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Cronaca

Mete d'autunno: Padru, percorsi emozionali tra storia e folklore

Mete d'autunno: Padru, percorsi emozionali  tra  storia e folklore
Mete d'autunno: Padru, percorsi emozionali  tra  storia e folklore
Laura Scarpellini

Pubblicato il 25 ottobre 2020 alle 08:29

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Padru, 25 ottore 2020 - La Gallura con il suo affascinante territorio offre spunti e occasioni sempre nuovi per una visita, e una gita fuori porta. Immergersi nella natura rigogliosa alla scoperta di nuovi paesaggi, o andando alla ricerca delle più suggestive tracce della nostra storia, è sempre un ottimo pretesto per conoscere meglio la nostra Sardegna. Scegliendo Padru come destinazione di una visita di piacere, potremo scoprire cosa ci riserva questo antico paese di origine agropastorale del Monteacuto. La sua posizione tra la Gallura ed il Logudoro lo rende particolarmente interessante, con la fusione delle due culture sarde che qui si incontrano. La natura è la grande protagonista del territorio, tanto da essere il tassello fondamentale dell'economia locale. Curiosa infatti l'origine del nome Padru che a quanto pare potrebbe derivare dal latino pratum, che significa prato. Ciò sarebbe riconducibile ai fertili pascoli del posto, e dal ciclo di semina degli agricoltori locali. Non a caso proprio la terra qui è la protagonista dell'economia. Viti e cereali con l'allevamento ovino e bovino, offrono ottimi prodotti che attirano sempre più turisti, tanto quanto la viticultura e la gastronomia tradizionale. Altra attrattiva molto interessante di Padru è la sua storia. Numerose testimonianze arrivate fino ai giorni nostri raccontano del suo periodo medioevale, del regime feudale, e dei giudicati di Gallura. Padru viene annessa a Buddusò durante il regime sabaudo con il nome Orgheri. Studi recenti dimostrano che questo nome sia stato utilizzato fino alla fine dell'800. Successivamente solo verbalmente e poi anche nelle trascrizioni ufficiali, viene sostituito dal nome Padru. Solo di recente a seguito di un referendum popolare richiesto dai cittadini , Padru si stacca dal comune di Buddusò, divenendo così comune autonomo. Gli amanti della natura qui potranno far visita al Parco Regionale dell'Oasi di Tepilora che pur sorgendo a confine e facente parte del territorio di Bitti, regala una vista mozzafiato. Qui si staglia Sa Contra 'e s'Ifferru ossia la Roccia che conduce all'Inferno. In questo luogo meraviglioso è possibile perdersi con lo sguardo fino a scorgere il massiccio del Gennargentu. La natura a Padru offre numerose occasioni per essere vissuta pinamente. Immergendosi nella fitta vegetazione del territorio, ci i può avventurare attraverso una vecchia mulattiera, alla scoperta del suggestivo Canyon di Cuzzola. Un'antica tratta dei carbonai che offre panorami unici tra le pareti di granito, e corsi d'acqua. Venti chilometri di un percorso affascinante che solca la gola naturale, magnificamente manutentata dagli organismi locali preposti. Altra attrattiva naturalistica, è la presenza del Monte Nieddu. La vetta raggiunge 971 metri di quota con Punta Maggiore, rientrando così nella catena di altopiani che si staglia diagonalmente separando le province settentrionali della Gallura, da quelle centrali di Nuoro e di Oristano. La foresta demaniale nella parte nord orientale dell'Isola con centonove ettari, ricade nella Riserva Naturale di Monte Nieddu. Il centro abitato invece conserva tracce di storia, e il grande fascino delle tradizioni locali. Gli edifici del vecchio e del nuovo municipo sono molto belli da visitare, così come il monumento ai caduti formato da tre grandi blocchi irregolari di granito, in cui emerge la figura di un soldato in guerra. L'elenco dei nomi a memoria dei caduti, riporta alla mente le sofferenze patite durante la guerra anche dalla popolazione locale. Nel cimitero cittadino con le sue cappelle e le tombe