Friday, 17 July 2026

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Cala Finanza: richiesto l'ampliamento di un campo boe

In attesa dell'esito dei ricorsi al TAR, l'attenzione non cala

Cala Finanza: richiesto l'ampliamento di un campo boe
Cala Finanza: richiesto l'ampliamento di un campo boe
Angela Galiberti

Pubblicato il 17 July 2026 alle 07:00

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Olbia. L'indignazione corre molto velocemente, ma difficilmente si ferma per leggere gli atti. Basta uno screenshot, una foto senza didascalia e localizzazione o un video pieno di trigger per scatenare vere e proprie ondate di sdegno. Il tema più caldo, a un mese di distanza dalla viralità nazionale, continua a essere Cala Finanza. L'autorizzazione Zes per il gampling è stata ritirata e sono pendenti dei ricorsi al TAR, ma l'attenzione non è scemata. In loco è ancora presente un presidio, mentre il 19/07 è previsto un altro corteo di protesta. Ebbene, la vicenda si è arricchita di un nuovo capitolo: il "famigerato" campo boe.

Il procedimento per il campo boe

In realtà, non siamo di fronte a un nuovo capitolo, ma parliamo di un procedimento iniziato a maggio 2026. Procedimenti, questi per le concessioni demaniali, che non sono poi così segreti: al contrario della Zes, qua la trasparenza amministrativa esiste o, per lo meno, si può seguire un iter amministrativo senza doversi lanciare in un'improba caccia al tesoro. Il procedimento, iniziato a maggio, ha visto una prima fase che si è svolta in modalità asincrona: significa che gli enti preposti, alla spicciolata, devono rilasciare un parere scritto entro una certa data. La richiesta è stata fatta dalla società Tavolara Bay e riguarda una traslazione e un ampliamento di una concessione demaniale a mare già esistente almeno dal 2023.

Nello specifico, sono stati coinvolti una marea di enti: il Comune di Loiri Porto San Paolo (ufficio urbanistica ed edilizia privata), l'Ufficio delle Dogane di Sassari, il servizio Genio Civile della Regione Sardegna, la provincia del Nord-Est Sardegna (ufficio provinciale servizio tutela delle acque), il Servizio territoriale demanio e patrimonio della RAS, la Capitaneria di Porto di Olbia. Tutti questi enti sono stati protagonisti di un "endoprocedimento": verifica delle concessioni demaniali, verifiche tecniche, verifiche sulla posa di materiale e così via. A giugno, sono state richieste integrazioni dei documenti che sono arrivate nel giro di una decina di giorni. La conferenza di servizi svoltasi in modalità asincrona ha incassato i pareri favorevoli con prescrizioni della Capitaneria di Porto e della Regione Sardegna (servizio Genio Civile) e il parere contrario superabile della Provincia del Nord-Est Sardegna. 

Proprio per la presenza del parere contrario superabile, è stata indetta una conferenza di servizi in modalità sincrona telematica che si svolgerà il prossimo 20 luglio alle ore 10. Salvo ulteriori modifiche o aggiornamenti, solo dopo quella data si saprà se la traslazione e l'ampliamento della concessione esistente verranno permesse.

Le preoccupazioni della cittadinanza

La vicenda del campo boe ha destato preoccupazione per via dei cosiddetti "Fasano Yacht", cioè della flotta di Seadeck Azimut a servizio di Fasano al Mare recentemente acquistata. Da quel che si legge sul sito ufficiale, la flotta complessiva è composta da 10 yacht e viene usata come una sorta di hotel galleggiante.

Molti cittadini hanno espresso la loro preoccupazione sui social per il traffico nautico nell'area marina protetta sulla quale Cala Finanza si affaccia. Un problema, questo, che non nasce con questi natanti e che non coinvolge solo Tavolara. Nel 2025, dal primo luglio al 23 luglio, sono stati conteggiati davanti alle coste galluresi ben 1.358 yacht oltre i 24 metri di lunghezza. Nel 2024, nei mesi da giugno a settembre, ne sono stati conteggiati 4.619. Le aree più frequentate sono state la Costa Smeralda, La Maddalena (che è parco nazionale), Porto Rotondo. A questi numeri bisognerebbe aggiungere anche le imbarcazioni sotto i 24 metri per avere una reale panoramica del traffico nautico estivo in Gallura. Sarebbe, inoltre, interessante conoscere l'impatto ambientale di tutto questo movimento che, a conti fatti, non riguarda in modo esclusivo le acque di Tavolara. In parole povere: anche se i 10 yacht di Fasano non esistessero, il problema "traffico marittimo" esisterebbe lo stesso.

Le altre questioni aperte

Come detto in apertura, al di là delle facili indignazioni da social, l'attenzione sulla vicenda Cala Finanza rimane alta. Sono ancora pendenti dei ricorsi al Tar, ma è molto attivo anche il Gruppo di Intervento Giuridico che ha recentemente inoltrato un esposto alla Procura di Tempio Pausania, alla Forestale e ai Carabinieri per la verifica dei lavori fatti (l'associazione si riferisce, in particolare, al taglio della vegetazione).