Thursday, 16 July 2026
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Pubblicato il 16 July 2026 alle 07:00
Olbia. C’è una misura esatta nelle cose che durano, una cifra stilistica che rifugia il clamore per farsi sostanza. Nel panorama culturale della Gallura e dell’intera Sardegna, il nome del Maestro Giovanni Budroni appartiene a questa rara categoria di presenze necessarie.
Sassofonista, didatta, vocal coach e memoria viva di un'Isola che suona, Budroni incarna una figura d'altri tempi e di assoluta modernità: il musicista artigiano, votato alla bellezza del dettaglio e alla generosità del passaggio di consegne.La sua è una biografia scritta sulla carta pentagrammata fin dalla prima infanzia, quando a soli sette anni ha varcato la soglia della storica Banda Musicale "Felicino Mibelli" di Olbia. Quel legame originario, celebrato nel segno di un sodalizio che ha superato la soglia dei 60 anni, è diventato il pilastro di un'etica professionale che non ha mai smesso di nutrirsi di radici. Dalla disciplina della banda alla raffinatezza jazz e bossa nova dei Bud Brothers, la band fondata insieme al fratello Gian Tore e completata da Sergio Piredda, Fabrizio Pintus, Francesco Pirina e Alessia Zuddas, il passo è scandito da una coerenza sonora che ogni estate sa incantare le platee più esigenti della Costa Smeralda. Ma la cifra più intima del Maestro risiede nella sua vocazione pedagogica e di talent scout. Dalla prima scuola di canto aperta nel 1979 fino al consolidato e instancabile impegno con il format "Andiamo a Sanremo" che anche quest'anno vedrà tappe cruciali come l'appuntamento di inizio agosto a Golfo Aranci, Budroni continua a offrire ai giovani un passaporto per il futuro. Non semplici selezioni, ma un'officina di orientamento tecnico-professionale e di alta formazione che inquina il talento di competenza e rigore. Tra i caldi palcoscenici estivi, da Porto Rotondo a Badesi, fino ai prestigiosi appuntamenti settembrini all'Hotel Cala di Volpe, la musica di Giovanni Budroni rimane il manifesto di un'arte che non si esaurisce nell'esecuzione, ma si compie nella crescita altrui.
foto: versione acustica della Bud Brothers
Abbiamo avuto modo di incotrare il Maestro Giovanni Budroni, tra una sessione di canto e l'altra, e come sempre ci ha accolto con la sua personalità loquoace e brillante.
Dal 1979 a oggi, la sua scuola e la sua guida hanno visto passare generazioni di allievi. Qual è il segreto per custodire intatta la passione nell'insegnamento e cosa cerca, prima di ogni altra cosa, nella voce o nel fraseggio di un giovane che si affida a lei?
"Dal 1979 a oggi, il segreto per custodire intatta la passione risiede nel non smettere mai di mettersi in gioco e di alimentarsi dell'energia dei ragazzi. Prima di ogni altra cosa, nella voce o nel fraseggio di un giovane cerco l'onestà emotiva, quell'autenticità che nessun artificio tecnico potrà mai sostituire. La vera grandezza della musica classica, da Bach a Mozart, da Beethoven a Einaudi e Verdi, mi ha insegnato moltissimo, ma vedo che oggi i ragazzi purtroppo non riescono a riconoscere la grandezza di questa musica, preferendo un consumo rapido e transitorio".
Viviamo in un'epoca di frammentazione e di consumo rapido dell'arte. Che visione ha della musica in rapporto ai ragazzi d'oggi e come reagiscono di fronte alla richiesta di un impegno tecnico ed emotivo profondo
"Il panorama della musica è cambiato totalmente: oggi è molto più facile suonare, ma è anche più difficile emergere con profondità perché, se da un lato ci sono più possibilità e talenti, dall'altro la musica odierna è spesso musica da consumo. Molti di questi brani tra un anno o due anni probabilmente non li ricorderemo più, mentre continuiamo a ricordare la vera musica, quella seria, con la M maiuscola. Molti giovani oggi hanno enormi competenze, ma mancano di quel rigore tecnico-musicale che un tempo ti dava il Conservatorio. Nonostante tutto, ci sono ragazzi straordinari che ci credono davvero, come mio figlio Kedryeo che studia al SAE Institute di Milano".
Con i Bud Brothers e il suo sassofono attraversa il jazz, la bossa nova e la lounge con una cifra inconfondibile, specialmente nelle suggestive notti della Costa Smeralda. In che modo l’attività live alimenta e rinnova il suo essere docente e uomo di musica?
"Il musicista sul palco è un'altra cosa rispetto alla didattica: sul palco sei quello che rabbrividisce nel fare un assolo, nel seguire un solo di chitarra o un altro elemento della band. Il palco per me è la vita, anche se so che, non essendo più un ragazzino, determinate cose non le posso più fare. Sto continuando a lavorare negli hotel della Costa Smeralda e nelle serate della Costa Smeralda, con impegni fitti fino al 20 di settembre; l'ultimo appuntamento sarà proprio il giorno 20 nel vecchio pianobar dell'Hotel Cala di Volpe, suonando musica internazionale, blues, swing e musica di qualità. Per quanto riguarda la mia band, i Bud Brothers, prendo ragazzi che sanno fare tutti i generi musicali".
Guardando al panorama discografico e culturale odierno rispetto agli anni dei suoi esordi e della fondazione della prima scuola, come vede il mondo della musica oggi a confronto con il passato, e cosa si è guadagnato o perduto lungo questo cammino?
"A livello di passione, l'insegnamento non è cambiato niente; anzi, oggi sono molti di più i ragazzi che si dedicano alla musica, soprattutto ai live. C'è più possibilità e ogni ragazzino oggi ha un suo piccolo studio di registrazione a casa. Tuttavia, la qualità della musica è decisamente scesa, basta ascoltare i suoni che oggi si sentono in alcune registrazioni o in brani anche di successo, che sono completamente diversi rispetto a un tempo. Non ci sono più le canzoni di una volta; l'Italia era portatrice sana di melodia nel mondo, e oggi purtroppo questa melodia l'abbiamo un po' abbandonata. I giovani lavorano sodo, ma in pochissimi sono veramente vicini allo studio profondo della musica, tanto è vero che in pochissimi suonano il nostro strumento musicale e io li chiamo spesso 'figli del karaoke'. Per me la scuola è stata una cosa importantissima, i 43 anni nella scuola media e all'indirizzo musicale mi hanno dato una formazione fondamentale, e anche se la scuola media mi è servita tantissimo, continuo a vivere il palco con la stessa dedizione di sempre".
14 July 2026
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