monumentali, si ritrovano suggestivi percorsi ricchi di storia, e di fascino antico. Anche i luoghi di culto presenti sul territorio di Padru, meritano sicuramente una visita. L'antica Chiesa di San Michele Arcangelo è divenuta nel corso del tempo la cappella cimiteriale. Risalente all'800 è un tipico esempio di architettura sarda, richiamando le case rurali. Altro luogo di culto da visitare in Padru è la Chiesa parrocchiale, detta Chiesa del Sacro Cuore di Gesù. La cappella è dedicata anche al patrono San Michele Arcangelo, che viene ricordato con una tradizionale festa la seconda domenica di maggio. Anche la Madonna del Rosario, viene qui festeggiata con tre giornate di eventi religiosi e laici. Le forti tradizioni del folklore locale a Padru si manifestano attraverso eventi e ricorrenze popolari, molto coinvolgenti. Qui sono presenti diversi gruppi che si esibiscono in canti e danze non solo nel comune, ma anche durante feste e sagre che si tengono in altre località. Molto attivi sono l'Associazione Giovanile Gruppo Folk Santu Miali Padru, e il Gruppo Folk Sant'Elia di Sa Pedra Bianca. Il Carnevale con la tradizionale Festa di Fave e Lardo, è l'occasione in cui le comunità locali convergono in paese per partecipare sia alla tradizionale cena a base di carne di maiale e di verdure, che alla sempre attesa sfilata dei carri allegorici. A maggio con la Festa patronale di San Michele Arcangelo e della Madonna del Rosario la comunità nuovamente si anima di turisti che accorrono dalle zone limitrofe.La tradizionale religiosa prosegue poi con la Festa di San Giuseppe e l'evento dedicato a Sant'Elia Profeta. Con la Festa di Sant'Antonio da Padova vede il coinvolgimento della Chiesa campestre dove dopo la rituale processione e la messa, viene organizzato un convivio di carne a beneficio di tutti i presenti. Ma Padru rirerva anche degli appuntamenti esenti dalla componente religiosa, che destano comunque grande richiamo: ad agosto si tiene la tanto attesa Festa della Birra, e l'evento dedicato alla musica dal titolo Rock in Padru, che prevede tanta gastronomia e ottima musica live. Gli appassionati di storia e di archeologia potranno dedicarsi alle visite dei resti dei nuraghi che sono stati riportati alla luce recentemente, come quello di Punta su Nurache. I piccoli assembramenti abitativi presenti sul territorio di Padru, hanno dato origine durante i primi decenni del Novecento, al proliferare di tutta una serie di piccoli luoghi di culto e cappelle dal tipico stile del Fascio, formate da due ambienti: uno dedicato al culto del santo prescelto, e l'altro utilizzato per attività collettive che spesso riguardavano l'istruzione. Con i successivi e frequenti restauri dovuti all'usura del tempo e ai materiali deteriorabili, ormai tali costruzioni mostrano ben poco del loro aspetto originario. Imperdibile poi una visita al sito storico di Santu Miali che testimonia la presenza di abitazioni dall'epoca romana, al periodo medioevale. L'area archeologica è rimasta per diversi anni dimenticata sotto strati di sottobosco, fino a quando l'amministrazione comunale di Padru se ne è fatta carico nel 2011. Si tratta di una grande necropoli datata intorno al sesto secolo dopo Cristo, formata da Tombe tardo romane. Essendo state adagiate con il lato più lungo a vista vengono chiamate tombe a ortostati. Questa tipologia è stata rinvenuta in Sardegna solo in questo sito, rendendo la scoperta ancora più affascinante e rara. Ma a Padru infine, troveranno interesse anche gli appassinati delle due ruote. Infatti qui troviamo il Crossodromo Sas Taras, vero e proprio tempio per i bikers più veraci. Quindi Padru con i suoi molteplici punti d'interesse in ogni stagione è in grado di offrire ai suoi visitatori emozioni legate alla natura, la storia, le tradizioni, gli appuntamenti religiosi e i richiami del folklore locale. Una meta adatta a tutta la famiglia, per una destinazione nel cuore della Gallura che ha molto da svelare.