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Sardegna paralimpica: con lo scudetto i Tigers contro la pandemia

Sardegna paralimpica: con lo scudetto i Tigers contro la  pandemia
Sardegna paralimpica: con lo scudetto i Tigers contro la  pandemia
Laura Scarpellini

Pubblicato il 31 ottobre 2020 alle 11:42

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Cagliari, 1 novembre 2020 - Lo stato d'animo degli sportivi tutti, in questo momento di grande incertezza, non è tra i migliori. La chiusura delle piscine e delle palestre ha gettato nello sconforto sia gli operatori del settore sportivo, che gli appassionati . Fortunatamente però giungono anche notizie liete che fanno bene allo sport e al cuore. Nel venticinquesimo anniversario dalla sua nascita la Tigers Paralympics Sport di Cagliari, ha confermato la sua leadership nel Calcio a 5 ipovedenti laureandosi per il secondo anno consecutivo campione d’Italia FISPIC (Federazione italiana sport paralimpici per ipovedenti e ciechi) nella categoria B2/B3. Gli ambienti del CIP Sardegna vengono a sapere del successo tramite Mario Trogu, consigliere della giunta che della società Tigers è vicepresidente e segretario. L’entusiasmo si è poi propagato velocemente a testimoniare del desiderio di tornare a gioiere per le imprese degli atleti paralimpici nostrani, che per ovvi motivi hanno avuto pochissime valvole di sfogo. Il presidente del comitato paralimpico isolanoCristina Sannasi è complimentata con il team “Sono orgogliosa di loro – afferma – perché non è mai facile replicare un successo che lo scorso anno risultò altrettanto piacevole perché inaspettato. Hanno dimostrato che l’aver vinto in casa propria non è stato un caso, ma frutto di un lavorio costante che premia sempre. Faccio i complimenti a tutti e speriamo nelnon c’è due senza tre”. Il team bissa il titolo del 2019 perché sapientemente orchestrato dal portiere allenatore quartese Luca Figus, vedente da regolamento, autentico trascinatore che ha distribuito dosi massicce di ottimismo ai suoi compagni soprattutto nei momenti più delicati. I suoi trascorsi fanno intendere che della disciplina è un profondo conoscitore. Nel 1994 è tra i pali della Delfino che milita nella serie B nazionale e lì ci rimane per cinque stagioni. Nei successivi vent’anni fa la spola tra A1 e B e corona anche il sogno di vestire la maglia della nazionale italiana di Calcio a 5 partecipando agli Europei in Georgia del 2018. Poi è seguita la conversione al mondo paralimpico nel momento in cui ha percepito quanto di buono stesse facendo la società Tigers nei confronti degli ipovedenti e ciechi: “Dà anima e cuore a questi fantastici ragazzi – ha puntualizzatoLuca Figus – e io mi posso ritenere fortunato perché con loro ho già vinto due scudetti e la Super Coppa Italiana (nel 2019) frutto di una preparazione incessante. Ho avuto la bella opportunità di interagire con un gruppo forte e determinato di cui mi colpisce il forte rispetto per la maglia che indossa. Non posso che complimentarmi con i miei compagni perché assimilano bene gli schemi, possiedono degli ottimi fondamentali e durante gli allenamenti sono infaticabili”. Ma il feeling resiste anche fuori dal campo: “Durante le trasferte ci divertiamo tantissimo perché andiamo d’accordo; ormai siamo diventati grandi amiciNei venticinque anni di vita dei Tigers Paralympics Sport c’è stata una prima parte dedicata al baseball e al softball olimpici. Nel 2010 la società diventa onlus con la svolta paralimpica. L’euforia è a mille nella società presieduta daGianguido Marzie che ha inLuigi Salis(ex delegato provinciale del CIP Sardegna) un ottimo responsabile del settore calcio. Ma della famiglia Tigers fa parte anche la delegata regionale FISPICSandra Gallus, anche lei al settimo cielo per il nuovo scettro che fa onore all’intero movimento. Ma Tigers Paralympics Sport vuol dire anche Baseball e Torball, altre due discipline poste sotto l’egida FIB (Federazione Italiana Baseball) e FISPIC. “Nel primo caso – prosegue Trogu – siamo arrivati in semifinale play off scudetto, mentre nel Torball abbiamo sfiorato la promozione in serie A, classificandoci a pochissimi punti dal terzo posto nella serie cadetta”. In era Covid-19 i sacrifici societari si sono moltiplicati ma alla fine l’attività agonistica è stata portata a termine nel migliore dei modi. “I problemi più significativi si sono riscontrati nell’organizzazione delle trasferte – conclude Trogu - perché abbiamo dovuto trovare delle soluzioni d’emergenza per far coincidere le nostre esigenze con gli orari dei voli. Nel baseball invece è un continuo viaggiare tra Iglesias e Sassari perché a Cagliari non abbiamo un campo idoneo. Durante il lockdown i nostri atleti scalpitavano, non vedevano l’ora di riprendere, volevano essere aggiornati continuamente sugli esiti delle nostre riunioni periodiche via Skype con i vertici della FISPIC”. Ma anche ora la situazione d’emergenza non permette di fare previsioni: “Per ciò che concerne Calcio e Torball la federazione ha sospeso tutto, se ne riparla l’anno prossimo”. Ancora una volta il mondo dello sport paralimpico ha fatto divertire con grandi emozioni. Attendiamo il prossimo appuntamento in tutta sicurezza, per poter gioire ancora con questi meravigliosi atleti sardi.