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Giorgio Barone: un olbiese a Dubai tra piatti stellati, calciatori e guerra

Giorgio Barone, lo chef di Lo chef di CR7 racconta la città ai tempi del conflitto

Giorgio Barone: un olbiese a Dubai tra piatti stellati, calciatori e guerra
Giorgio Barone: un olbiese a Dubai tra piatti stellati, calciatori e guerra
Laura Scarpellini

Pubblicato il 26 March 2026 alle 07:00

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Olbia/ Dubai A prima vista, l’universo dei massimi campioni del calcio mondiale e lo scenario di una crisi geopolitica non potrebbero essere più distanti. Eppure esiste un filo conduttore sottile, elegante e profondamente professionale che unisce questi due mondi:  è Giorgio Barone.

L'olbiese Barone non è un semplice chef ma un vero e proprio ingegnere della nutrizione, un artigiano del benessere che ha trasformato l’alimentazione sportiva in un’arte d’élite. Noto come "lo chef dei calciatori", ha curato la forma fisica di icone come Cristiano Ronaldo, Gianluigi Buffon, Theo Hernandez e Alvaro Morata. La sua cucina è considerata ormai un tempio di ingredienti biologici e protocolli rigorosi, dall'uso dell'olio di cocco per il metabolismo, all'iconico tiramisù vegano,  è oggi approdata a Dubai, in un momento in cui la città sta affrontando la sua prova più dura.

Abbiamo raggiunto lo chef a Dubai, raccogliendo la testimonianza di Barone direttamente dal cuore degli Emirati, dove il prestigio del lavoro si scontra con la cronaca di un conflitto che sta riscrivendo le regole del Golfo.

Foto  Giorgio Barone con Theo Hernandez 

Chef Barone, l’atmosfera a Dubai in questi giorni è carica di incertezza. Si percepisce la tensione geopolitica nella vita quotidiana o la città mantiene il suo ritmo frenetico?

"Le persone che vivono e lavorano qui sono tendenzialmente tranquille. C’è una calma operativa, anche se, naturalmente, il ritmo generale è cambiato: la percezione è quella di una città che si è svuotata rispetto ai consueti standard di affluenza".

Il clima di instabilità regionale sta influenzando il business e le relazioni imprenditoriali, o il sistema locale dimostra una resilienza superiore alle aspettative esterne?

"Il lavoro prosegue senza paura. Certamente i settori che risentono maggiormente della situazione sono quello alberghiero e della ristorazione, complice anche quello che definirei un certo "terrorismo giornalistico" fatto in questi giorni. Tuttavia, parlando con amici che operano nel real estate, vedo che le case si vendono e si visitano regolarmente. La città ha dimostrato di essere sicura, paradossalmente molto più di alcune realtà metropolitane italiane".

Lei conosce bene sia la realtà sarda che quella emiratina. Cosa la colpisce di più del modo in cui questa parte del mondo affronta l'incertezza, guardandola con gli occhi di un olbiese?

"Per me la Sardegna è, e resterà sempre, il miglior posto al mondo dove vivere. Tuttavia, nel nostro mestiere, viaggiare per lavoro è una necessità. Dubai offre possibilità uniche, ma molto dipende dal settore in cui operi. Quello che mi ha colpito è l'efficienza dello Stato degli Emirati: sono stati presenti e vicini alla popolazione. Purtroppo, non posso dire lo stesso dello Stato italiano nei confronti dei concittadini che si trovano qui, turisti e non. Nonostante io lavori a livello globale, continuo orgogliosamente a vivere e pagare le tasse a Olbia. La qualità della vita della mia terra non l'ho trovata da nessuna parte, e parlo da persona che viaggia costantemente per impegni professionali".

Foto Giorgio Barone con Cristiano Ronaldo

Nella sua lunga carriera tra i grandi dello sport, c'è un aneddoto o qualcosa di curioso che le è accaduto in questo periodo a Dubai?

"Sembra paradossale dirlo, ma la cosa più "curiosa", o meglio, singolare, che mi è successa qui è stata proprio trovarmi nel bel mezzo di una guerra. Sono arrivato a Dubai a gennaio, dopo un periodo in Arabia Saudita al seguito di Theo Hernandez. Nel mio lavoro il cambiamento di città e di Stato è la norma. Ma c’è una costante: d’estate torno sempre nella mia Sardegna, dove continuo a seguire i turisti e i calciatori che scelgono l'Isola per le loro vacanze".

Al 25 marzo 2026, mentre le cancellazioni dei voli di compagnie come Emirates e British Airways segnano il passo di una crisi profonda, la figura di Giorgio Barone resta un punto fermo. In una Dubai che affronta droni e incertezza economica, la sua dedizione al benessere fisico dei campioni appare come un atto di estrema professionalità: la capacità di mantenere l'eccellenza anche quando l'orizzonte si fa oscuro.

Mentre si accende una flebile speranza per un accordo di pace, Barone guarda già alla prossima estate sarda, portando con sé la consapevolezza che, sebbene il talento possa fiorire ovunque, le radici profonde di Olbia restano l'unico vero porto sicuro.

 

 Foto Giorgio Barone con Massimo Ambrosini