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Longevità: ma è proprio vero che la Sardegna è la patria degli ultracentenari?

Quanti centenari ci sono in Gallura?

Longevità: ma è proprio vero che la Sardegna è la patria degli ultracentenari?
Longevità: ma è proprio vero che la Sardegna è la patria degli ultracentenari?
Federico Bardanzellu

Pubblicato il 26 November 2023 alle 18:15

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Perdasdefogu. Si è svolto recentemente a Perdasdefogu il Festival della Longevità. Tre giorni di convegni, seminari, visite guidate e una fiera-mercato. Il paesino dell’Ogliastra, infatti, si vanta di essere entrato nel Guinness dei primati per la longevità dei suoi abitanti. Costoro hanno anche eretto una grossa pietra, in paese, con la scritta: “Perdasdefogu, record mondiale della longevità familiare”. Fatti due conti, infatti, a Perdas vivono 8 centenari su 1778 residenti, cioè il 4,5x1000, ovvero uno ogni 222 persone circa.

Allo smaliziato cronista, tuttavia, tale dato non sembra poi tanto rappresentativo della longevità dei residenti nel paesino. In primis per il ristretto numero della base di calcolo (i 1778 residenti). Soprattutto perché riferita ad un paesino di montagna che, come è noto, è progressivamente abbandonato dalle giovani generazioni. Queste preferiscono andare a lavorare (o studiare) nei centri abitati più grandi e moderni dell’isola: Cagliari/Quartu Sant’Elena, Sassari e Olbia. Mancando i giovani, la percentuale degli anziani si accresce. Almeno secondo le scienze statistiche. Siamo allora andati ad approfondire.

 

In Ogliastra una delle cinque aree con la maggiore concentrazione mondiale di ultacentenari

Effettivamente, Perdasdefogu fa parte di delle cosiddetta “zone blu”, individuate dal demografo belga Michel Poulain e dall'epidemiologo Gianni Pes, che presentano la più alta concentrazione mondiale di centenari. Al pari dell’isola di Okinawa in Giappone, Ikaria nel MareEgeo, la penisola di Nicoya in Costarica e la cittadina di Loma Linda in California. Oltre a Perdasdefogu, la “zona blu” sarda comprende altri centri dell’Ogliastra (Villagrande Strisaili, Arzana, Talana,Baunei, Urzulei, Triei e Ulussai). Si allarga poi nella Barbagia di Ollolai, comprendendoTiana, Ovodda, Ollolai, Gavoi, Fonni, Mamoiada, Orgosolo, Oliena. Per abbracciare anche Seulo e Teulada.

A questo punto il cronista, per evidente interesse personale, lungi dall’aver soddisfatto la propria curiosità, non può che chiedersi: «Ma tale primato di longevità può essere condiviso dall’intera Sardegna ed in particolare dalla Gallura?». Sappiamo bene che ogni sardo risponderebbe senza alcun dubbio in modo affermativo. Chi scrive, tuttavia, è come San Tommaso e vuole acquisire dati incontrovertibili.

Quanti ultracentenari vi sono in Gallura?

Per quanto riguarda la Gallura è lo stesso Gianni Pes a ritenere interessanti i dati di alcuni comuni galluresi, nell’intervista da lui concessa il 30 agosto alla collega Antonella Brianda dell’ANSA, in occasione del Longevity Fest di Porto Cervo. Non tanto per il dato oggettivo, tanto perché il numero di ultracentenari si riscontra in centri abitati non propriamente di montagna e quindi di minor emigrazione giovanile. L’articolo in questione, infatti, cita Arzachena con sei centenari al 1° gennaio 2023, La Maddalena con sei, Aglientu con cinque. Tra Santa Teresa di Gallura e Tempio Pausania se ne conterebbero altri otto.

Se i dati sono questi, però, al cronista-San Tommaso le affermazioni sulla longevità dei galluresi suscitano più di un dubbio. Arzachena, infatti, conta 13348 abitanti, La Maddalena 10604 e Tempio e Santa Teresa, complessivamente, 18234. Fatti due conti, la proporzione tra i centenari e la popolazione complessiva di questi comuni è pari a 1/2225 per Arzachena (0,45x1000), 1/1767 per La Maddalena (0,565x1000) e 1/2279 (0,439x1000) per Tempio e Santa Teresa. In pratica, il numero dei centenari è dieci volte più rarefatto di quello di Perdasdefogu. Solo Aglientu, che conta 1149 abitanti, gli si avvicina, con un centenario su 228 abitanti (4,35x100). Ma anche Aglientu è un paesino appartato e di montagna, dove i giovani preferiscono allontanarsi, con tutte le conseguenze statistiche sopra citate.

