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Aurelia Nurra incanta la Biennale Milano: il trionfo dello sguardo olbiese

L’artista celebrata dal critico Salvo Nugnes si racconta

Aurelia Nurra incanta la Biennale Milano: il trionfo dello sguardo olbiese
Aurelia Nurra incanta la Biennale Milano: il trionfo dello sguardo olbiese
Laura Scarpellini

Pubblicato il 27 March 2026 alle 07:00

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Olbia. Si è appena concluso con un riscontro di critica e pubblico di eccezionale rilievo l'appuntamento alla Biennale Milano ArtExpo per Aurelia Nurra. L'artista olbiese, reduce dalle prestigiose sale di Palazzo Stampa di Soncino, ha portato il nome della Gallura nel cuore pulsante dell'arte contemporanea internazionale, confermandosi una delle voci più autentiche del panorama isolano.

A volere fortemente la sua presenza è stato il noto critico d'arte Salvo Nugnes, figura di riferimento del settore, che ha individuato nel segno della Nurra quella rara capacità di fondere forza ancestrale e delicatezza introspettiva. Un traguardo che segna una tappa fondamentale nel percorso dell'artista, capace di tradurre il silenzio dell'anima in materia vibrante.

Aurelia, i suoi volti, sospesi tra luce e ombra, sembrano raccontare silenzi interiori più che semplici espressioni. Come nasce un suo soggetto: è un processo istintivo o c'è una lunga elaborazione prima di mettere mano alla tela?

"I miei soggetti nascono d’istinto. Non c’è uno studio a tavolino; è qualcosa di quasi "animalesco" riferito alla forza che mi preme da dentro. È una passione forte, un amore viscerale che sento scoppiare all'improvviso: un’immagine mi appare nella mente, la elaboro e sento il bisogno immediato di realizzarla, che sia dipinta su tela o tavola, o plasmata in un blocco d’argilla".

La Biennale Milano ArtExpo è un palcoscenico internazionale di grande prestigio. Cosa ha significato per te portare la tua opera in un contesto così autorevole dopo l'invito personale ricevuto da Salvo Nugnes?

"Poter esporre in luoghi di tale importanza ha un valore immenso. Una vetrina come Milano mi rende orgogliosa della strada che sto percorrendo, in cui credo fortemente e per cui ringrazio Dio ogni giorno. La vita di un artista non è facile, servono costanza, caparbietà e determinazione. Bisogna credere follemente nei propri sogni affinché si realizzino, e io ci credo con tutta la mia anima. Essere stata invitata dal critico Salvo Nugnes è stato un onore che mi ha profondamente emozionata".

Il tuo segno viene spesso definito "deciso e al tempo stesso delicato". Come riesci a tenere in equilibrio queste due anime e quanto questo riflette il tuo carattere e il tuo percorso umano?

"Quel segno talvolta più marcato e istintivo, talvolta più ricercato e ponderato, fa parte della mia essenza. Si riflette nelle mie opere attraverso pennellate realistiche o gesti di getto, meno "apparentemente ragionanti". È il riflesso della mia anima che si manifesta sia nella pittura che nella scultura: sono io, nella mia interezza, che fluisce direttamente nel lavoro finito".