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Sardegna Salute

Rischio gas radon in Sardegna: se ne parla in un convegno

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Nuoro, 12 ottobre 2019 – È presente nell’aria, è inodore, incolore e insapore, non è quindi percepibile dai nostri sensi ma è radioattivo: è il radon, un gas  di origine naturale che viene inalato ed in gran parte espirato.

Nel 1988 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS ha classificato il radon, e i suoi prodotti di decadimento, fra le sostanze per le quali vi è la massima evidenza di cancerogenicità per l’uomo.

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Il pericolo maggiore attribuito al gas radon è correlato all’inalazione: inspirato in quantitativi in eccesso e per periodi prolungati, può infatti provocare seri danni alla salute, in particolare ai polmoni. Il gas radon dopo il fumo è  la seconda causa di rischio insorgenza  tumore.

I prodotti di decadimento del radon, invece, si trovano nel particolato, ovvero quelle minute particelle liquide o solide che fanno parte del pulviscolo atmosferico, che è presente negli ambienti chiusi, specie quelli a diretto contatto con il suolo, come garage, scantinati, taverne e cantine.

Il radon può essere sprigionato anche attraverso pavimentazioni e pareti a contatto con il suolo, da fratture e fessure, tubature e canalizzazioni non ben sigillate.

Il terreno e le rocce sono la fonte principale da cui questo gas viene sprigionato, tuttavia, nelle abitazioni questo può essere misurato anche ai piani più alti.

 La Regione Sardegna, nel Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018 (PRP), aveva inserito l’azione di “Promozione di buone pratiche in materia di sostenibilità ed ecocompatibilità nella costruzione/ristrutturazione di edifici per il miglioramento della qualità dell’aria indoor”.

In seguito  all’indagine portata avanti per individuare le zone della Sardegna con maggiore  concentrazione di radon era stata realizzata la mappa delle aree rischio.

L’ARPAS aveva individuato quali aree a rischio, per probabilità di superamento del valore di concentrazione di 300 Bq/m3, ben 49 Comuni della Sardegna:  Aggius, Aglientu, Alà dei Sardi, Arzachena, Atzara, Austis, Belvì, Berchidda, Bortigiadas, Buddusò, Calangianus, Cheremule, Desulo, Elini, Fonni, Gavoi, Girasole, Ilbono, Lanusei, Loceri, Lodine, Luogosanto, Luras, Mamoiada, Monti, Neoneli, Nughedu Santa Vittoria, Ollolai, Olzai, Orgosolo, Osidda, Ovodda, Padru, San Teodoro, Santa Teresa Gallura, Sant’Antonio di Gallura, Sorgono, Talana, Telti, Tempio Pausania, Teti, Tiana, Tonara, Torpè, Tortolì, Triei, Trinità d’Agultu e Vignola, Urzulei, Villagrande Strisaili.

La suddetta mappa era stata allegata alla delibera G. R. n. 7/49 del 12 febbraio 2019  Azione P-8.2.4 del Programma P-8.2 del Piano Regionale.

Con quest’ultima la Regione Sardegna aveva anche dato  mandato all’ATS Sardegna, Azienda sanitaria della Salute,  di porre in essere quanto prima tutte quelle azioni necessarie per attivare un apposito “Piano di Comunicazione” per informare la popolazione e le istituzioni in merito al rischio radon e le ricadute sulla salute.

Inoltre nella delibera veniva chiesto di dare “Indicazioni e informazioni per la corretta bonifica degli edifici pubblici e privati e la costruzione dei nuovi edifici”, per le quali un valido strumento è costituito dagli indirizzi adottati con Delib.G.R. n. 5/31 del 29.1.2019

Con queste premesse lunedì 21 ottobre 2019, dalle ore 9:00, presso l’Auditorium Biblioteca S. Satta, in Piazza Asproni n. 8 a Nuoro, si svolgerà il convegno regionale “Abitare sostenibile e rischio radon”. 

L’obiettivo è quello di illustrare le buone pratiche da adottare per miglioramento della qualità dell’aria all’interno degli ambienti confinati e le azioni di prevenzione e risanamento per la riduzione delle concentrazioni degli inquinanti dell’aria indoor, con particolare attenzione al gas radon.

Nell’ambito del convegno verranno resi noti gli “Indirizzi in materia di sostenibilità ed eco-compatibilità nella costruzione/ristrutturazione di edifici, al fine di migliorare la qualità dell’aria indoor anche in relazione al rischio radon, per orientare i regolamenti edilizi in chiave eco-compatibile” (adottati con la DGR n. 5/31 del 29.01.2019), elaborati da un apposito Gruppo di Lavoro intersettoriale comprendente i rappresentanti degli Assessorati Regionali della Sanità, della Difesa dell’Ambiente, dell’Urbanistica, dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASSL dell’ATS Sardegna, dell’ARPAS, dell’ANCI, degli Ordini Professionali degli Architetti, degli Ingegneri, dei Geologi e dell’Università degli Studi di Cagliari  in attuazione dell’Azione P-8.2.4 del Piano Regionale di Prevenzione 2014-2019.

Tra i temi centrali dell’incontro saranno affrontati gli aspetti sanitari correlati ai principali inquinanti presenti nell’aria interna agli edifici ad uso abitativo o adibiti a permanenza della popolazione.

Comprendere e controllare gli inquinanti più comuni è fondamentale per ridurre il rischio di effetti sulla salute.

Nell’ambito del convegno saranno inoltre presentati i risultati del Progetto “Classificazione del territorio regionale con individuazione delle aree a rischio radon”, attuato dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna (attraverso apposita convenzione con l’ATS su finanziamento regionale), mediante il quale la Giunta regionale, con Deliberazione n. 7/49 del 12.02.2019, ha proceduto alla classificazione del territorio regionale con individuazione delle aree a rischio radon.

Saranno inoltre illustrate le indicazioni tecniche per orientare i regolamenti edilizi regionali in chiave eco-compatibile e le principali misure di prevenzione e risanamento per la riduzione della concentrazione del radon indoor.

Infine, gli esperti dell’IFC-CNR di Pisa illustreranno i risultati preliminari della valutazione dell’impatto sulla salute dell’esposizione al radon della popolazione della Sardegna e le strategie di comunicazione e di coinvolgimento dei portatori di interesse nella gestione del rischio radon.

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