 

Cosa ci dicono i dati dell’ISTAT

Per avere una risposta incontroversa sulla longevità in Sardegna – e, possibilmente, con riferimento alla Gallura – siamo andati a spulciare le tabelle dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), sui quali non possono esservi dubbi di sorta.

L’Istat, infatti, pubblica in internet il dato dei centenari in Italia al 1° gennaio 2022, suddiviso per regioni, province e comuni. Ecco allora le risposte che abbiamo ottenuto.

Su una popolazione complessiva di 58.850.717 abitanti, in Italia vi sono ben 21.872 ultracentenari (alla data predetta), suddivisi tra 3725 maschi e 18.142 femmine. La proporzione è di un/una centenario/a su 2691 abitanti, cioè lo 0,037x1000.

La Sardegna, con 677 ultracentenari complessivi (160 maschi e 517 femmine) ne ha proporzionalmente di più: un/una centenario/a su 2326 abitanti, cioè lo 0,043x1000. Ma, tra le regioni italiane, si posiziona solo decimo posto, esattamente al centro classifica. Hanno in proporzione più ultracentenari il Molise (uno su 1666 abitanti), la Liguria (uno ogni 1721 abitanti) e il Friuli Venezia Giulia (uno ogni 1829 abitanti). Segue l’Abruzzo con un/una centenario/a ogni 2032 abitanti.

Va detto che tre delle prime quattro regioni in graduatoria, come la Barbagia e, sostanzialmente, anche l’Ogliastra, sono particolarmente montane. La Liguria, poi, vanta la più bassa natalità d’Italia e tale circostanza può aver contribuito alla formazione del suo dato percentuale.

 

Non crediamo che la longevità dipenda dalla genetica

L’ISTAT, come detto, fornisce anche i dati relativi alle province. Purtroppo, però, dall’ultima rilevazione il numero delle province sarde è aumentato e ancora non vi sono dati per la provincia Gallura e per l’Ogliastra. Tuttavia, per le due ex-province di Nuoro e Sud Sardegna, dove era compresa la zona blu individuata da Pes e Poulain, la concentrazione di ultracentenari appare effettivamente notevole.

Nuoro e Sud Sardegna, infatti, si collocano a ridosso delle prime 3 regioni italiane, rispettivamente con un/a centenario/a su 1870 abitanti (Nuoro) e uno su 1986 (Sud Sardegna). Chiaramente il più alto dato della “zona blu” è diluito in quello più basso del resto della provincia di riferimento. Buono anche il dato della provincia di Oristano che si colloca appena a ridosso dell’Abruzzo, con un centenario ogni 2055 abitanti.

Cagliari e Sassari si posizionano a cavallo del dato medio dell’intera Italia ma sensibilmente al di sotto di quello medio dell’isola. Si fa presente che sono le due province più popolose e che il dato di Sassari comprende anche quello della Gallura. Inoltre, sono le due province che attraggono maggiormente i giovani, facendo scendere il dato percentuale degli “anziani”.

Dopo questa valanga di dati, le conclusioni. Non possono esservi dubbi che, nella “zona blu” dell’Ogliastra, la concentrazione di centenari è sicuramente straordinaria. In Gallura e nel resto dell’isola, purtroppo, il dato è deludente.

Personalmente, non crediamo che ci siano fattori genetici che favoriscano la longevità. Diversamente, gli abitanti dell’Ogliastra e della Barbagia di Ollolai dovrebbero essere in possesso di fattori genetici differenti dai galluresi o dal resto dell’isola. E ciò non ci risulta.

Inoltre, a livello nazionale, i molisani, i liguri e i friulani dovrebbero essere geneticamente più predisposti alla longevità rispetto al resto degli italiani, isole comprese. Il ché, sinceramente, ci sembra improbabile.