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Parco Nazionale La Maddalena, gioiello naturale del nostro territorio: ecco i progetti in corso

L'Ente Parco si dedica assiduamente a realizzare attività di salvaguardia e tutela dell'ambiente e della sua biodiversità

Parco Nazionale La Maddalena, gioiello naturale del nostro territorio: ecco i progetti in corso
Parco Nazionale La Maddalena, gioiello naturale del nostro territorio: ecco i progetti in corso
Camilla Pisani

Pubblicato il 18 maggio 2021 alle 06:00

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La Maddalena. Il Parco dell'Arcipelago di La Maddalena è il primo Parco Nazionale della Sardegna: vero gioiello del nostro territorio, é anche un sito di interesse comunitario (SIC) ed è contraddistinto dalla presenza di oltre 700 specie vegetali di cui più di 50 endemiche e numerose specie animali di importanza conservazionistica ed endemiche (rettili, anfibi, insetti e aracnidi). L’arcipelago è di importanza globale per alcune specie di uccelli marini nidificanti, come il gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii), unica specie di gabbiano endemica del Mediterraneo, la berta maggiore mediterranea (Calonectris diomedea) e la sottospecie Mediterranea del marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis desmarestii).

Il Parco Nazionale di La Maddalena insieme alla Riserva naturale delle Bocche di Bonifacio recentemente è diventato parte del Parco Marino internazionale delle Bocche di Bonifacio (PMIBB). L’arcipelago di La Maddalena e lo stretto di Bonifacio sono all’interno del Santuario Internazionale Pelagos per la conservazione dei mammiferi marini, la più grande Area Marina Protetta del Mediterraneo e la prima AMP internazionale di mare aperto al mondo. Il Santuario Pelagos è stato istituito nel 1999 con un accordo tra Francia, Italia e principato di Monaco al fine di proteggere i cetacei in Mediterraneo.

L’Ente Parco, completamente dedita alla salvaguardia del territorio e della natura, ogni anno porta avanti svariati progetti: per quanto riguarda il progetto Clima 2019, il focus è stato posto sulle emissioni di co2, uno dei temi ambientali più urgenti. Gli importi che i paesi dell'Unione Europea incassano, a titolo di risarcimento, dai maggiori produttori di co2, vengono reinvestiti in azioni di contrasto agli effetti del riscaldamento climatico
Queste somme, per decisione del Ministero dell'Ambiente, già dal 2019 vengono assegnate in via prioritaria ai parchi nazionali italiani affinché le reinvestano sui rispettivi territori per ridurre le emissioni stesse, favorire l'adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici, incrementare l'efficienza energetica, incoraggiare il passaggio a modalità di traporto pubblico a basse emissioni
Per l'annualità 2019 l'Ente Parco ha proposto tre schede progettuali riguardanti in particolare l'adattamento ai cambiamenti climatici, l'efficientamento energetico degli edifici pubblici, la mobilità sostenibile attraverso percorsi naturali, materiali a basso impatto e adeguata cartellonistica.

Primo step del progetto sono gli interventi, volti al contenimento dei fenomeni di degrado e di perdita del paesaggio dunale dell’arcipelago, che dovranno garantire una migliore e sostenibile fruizione delle aree  incanalando opportunamente i fruitori su percorsi adeguatamente circoscritti, disincentivando quasi “naturalmente” l’uso indiscriminato degli spazi, che si configurano come ambienti vulnerabili - in quanto esposti a vari rischi, tra cui quello connesso ad un non corretto utilizzo dei luoghi rappresenta uno dei maggiori, che per effetto dei cambiamenti climatici tenderanno ad acuirsi - e di pregio. 

