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Politica Locale

Elezioni Olbia: intervista a Enza Tucconi (Upc)

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Olbia, 24 aprile 2016– Mentre la campagna elettorale si fa via via sempre più calda, abbiamo posto qualche domanda ad una delle personalità politiche più battagliere della scorsa amministrazione: il consigliere comunale (Upc) Enza Tucconi, che si ricandida nella lista Upc con Carlo Careddu sindaco.

Enza Tucconi, come mai ha deciso di candidarsi ancora?

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Ho preso questa decisione, dopo una lunga riflessione, perché ritengo di poter dare ancora qualcosa alla città e ai cittadini. Ritengo che si possa ancora migliorare, e nella mia visione politica, migliorare significa operare secondo la massima trasparenza, la massima onestà e secondo le proprie competenze.

Mi ricandido per fare quello che non è stato ancora fatto, per portare avanti quello sguardo “in più” all’amministrazione, per dare un occhio alle sviste che possono esserci durante le decisioni comunali e che in quanto sviste, arrecano danni al bilancio creando debiti. Un esempio fra tutti è quello di piazza Nassirya: se un’opera pubblica viene cominciata e mai finita, se viene finita e non è utilizzabile, non è questo uno spreco di denaro pubblico? Altro esempio che mi piacerebbe poter risolvere è la mancanza cronica di marciapiedi in corso Umberto I: da operatrice turistica ho molto a cuore la questione della fruibilità della città; vorrei puntare sul turismo partendo proprio dalla creazione di infrastrutture più adeguate all’accoglienza di tutti, anche di chi deve fare i conti con problemi fisici.

Parlando della questione turismo, è nell’aria la creazione di una fondazione comunale per la gestione dei beni archeologici. Che ne pensa? 

Ancora una volta rispondo come operatrice turistica e appassionata del settore: la gestione comunale dei beni archeologici è una realtà già esistente in altri comuni italiani. Nella mia visione quindi non è tanto importante chi gestisce, ma come lo fa: è del tutto necessario che nei siti archeologici locali vengano impiegate persone competenti nella materia e che conoscano le lingue, così da evitare, a chi ha pagato per una guida, di doversi arrabattare alla meglio per avere una traduzione.

La mancanza di professionalità non è un bene per il turismo, così come non è un bene non pagare un biglietto d’ingresso: in questo modo il turista non attribuisce valore a quello che visita. Cosa ancora più importante, sulla quale mi sento di insistere, è che qualsiasi gestione venga stabilita -comunale, privata, ecc.-, si provveda a rendere accessibili i luoghi del turismo: non è possibile che moltissime zone d’interesse archeologico siano di fatto impossibili da visitare perché non è previsto un percorso per gli autobus. Bisogna pensare a 360 gradi: protagonisti del turismo in bassa stagione sono spesso gli over 60, magari con problemi di mobilità; perché impedire la fruizione di siti bellissimi solo per mancanza di infrastrutture adeguate?

Dando uno sguardo all’esperienza con la precedente amministrazione, quali sono le impressioni?

Come in tutte le esperienze, ci sono cose che mi sono piaciute, altre meno. In più, l’alluvione ha segnato un freno importante: ma esattamente come i cittadini olbiesi hanno saputo guardare avanti e rialzarsi, lo stesso dobbiamo essere in grado di far noi.

La cifra della mia visione politica, come dicevo, è l’attenzione, l’osservazione costante delle decisioni e delle dinamiche economiche delle quali si decide in amministrazione. Grazie a questa attenzione, ho potuto segnalare un errore nei quadri economici sulle opere idrogeologiche, riguardo al mancato rispetto dello scaglione comunitario; errore che è stato valutato e poi risolto. La trasparenza è per me un punto fondamentale: quando si prendono decisioni su azioni che coinvolgano un dispendio economico, bisogna sempre tenere a mente che stiamo utilizzando i soldi dei cittadini; soldi guadagnati con la fatica, che vanno usati nella maniera più oculata possibile, riducendo al minimo gli sprechi.

Un punto di cui vado particolarmente fiera è quello dell’istituzione del registro delle unioni civili, tanto più importante adesso che si sta lavorando ad una legge a livello nazionale che tuteli le diverse realtà familiari.

“In poche parole, – conclude Tucconi,- parole chiave del mio modo di fare politica, sono e restano accoglienza, sensibilità, osservazione, competenza e trasparenza.”

 

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