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Olbia, concessioni balneari. Forza Italia scrive a Nizzi: “ecco perché la legge è legittima”

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Olbia, 21 marzo 2019 – Continua il botta e risposta tra i balneari, il sindaco di Olbia Settimo Nizzi e Forza Italia.

Questa volta è il partito azzurro a parlare e lo fa con tre personaggi –  i parlamentari Maurizio Gasparri, Deborah Bergamini e Massimo Mallegni -, i quali hanno scritto una lettera.

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La lettera è stata pubblicata dal sito Mondobalneare.it ed è indirizzata direttamente al sindaco Settimo Nizzi.

“Caro sindaco Nizzi, in amicizia ti vogliamo illustrare le ragioni per le quali Forza Italia per i balneari non ti sta suggerendo di adottare atti illegittimi e perché la legge che non vorresti applicare è corretta secondo il nostro diritto costituzionale e quello comunitario. Come è noto la legge 30 dicembre 2018 nr. 145 cd “legge di stabilità” ha stabilito, per le concessioni demaniali marittime e quindi per la balneazione attrezzata italiana, un processo di riforma e, nel contempo, la estensione della durata delle concessioni di quindici anni”, si legge nella missiva pubblicata da Mondobalneare.

“Questa norma è il frutto, incompleto e parziale, di una battaglia che Forza Italia ha intrapreso a difesa non solo di 30.000 imprese italiane ma, anche e soprattutto, di un settore strategico della nostra economia contro la cd direttiva Bolkestein. Sono la nostra Costituzione italiana (art. 42), il Trattato europeo di Lisbona (art. 17) e la Convenzione europea per i diritti dell’uomo (art 1 del Primo protocollo addizionale) che salvaguardano il diritto di proprietà aziendale, che rischia di essere pregiudicato da un’errata applicazione della direttiva Bolkestein stante l’intima connessione fra l’azienda balneare e il suolo dove la stessa viene esercitata (v. sentenza CdS. n 4837 del 30.8.2011”, proseguono.

“È la Corte di giustizia dell’Unione europea (v. la sentenza del 28 gennaio 2016 C-375/14 “Laezza”) che ha chiarito il contrasto con il Trattato europeo di una eventuale cessione a titolo gratuito in favore dello Stato dei beni e attrezzature aziendali alla scadenza della concessione. Così come è stata sempre la Corte di giustizia dell’Unione europea, proprio nella sentenza del 14 luglio 2016, C-458/14 “Promoimpresa” riguardante i balneari, che riconosce la doverosità di una tutela del cd “legittimo affidamento”, legittimamente invocabile dai balneari per l’abrogazione, a seguito del d.l. 30 dicembre 2009 nr. 194, del loro diritto cd di insistenza precedentemente riconosciuto dal Codice della Navigazione (v. punto 56). Del resto è stato il nostro Consiglio di Stato (sentenza nr. 5157 del 3 settembre 2018) che ha recentemente chiarito che persino per la cd Bolkestein (suoi considerando 40 e art. 4) vi è la possibilità di “deroga al principio della gara pubblica in ragione della rilevanza storico-culturale dell’attività esercitata”. Il Consiglio di Stato, in questa sentenza (punto 18), ha chiarito che “il principio di evidenza pubblica è suscettibile di eccezionale deroga […] in presenza di esigenze imperative connesse alla tutela di un interesse generale: […] per un’esigenza stimata in sé superiore, di derogare al principio della gara perché si riferiscono ad interessi prioritari che prevalgono sulle esigenze stesse che sono a base della garanzia di concorrenza””.

Ecco perché i tre parlamentari chiedono al sindaco Nizzi di applicare l’estensione delle concessioni balneari.

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