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Quindici personaggi in cerca di identificazione in una foto d’epoca

Federico Bardanzellu descrive una foto scattata oltre un secolo fa

Nomasvello Olbia 1085

Nel 1990 la Ilisso Edizioni pubblicò un libro fotografico avente ad oggetto l’Olbia che fu, intitolato: “Da Terranova a Olbia. Storia, memoria, mutazione di un ambiente urbano tra ‘800 e ‘900”, a cura di Marco Navone e Marisa Porcu Gaias. Nel libro, la foto pubblicata con il n. 6 inquadra 15 persone, disposte su due file, di cui 12 adulti (8 maschi e 4 femmine), 2 bambini di sesso maschile e un’adolescente. La didascalia recitava: “famiglia di Luras in visita a Terranova, 1912”.

L’immagine scatena subito la curiosità dei componenti della mia famiglia, olbiese ma di origini luresi. A Olbia, infatti, si stabilì il mio bisnonno lurese, Giorgio Bardanzellu, nel lontano 1876. Da lui discende il mio ramo familiare, compresi coloro che – come il sottoscritto – ora risiedono in “continente”. Inoltre, la foto sembra proprio essere stata scattata nel cortile interno del palazzetto di famiglia di Corso Umberto I 64, dove nacquero i nostri nonni e il cavalier Giorgio morì. L’indagine prese i contorni di una rappresentazione teatrale in più atti.

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Atto primo. Fu mio cugino Achille Bardanzellu, noto Chicco, anche lui bisnipote diretto del capostipite – ad aprire le investigazioni, interrogando la nonna Maria Putzu, allora ottantacinquenne. All’epoca della foto, Maria Putzu aveva sette anni. La guardò e disse: «Il quarto da destra – quello con i capelli bianchi – è proprio mio suocero Giorgio Bardanzellu; io l’ho conosciuto!» L’anziana donna, infatti, quando Giorgio venne meno a causa del diabete, nel lontano 1920, aveva 15 anni.

«Allora – affermò Chicco – la famiglia di Luras in visita a Terranova sono i nostri parenti luresi!» Sottopose la foto a suo padre, nipote di Giorgio ed omonimo del medesimo, il quale guardò meglio i personaggi ripresi e gli sembrò di riconoscere i suoi zii Agostinangelo (sesto da destra) e Giò Santo (quinto da destra), entrambi fratelli. Giorgio jr. aveva conosciuto personalmente i due, essendo vissuti sino a quando egli aveva venti-venticinque anni. Di qui ad affermare che l’uomo anziano con la berritta (settimo da sinistra) fosse Pietro Bardanzellu di Luras, fratello minore di Giorgio sr. e padre di Agostinangelo e Giò Santo, il passo fu breve. Anche Giorgio sr., infatti, era solito portare la berritta, in tarda età, come dimostra un’altra foto più o meno contemporanea che lo ritrae sul balcone di Corso Umberto I. Zio Giorgio jr. si spinse anche oltre, giungendo a riconoscere Domenica, figlia minore di Pietro (sesta da sinistra).

Le conclusioni dello zio furono esposte anni dopo a mio padre Claudio (cugino di Giorgio jr.) che, alla fine del secolo scorso, rivestiva, in qualche modo, il ruolo di “patriarca” di famiglia, essendo il più anziano in vita (Maria Putzu era venuta meno a 92 anni, ai primi del 1998). Mio padre, medico, poté solo confermare che la fisionomia dell’uomo con i capelli bianchi (presunto Giorgio Bardanzellu sr.) poteva veramente essere quella di un uomo ammalato di diabete e che i due uomini robusti parevano proprio Agostinangelo e Giò Santo. Babbo, infatti, aveva conosciuto entrambi sin dal piccolo e aveva anche visitato il primo dei due (Agostinangelo) quando quest’ultimo, intorno al 1952-53, stava ormai per passare a miglior vita.