La seconda scheda riguarderà la ristrutturazione e l'efficientamento energetico della sede di via Giulio Cesare.
Gli interventi hanno lo scopo di effettuare un adeguamento e una riqualificazione degli impianti presenti nella sede del parco e  nella sua pertinenza,  finalizzati al contenimento dei consumi energetici e alla riduzione dell'impatto ambientale, anche attraverso l'uso e la valorizzazione di fonti energetiche rinnovabili e l'efficientamento degli impianti di condizionamento e di illuminazione.
Sulla copertura verrà installato un pavimento ceramico fotovoltaico transitabile che unisce in sé l'integrazione architettonica con il concetto di architettura sostenibile.

Il terzo gruppo di interventi riguarda la mobilità sostenibile su La Maddalena e Caprera: senza la creazione di nuove volumetrie verranno realizzati due parcheggi di superficie e un servizio pubblico di sosta per chi si muove in bicicletta, dotato di sistemi di ricarica elettrica. Verrà inoltre realizzato un tratto di pista ciclabile in corrispondenza della diga che collega le due isole maggiori.

Per quanto riguarda il progetto Clima 2020, la proposta si inserisce nell’ambito di un più ampio progetto generale di infrastrutturazione dell’isola di La Maddalena e Caprera con la realizzazione di piste ciclabili che in prospettiva possano garantire la visitabilità di entrambe le isole più grandi dell’arcipelago con la graduale eliminazione del traffico veicolare a motore alimentato a benzina o gasolio. Un primo progetto è già stato proposto dall’ente parco nell’ambito del programma “parchi per il clima” annualità 2019 relativamente all’isola di Caprera. Relativamente all’isola di la maddalena vi è in atto uno studio progettuale generale relativamente a un percorso nell’ambito urbano, articolato per una lunghezza di oltre 7 km tra la parte ovest dell’isola, da punta Tegge, sino al ponte per l’isola di Caprera.

Un secondo step è rappresentato dagli interventi selvicolturali di prevenzione degli incendi boschivi localizzazione dell’intervento isola di Caprera; altri interventi riguarderanno l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare pubblico nella disponibilità dell’Ente Parco nonché degli enti locali rientranti nel territorio del parco, prioritariamente indirizzati agli edifici scolastici pubblici, e realizzazione di impianti di piccola dimensione di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Una delle iniziative più interessanti promosse dall’Ente Parco è quella relativa agli insetti impollinatori, realizzato in collaborazione con altri parchi nazionali. Al fine di avere una solida base di conoscenze sulla popolazione delle api presenti nel territorio del parco, l’ente, nel mese di ottobre 2019, ha sottoscritto una convenzione con l’università di Sassari, rinnovata nel corso del 2020 per ulteriori due anni. All’interno della convezione sono previste diverse attività: elaborazione e gestione del piano di biomonitoraggio; realizzazione di sopraluoghi e avvio del monitoraggio; formazione del personale dell’ente parco. 

Le stazioni di monitoraggio sono dislocate in due aree diverse: una a La Maddalena, in prossimità del centro urbano, quindi un’area che si ritiene più probabile l’incidenza di possibili fonti di inquinamento. La seconda sull’Isola di Caprera, un’area ipotizzata “incontaminata”, utile quindi per avere un confronto.

Altro progetto è SICOMAR plus, che intende contribuire al miglioramento della sicurezza della navigazione nello spazio marittimo transfrontaliero, fortemente minacciato negli ultimi anni dall'aumento del traffico merci, soprattutto merci pericolose, e di passeggeri che attraversano il mediterraneo settentrionale per lavoro e per turismo nautico o crocieristico e si si sviluppa su più piani interrelati: governance, tecnologie per la sicurezza in mare, sistemi integrati di previsione e servizi per la sicurezza.

Obiettivo generale del progetto è promuovere la sicurezza in mare attraverso l’aumento della superficie di mare controllata da strumenti di monitoraggio, la riduzione dell'incertezza dei sistemi di previsione meteomarina e di circolazione marina, attività di formazione e attività dimostrative quali il pilotaggio in aree marine pericolose, la realizzazione di modelli di supporto alle emergenze e di gestione del rischio e di servizi per la sicurezza in mare e la protezione dell'ambiente.

