suo grande talento. Seppure abbia una giovane età, il suo curriculum è di grande prestigio, tra collaborazioni, presenze sceniche e partecipazioni ad eventi di grande caratura artistica: “Di esperienze ne ho fatto tante ed è difficile sceglierne solo una. Crescendo e maturando gli obbiettivi cambiano. Sicurante l’esperienza di The Voice 2014 è stata bella all’epoca, ma ho capito che non è bello essere un burattino in mano alle scelte di autori e coach”.

L’abbiamo sostenuta nella sua partecipazione a Castrocaro, poi l’abbiamo vista cantare alla finale di Miss Italia 2018/19 sempre sulla Rai e poi di essere corista in un concerto di Tony Hadley, leader della storiaca band inglese degli  Spandau Ballet. Emozionante vederla cantare al fianco di cantanti dal calibro di Amii Stewart, a cui sono seguiti i concerti con l’orchestra sinfonica di Palermo per omaggiare Fellini. Simona Farris è stata presente anche  all’Auditorium Parco della Musica  di Roma, per i concerti di capodanno sotto la direzione del maestro Gerardo di lella, insieme a un team di musicisti bravissimi. “Sono state tutte esperienze che sono grata di aver avuto la possibilità vita di vivere. Una grande emozione cantare con 60 elementi in un’orchestra.

Ma di obiettivi Simona Farris ne ha ancora molti: “Uno dei prossimi progetti è sicuramente quello di dedicarmi di più alla mia musica come autrice. Spero a breve di far uscire qualche nuovo singolo, e mi piacerebbe cantare sempre in situazioni orchestrali professionali. La forza del suo talento le ha consentito di superare tutti quegli ostacoli che le sono presentati davanti: “Quando le vivi le difficoltà sembrano insuperabili. Poi passano, e le vedi semplici. Ne ho avuto tante, economiche e personali e  credo che la più difficile sia stata quella di convincere me stessa a buttarmi, e a credere di più in questo lavoro senza paura”.

Simona è rimasta affascinata da Roma, e dall’aria che si respira inevitabilmente nella città eterna: “Roma è bella , ricca di storia. Mi piace quando mi perdo tra i monumenti e vado indietro nel tempo documentandomi di come sono state costruiti. Scoprire come vivevano gli antichi romani mette i brividi. Ci sono momenti dove la sua bellezza lascia senza fiato ed è così anche la Sardegna. Mi toglie il fiato un tramonto una passeggiata, il tempo che si rallenta e ti permette di entrare in contatto con la natura. Sono queste le cose che più mi mancano della mia terra”.

L’emergenza Covid ha duramente segnato il mondo della musica, ecco cosa ci racconta a tal riguardo Simona Farris: “Il Covid mi ha impedito di fare i concerti e mi manca tanto stare su un palco. Mi ha fatto capire però che ho scelto quello che amo nella vita, e non importa quanti sacrifici e tempo dovrò aspettare ancora. Quando accadrà, le luci e l’emozione del pubblico sarà l’emozione più bella che voglio continuare a vivere”.

L’emergenza sanitaria è stata utilizzata da Simona Farris per prendersi del tempo da dedicare ancora agli studi: “Sto finendo una triennale al conservatorio in canto pop, nonostante abbia già vari diplomi di studio. Non si finisce mai d’imparare. Ora dedico più attenzione alla didattica del canto. Infatti  sono anche un insegnate nelle scuole di musica da vari anni. Ho passato in questo contesto anno difficile soprattutto perché con i miei allievi ci siamo ritrovati varie volte a dover fare lezioni online. Uno stimolo a non mollare certo. In un momento storico così difficile la musica per molti è stato un supporto. Vedere che le persone ti ringraziano per gli insegnamenti e le emozioni che ricevono, è una cosa che riempie il cuore”.

Simona Farris ne ha fatta davvero tanta di strada dalla sua Budoni. Vedremo dove la porterà il suo cuore!