Atto secondo. Mi metto a investigare in prima persona e mi sorgono subito alcuni dubbi: A) Giò Santo si era sposato un paio d’anni prima della data della foto, e difficilmente si sarebbe recato in visita ai parenti senza condurre con se la novella sposa; la giovane donna alla sua sinistra (terza da destra), infatti, non può essere sua moglie, perché l’uomo che le è dietro (secondo da destra) le sta ponendo una mano sulla spalla e ciò dimostrerebbe un legame tra la donna e quest’ultimo e non con il presunto Giò Santo. B) Escludo anche che la giovane donna quinta a sinistra, nella foto, possa essere Domenichedda Bardanzellu, figlia minore di Pietro. Quest’ultima, infatti, nel 1912 aveva trentatré anni ed aveva già avuto un figlio. La ragazza ripresa nella foto, infatti, sembra aver soltanto una ventina d’anni ( poi si scoprirà che ne aveva soltanto diciassette-diciotto). C) Consulto gli atti dell’archivio storico parrocchiale di Luras ma non riesco a far incrociare, per età e composizione, nessuna delle famiglie Bardanzellu luresi dell’epoca con i cinque personaggi a sinistra nella foto (due adulti e tre ragazzi) che sembrerebbero essere genitori e figli. D) cerco altre foto d’epoca di Agostinangelo Bardanzellu per confrontarne la fisionomia con il sesto personaggio, contando da destra. Agostinangelo, nel 1911 era stato ufficiale postelegrafonico a Trinità d’Agultu. Sfoglio un libro di storia locale, di Mancini-Muntoni_Sini. A pag. 145, c’è una foto titolata “foto di gruppo a Trinità. 1916”. Al centro di essa è ripreso un personaggio in divisa il cui volto sembra identico a quello della foto di Terranova 1912. La corporatura è leggermente meno robusta ma la differenza è giustificata dalle difficoltà dell’anno di guerra. La divisa può essere quella di ufficiale postelegrafonico. L’unica perplessità è la forma delle mani: nei ricordi di famiglia, infatti, Agostinangelo è tramandato come un uomo dalla forza eccezionale che spezzava le noci stringendole tra le dita mentre le mani del personaggio di Trinità d’Agultu sembrano quelle di un impiegato. E) Mio cugino Chicco mi fa avere una foto del suo nonno omonimo (padre di Giorgio jr) insieme a Pasqualino, fratello minore di Agostinangelo e Giò Santo, entrambi in divisa di fanti della Brigata Sassari, al fronte della Grande Guerra. Il volto di Pasqualino (detto “Pascaleddu”) è identico al personaggio con i baffetti all’insù (ottavo sia da destra che da sinistra) al centro della foto di Terranova 1912. Ripreso, stavolta, in prima linea, sembra – giustamente – leggermente più sofferente. F) Ultima perplessità riguarda la donna al centro della foto, che sembra il personaggio principale della scena. La sua posizione, tra i presunti fratelli Agostinangelo, Giò Santo e Pascaleddu, ne farebbe supporre l’identificazione con la loro madre Antonica Pala, ma nessuno degli interrogati l’ha riconosciuta come tale. Da come è vestita – tra l’altro – sembrerebbe una vedova e comunque in lutto. Non mi resta che attendere le ulteriori investigazioni di mio cugino Achille. Comunque, nel 2000 apro il sito “La Saga dei Bardanzellu” e inizio a scrivere il libro omonimo che, quando uscirà, avrà in copertina la foto in questione, con le identificazioni suggeritemi dai miei parenti più anziani.

Atto terzo. Chicco scopre che la foto è stata concessa alla casa editrice Ilisso da un’anziana signora di Olbia che lui conosce benissimo, l’allora ultranonagenaria Minnia (Giovanna Maria) Derosas, vedova del macellaio Paoleddu Spano. La donna – anche lei della classe 1905 – era stata compagna di scuola elementare di Maria Putzu e, ormai quasi centenaria, rappresentava la memoria storica olbiese. Gli va a chiedere lumi.