Il parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è già da qualche anno impegnato ad affrontare il fenomeno delle fitopatie – ossia delle malattie delle piante – che hanno colpito molti alberi nell’isola di Caprera. Un’ampia area boschiva di notevole valore naturalistico, popolata da lecci e da un folto sottobosco di specie della macchia mediterranea è infatti interessata da problemi che a lungo termine potrebbero compromettere la sopravvivenza delle piante stesse con una consistente perdita di biodiversità vegetali. Il progetto sul quale stanno lavorando l’ente parco e l’università, si sviluppa attraverso un sistema di aree di saggio in un’area di circa 100 ettari di foresta che ha, tra gli scopi fondamentali, quello di risanare l’area boschiva colpita dai funghi patogeni e arrestare la diffusione dei funghi patogeni, anche ricorrendo all’utilizzo di metodi biologici; caratterizzare i funghi che hanno colpito il leccio e le altre piante dell’isola; acquisire nuove conoscenze di carattere scientifico per prevenire fenomeni simili nel futuro e predisporre linee guida per il monitoraggio fitosanitario dei boschi in ambito mediterraneo.

Isole Amiche del Clima è invece un marchio di qualità ambientale e di promozione territoriale attribuito agli operatori economici che scelgono di adottare le buone pratiche di sostenibilità ambientale, proposte dall’ente parco. l'iniziativa nasce a La Maddalena e ha come area geografica di riferimento tutta la Sardegna, con particolare attenzione al nord Gallura. 
il marchio esalta le azioni intraprese dagli operatori economici nel segno della sostenibilità ambientale, della promozione del patrimonio culturale e della preferenza verso le produzioni locali, con l’ambizione di essere un valore aggiunto nella strategia di business dell’impresa, nell’ambito del mercato turistico globale.

L’Ente Parco dell'Arcipelago di La Maddalena attraverso il progetto IAC finanzia ogni anno iniziative volte a diffondere la cultura della sostenibilità: tra le iniziative del progetto, l’acquisto di stoviglie compostabili destinate in particolare ai chioschi, che utilizzano grandi quantità del piatti e bicchieri usa e getta, per incentivare l’uso di prodotti biodegradabili in alternativa alla plastica; la promozione dell’uso di detergenti professionali biodegradabili, e la campagna “nessuno spreco”, contro lo spreco alimentare, con la consegna agli operatori convenzionati, che operano nel settore della ristorazione, di “doggy bag”, i contenitori per portare a casa quello che non si è finito di consumare al ristorante.

Il Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena aderisce al progetto comunitario Sea Forest Life, che ha come obiettivo quello di svolgere azioni concrete per la conservazione delle praterie di posidonia, mirando alla diminuzione del loro degrado, che procede senza sosta. Verrà inoltre data la possibilità a imprese locali e ai parchi aderenti al progetto di acquistare crediti di carbonio che serviranno a ridurre le loro emissioni gassose, contribuendo così a migliorare i depositi di carbonio generati dai posidonieti. La posidonia oceanica ha la capacità unica di produrre ossigeno e catturare anidride carbonica nelle sue radici: si tratta, quindi, di un ecosistema di vitale importanza per contrastare i cambiamenti climatici. Nonostante sia protetto a livello globale, l'habitat delle praterie di posidonia sta scomparendo soprattutto a causa delle attività antropiche, e si é già perso il 29% delle praterie di posidonia presenti nel mondo.

Per risolvere il problema dell’ancoraggio “selvaggio” delle imbarcazioni all'interno del posidonieto, sarà attuato un piano di gestione degli ormeggi nelle zone critiche: saranno sostituiti gli ormeggi non più funzionanti con modelli sostenibili, per consentire l’attracco anche al di fuori del posidonieto, e saranno effettuate azioni dimostrative di rivegetazione della posidonia, allo scopo di recuperare l’habitat dove questo è in regressione o è scomparso.