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Il Museo MAN residenza di artisti: dal Regno Unito per raccontare il Carnevale di Barbagia

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L’arte crea ponti ma anche originali contaminazioni. Nuovi sguardi verso cose o situazioni a cui la quotidianità spesso non dà risalto. Sguardi che sembrano nascondersi per il ripetersi consuetudinario. Ma un artista che ha affinato linguaggi e sensibilità riesce a risvegliare, a “trasfigurare” quel mondo e mostrarlo sotto luci differenti, apparentemente diverse, che inducono a nuove interpretazioni, nuove indagini, nuove rivelazioni.

Gli artisti in visita al museo MAN di Nuoro con il Direttore Luigi Fassi
ph. Barbara Pau

In un clima di ricerca, di approfondimenti orientati verso nuovi linguaggi artistici, nel mese di gennaio 2019, sono giunti nell’isola sei giovani artisti e filmmaker selezionati da FLAMIN – acronimo per Film London Artists Moving Image Network – nell’ambito dei progetti di residenza per artisti del Museo MAN e della Fondazione Sardegna Film Commission.

Morostesa 2019

“La Sardegna è terra di ricerca e produzione, luogo magico capace di ispirare il lavoro degli artisti. Quando questi incontrano le nostre comunità, scoprono il patrimonio culturale e paesaggistico dell’isola e organicamente acquisiscono lo spirito di libertà e sacralità che è nel nostro DNA” afferma Nevina Sattadirettrice della Sardegna Film Commission – “Abbiamo rinnovato la collaborazione con il Museo MAN affiancando in autunno l’artista franco-ivoriano François-Xavier Gbré nel viaggio di ricerca sulla distopica relazione tra natura e modernità nell’isola.

Ora, questa residenza induce ben sei nuovi sguardi a sostenere il racconto della tradizione più celebrata e nota, quella del Carnevale di Barbagia, avviando il programma di sperimentazione audiovisiva transmediale al confine fra arti visive e cinema, grazie alla partnership già in corso con la Film Comission di Londra. Creiamo così occasioni di formazione e produzione per il comparto dell’audiovisivo dell’isola e dopo questa prima fase che vede la presenza in Barbagia di artisti internazionali, seguirà un training di specializzazione in UK per un gruppo di video-artisti residenti in Sardegna”.

Luigi Fassi, direttore del Museo MAN, sottolinea l’importanza del “progetto internazionale a lungo termine che rientra nelle intenzioni del MAN per rafforzare il proprio ruolo istituzionale di accompagnamento al lavoro degli artisti. Processi di internazionalizzazione mediante residenzialità e coinvolgimento di artisti, in termini di ricerca e produzione nel territorio regionale, hanno un ruolo crescente nell’attuale attività del MAN e questa partnership è un modello di lavoro esemplare di tale volontà operativa”.

Anche la Film London con Ellis, responsabile della sezione Artists’ Moving Image evidenzia il ruolo di supporto della Sardegna Film Commission e del MAN per questi giovani artisti. Un supporto che li aiuterà a crescere e a maturare a livello professionale, non solo per ciò che concerne l’evoluzione del loro linguaggio artistico, offrendo loro una pluralità di esperienze qui nell’isola.

Ecco le sue parole a proposito della residenzialità e della preziosa collaborazione: “Le residenze artistiche sono spesso pensate come attività solitarie, per questo siamo lieti di riunire tutti e sei gli artisti con cui abbiamo lavorato quest’anno per partecipare a questa opportunità unica generosamente offerta dalla Sardegna Film Commission. La residenza darà loro la possibilità di espandere le proprie reti internazionali, confrontarsi con storie e luoghi sconosciuti e crescere professionalmente grazie alle partnership con la Sardegna Film Commission e il Museo MAN. Come il Regno Unito, la Sardegna è una piccola isola in cui le questioni che affliggono oggi l’Europa sono inevitabilmente presenti: questi artisti sono in una posizione perfetta per decostruire questa narrazione, superare le differenze e immaginare nuovi modi per andare avanti”.

gli artisti ospiti del Museo MAN Courtesy FLAMIN

Graeme Arnfield, Calum Bowden, Rosie Carr, Callum Hill, Onyeka Igwe e Kristina Pulejkova sono i sei giovani residenti. Nel mese di gennaio hanno vissuto i primi riti del Carnevale barbaricino con i suggestivi fuochi di Sant’Antonio a Mamoiada.

Arrivati in Sardegna hanno visitato i territori, le comunità, il MAN, il Museo Etnografico Sardo e l’Archivio di stato di Nuoro. Successivamente hanno partecipato ai vari riti segnati da intensi momenti come la vestizione dei mamuthones e issohadores, maschere tipiche del carnevale barbaricino.

Il 27 febbraio sono ritornati nell’isola una seconda volta. Ora potranno raccogliere suggestioni degli antichi riti propiziatori o di liberazione del Carnevale nelle seguenti comunità di Lula, Gavoi, Ovodda, Orotelli, Ottana, Orani e Bosa. Infine prima della loro partenza, il 16 marzo 2019, verrà allestita una mostra con le loro opere. Un momento di condivisione con l’intera comunità che li ha ospitati.

La Sardegna continua ad esser fonte d’ispirazione con la bellezza dei luoghi e con i suoi antichi rituali. Cogliere le tradizioni con una sensibilità artistica è come se si volesse “vivificarle” nel fluire del tempo e rese eterne contemporanee, fissarle sul fondo dell’anima.

©️LML

Olbia, 03 marzo 2019.

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