«Sì, siamo noi! (sic) » Sentenziò l’anziana signora. «La donna al centro della foto è Filippa Pinna, vedova di Giovanni Cabras; c’è pure Paolo (?); tutti di Luras». Mio cugino Chicco rimane perplesso, tanto da non riuscire a chiedere altro alla vegliarda. Rimango perplesso anch’io: chi intendeva con «noi», Minnia Derosas e chi era e quale era Paolo, tra i personaggi ripresi? Un segreto che l’anziana Minnia si portò nella tomba, perché venne a mancare pochi mesi dopo.

Dal discorso dell’anziana Minnia, inoltre, non emerge – o non si capisce – quale fosse la parentela tra i Pinna e i Cabras di Luras, i Derosas di Terranova e i Bardanzellu. Tuttavia so che la madre di Giorgio Bardanzellu sr., cioè la mia trisavola lurese, si chiamava, alla nascita, Quirica Pinna Derosas, essendo figlia di un Pinna e di una Derosas. Suo fratello Giovanni Pinna aveva fatto parte della compagnia barracellare lurese tra il 1850 e il 1852 e tra il 1860 e il 1861 ed era stato vice sindaco di Luras nel 1853. Giovanni Pinna aveva avuto figli e nipoti, viventi all’epoca della foto del 1912. Filippa Pinna, cioè la donna rappresentata al centro della foto, dunque, poteva benissimo essere stata una cugina di Giorgio Bardanzellu senior ed essersi aggregata agli altri Bardanzellu di Luras per fargli visita a Terranova, portandosi appresso tutti i suoi figli.

Atto quarto. Nel 2012 esce un libro fotografico a cura di Sebastiana Munerato in collaborazione con Sebastiano Depperu: “In Luras”, per i tipi di Editoriale Documenta. Con il n. 199 è nuovamente riprodotta la ben nota foto, con la titolazione: “La famiglia Cabras in una foto del 2 febbraio 1913”. Di seguito si citano dieci nomi dei personaggi riprodotti (sei maschi e quattro femmine), senza specificarne l’ordine: Eleonora Pirisinu, Agostina Bardanzellu, Filippa Pinna, Angela Satta, Boreddu, Antonio, Giovanni, Innocenzo, Giovanni e Giovanni Maria Cabras.

A parte l’ordine non specificato, mancano cinque nomi (quattro maschi e una femmina) a completare l’identificazione di tutti i personaggi. Né si riporta il luogo dove sarebbe stata scattata la fotografia. Delle precedenti identificazioni è confermata soltanto Filippa Pinna, mentre dei Bardanzellu si cita soltanto tale Agostina, che non esiste nel nostro albero genealogico. Mi chiedo se non sia un errore di stampa o se, in realtà, indichi Agostino (cioè Agostinangelo) Bardanzellu. Nel libro ci sono anche altre foto, tra le quali una che riprende Giovanni Maria Cabras, identificabile, quindi, con certezza nel primo a destra.

Mi viene in soccorso un altro cugino, Antonio Pala di Luras: «Federico – mi telefona – ho saputo chi è la proprietaria della foto pubblicata sul libro “In Luras”: Maria Giovanna Addis Cabras. Ci ho anche parlato e mi ha detto che puoi telefonarle. E’ lei che conosce i nomi dei personaggi ripresi. Ecco il numero».

Atto quinto. Telefono a Maria Giovanna che mi ascolta con molta comprensione e pazienza. Mi conferma che la fotografia è stata scattata ad Olbia, ma non sa per quale motivo i quindici personaggi vi si siano recati. Ignora il luogo esatto ma gli faccio presente che sembra proprio il cortile del palazzetto di Corso Umberto 64. D’altronde, tra i cinque maschi di cui lei non sa nulla, c’è anche quello identificato dalla nonna di mio cugino Chicco (Maria Putzu) con il mio bisnonno Giorgio Bardanzellu senior la cui presenza, davanti alla macchina fotografica, quindi, non è smentita.

