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Cittadinanza italiana a Calangianus: il giuramento con il sindaco Albieri

Una giornata all'insegna dell'integrazione e dei valori comunitari nel cuore della Gallura

Cittadinanza italiana a Calangianus: il giuramento con il sindaco Albieri
Cittadinanza italiana a Calangianus: il giuramento con il sindaco Albieri
Laura Scarpellini

Pubblicato il 15 July 2026 alle 17:00

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Calangianus.  Il sindaco di Calangianus, Fabio Albieri, ha presieduto il momento solenne in cui Aiwot Tadele Alemu in Graffi, originaria di Addis Abeba in Etiopia, ha prestato giuramento diventando ufficialmente cittadina italiana. A nome dell'intera amministrazione comunale e della comunità locale, il primo cittadino ha espresso le più sincere congratulazioni, formulando i migliori auguri per un futuro ricco di soddisfazioni e nuove opportunità.

L'evento assume un valore particolarmente profondo e simbolico. In un contesto globale segnato da conflitti quotidiani che stanno rischiando di anestetizzare l'opinione pubblica di fronte al dramma delle vittime, la comunità di Calangianus risponde con un autentico inno alla cultura multirazziale. La cerimonia che si è tenuta nella mattinata del 15 luglio presso gli uffici amministrativi di Calangianus, conferma ancora una volta la splendida e naturale vocazione all'accoglienza del popolo sardo, capace di abbracciare e integrare nuove storie nel segno dei diritti e della condivisione. Parlare di inclusione in Gallura significa osservare un territorio che storicamente ha saputo coniugare la propria forte identità culturale con una spiccata vocazione all'ospitalità. Centri come Calangianus e i comuni del nord della Sardegna rappresentano spesso laboratori spontanei di coesistenza civile, dove il tessuto sociale si alimenta dell'incontro tra la comunità autoctona e i nuovi cittadini provenienti da diverse parti del mondo.

Abbiamo raggiunto il Sindaco Albieri che  ha così commentato:"Il giuramento di Aiwot Tadele Alemu e il suo coronamento con la cittadinanza italiana non rappresentano soltanto un formale passaggio burocratico, ma un momento di vera festa e profondo orgoglio per tutta la nostra comunità di Calangianus. ​La Gallura è storicamente una terra di accoglienza, dove il rispetto reciproco e la solidarietà sono pilastri fondanti del vivere comune. Vedere un nostro concittadino compiere questo passo significa arricchire il nostro tessuto sociale e confermare quei valori comunitari di apertura e inclusione che da sempre ci caratterizzano. ​Ad Aiwot vanno i miei più calorosi auguri e quelli di tutta l'amministrazione comunale: la sua storia è la dimostrazione che l'integrazione reale è possibile quando si cammina insieme, condividendo doveri, diritti e, soprattutto, il senso di appartenenza a una stessa grande famiglia."

I dati regionali e le dinamiche locali evidenziano come l'integrazione non si limiti alla burocrazia o ai momenti formali, come la concessione della cittadinanza, ma si radichi nella quotidianità lavorativa, scolastica e associativa. In un'area geografica e produttiva dinamica come la Gallura,  tradizionalmente legata a comparti trainanti come il sughero, l'agricoltura, l'artigianato e il turismo, l'apporto delle comunità straniere si è integrato stabilmente nel tessuto economico.Tuttavia, le sfide aperte riguardano la capacità di trasformare l'accoglienza in un percorso strutturato di partecipazione attiva. Le amministrazioni locali e le reti di volontariato svolgono un ruolo cruciale nel prevenire la marginalizzazione, puntando su strumenti fondamentali. Ecco quindi che la dimensione dei piccoli centri favorisce una conoscenza diretta delle persone, riducendo le distanze culturali e facilitando la nascita di legami comunitari autentici. Così come l'accesso paritario all'istruzione, ai servizi socio-sanitari e ai percorsi di inserimento lavorativo rappresenta il vero discrimine per un'inclusione che sia reale e duratura. Da non dimenticare poi che le cerimonie di giuramento e conferimento della cittadinanza, come quella celebrata a Calangianus, non costituiscono soltanto atti amministrativi, ma momenti pubblici di riconoscimento collettivo che ridefiniscono l'identità stessa della comunità gallurese in chiave plurale e aperta al futuro.