La donna citata nel libro come Agostina Bardanzellu è, in realtà, Agostinanna Bardanzellu di Luras, all’epoca diciottenne e promessa sposa del dottor Antonio Cabras. E’ la quinta a sinistra, nella foto; quella che mio zio Giorgio jr. aveva erroneamente identificato con Domenichedda Bardanzellu, sorella di Agostinangelo e Giò Santo. Antonio Cabras, invece, è il personaggio con i baffetti all’insù (ottavo sia da destra che da sinistra), vicino a Filippa Pinna che era sua madre. Quindi, la mia identificazione di quest’ultimo con Pascaleddu Bardanzellu era errata. Agostinanna Bardanzellu era una delle sorelle del deputato di Luras Giorgio Bardanzellu (l’ennesimo!), nostro lontano parente. Sarebbe morta a soli ventiquattro anni, senza aver avuto figli.

«Filippa Pinna, di Luras – mi spiega Maria Giovanna Addis- era già vedova all’epoca della foto ed ebbe ben cinque figli maschi». Maria Giovanna ne identifica altri due, oltre ad Antonio: Giovanni Maria – il primo a destra, come già avevamo dedotto – e, accanto a lui Giovanni Cabras (secondo da destra). Questi è colui che pone la mano sulla spalla alla donna alla sua sinistra (terza da destra), che era sua moglie Angela Satta. Tra di loro e dietro a Filippa Pinna, ci sarebbero – secondo Giovanna Maria – altri due dei fratelli Cabras; uno di loro si chiamava Salvatore ed era soprannominato Boreddu, ma non sa dirmi quale dei due. L’altro “Giovanni”, citato tra i presenti, nel libro “In Luras” è un errore di trascrizione.

Secondo Maria Giovanna, il personaggio con la berritta (che noi avremmo identificato con Pietro Bardanzellu, fratello del cavalier Giorgio) alle spalle di Agostinanna Bardanzellu e Antonio Cabras, potrebbe essere un certo Innocenzo Cabras, ma non ne è sicura. Infine, confrontando le altre foto in suo possesso, Maria Giovanna avrebbe riconosciuto tale Eleonora Pirisinu di Luras, già vedova all’epoca dello scatto, nella quinta a partire da sinistra. Mentre mi pare evidente che i due personaggi alle spalle di Filippa Pinna non possono che essere suoi figli (e, di conseguenza, sia mio padre che mio zio, identificandoli con Agostinangelo e Giò Santo, si sono sbagliati), ho dei dubbi sull’identificazione della vedova Eleonora Pirisinu. La donna identificata con quest’ultima, infatti, sembra far parte di un gruppetto familiare a parte e cioè i primi cinque personaggi ripresi sul lato sinistro.

In conclusione, ecco quali sarebbero le identificazioni dei personaggi nella foto, partendo da destra: Giovanni Maria Cabras di Luras; suo fratello Giovanni Cabras; Angela Satta moglie di quest’ultimo; Giorgio Bardanzellu abitante in Olbia, Corso Umberto I 64; altri due fratelli di Giovanni e Giovanni Maria, tutti figli di Filippa Cabras, di cui uno chiamato Salvatore Boreddu e l’altro – forse – Paolo (vedi dichiarazioni di Minnia Derosas); Filippa Pinna, vedova Giovanni Cabras e, probabilmente, cugina di Giorgio Bardanzellu di Olbia; suo figlio Antonio Cabras; forse Pietro Bardanzellu, fratello di Giorgio, ma potrebbe anche essere il Paolo Cabras citato da Minnia Derosas; Agostinanna Bardanzellu. Degli ultimi cinque a sinistra, non so fare alcuna ipotesi. Queste identificazioni valgono come “errata-corrige” di quanto da me riportato sul volume “La Saga dei Bardanzellu”, edito da Edizioni del Faro, acquistabile in internet.

Il sesto atto di questa lunga ricerca, quindi, è ancora tutto da scrivere e recitare. Ai lettori di Olbia.it, il compito di dare una mano. Se qualcuno sa darmi altre notizie, ne sarò felice.

©Federico Bardanzellu

 

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