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Olbia, città inclusive per contrastare le discriminazioni

Confronto tra istituzioni in occasione della giornata per l’eliminazione della discriminazione razziale

Olbia, città inclusive per contrastare le discriminazioni
Olbia, città inclusive per contrastare le discriminazioni
Barbara Curreli

Pubblicato il 26 March 2026 alle 10:00

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Olbia. Si è svolto a Olbia il convegno "Le città come motore di politiche inclusive e di contrasto alle discriminazioni".

In occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale l'aeroporto Costa Smeralda S.A. Karim Aga Khan IV ha ospitato un momento di confronto tra istituzioni e enti: "Verso città più inclusive": un impegno condiviso. 

Le città sono luoghi di incontro, partecipazione e diritti. Promuovere politiche inclusive significa costruire comunità più eque, contrastare ogni forma di discriminazione e valorizzare le diversità come risorsa per la democrazia e la coesione sociale". 

La giornata è stata organizzata in stretta collaborazione tra Comune di Olbia, Regione Sardegna, Unar, Anci Sardegna, Giulia Giornaliste, Commissione Pari Opportunità Sardegna, Consulta Regionale per l'immigrazione , Spad Olbia e la Carta di Roma. 

Presenti Giuseppe Meloni, vice presidente della Regione Sardegna, Mattia Peradotto, Direttore UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, Marco Alessandro Giusta, Formatore ed esperto di politiche antidiscriminatorie - ICEI, Marco Sechi, Dirigente Regione Autonoma della Sardegna – Servizio Immigrazione, Daniela Sitzia, Direttrice ANCI Sardegna, Giuseppina Biosa, Funzionaria Settore Servizi alla Persona del Comune di Olbia, Stefania Mallica, Coordinatrice Servizio Sociale Professionale - Settore Servizi alla Persona del Comune di Olbia, Patrizia Albanese, Commissione Regionale Pari Opportunità tra uomini e donne, Genet Woldu Keflay, Consulta Regionale per l’immigrazione, Maria Antonetta Cossu, Presidente Commissione Servizi Sociali del Comune di Olbia, Referenti dello SPAD Olbia, Paola Barretta, Ass. Carta di Roma, Antonella Brianda, Ass. Giulia Giornaliste.

In una mattinata di confronto operativo tra istituzioni e territorio, si è discusso di strategie e strumenti per il contrasto alle discriminazioni, ecco alcuni degli interventi.

Giuseppina Biosa, impegnata nel progetto Cities, ha sottolineato l’obiettivo dell’iniziativa: mettere a sistema azioni di prevenzione e contrasto attraverso una rete multilivello che coinvolga enti locali, regionali e nazionali. Al centro, un approccio intersezionale capace di affrontare le diverse forme di discriminazione — genere, razza, orientamento sessuale, religione e disabilità — con particolare attenzione alle situazioni di maggiore vulnerabilità.

Biosa ha evidenziato il ruolo della collaborazione con istituzioni e territorio, annunciando l’avvio del progetto Fami per l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi, in partnership con Regione Sardegna e Anci. Un’iniziativa che punta a rafforzare la rete tra enti, scuole e comunità locali.

Il vicepresidente della Regione Sardegna, Giuseppe Meloni, ha confermato il sostegno istituzionale, richiamando la necessità di rendere i diritti concreti nella vita quotidiana. In questo contesto, ha indicato Olbia come esempio di città in trasformazione, caratterizzata da una crescente dimensione multiculturale.

Meloni ha definito lo sportello antidiscriminazioni di Olbia un presidio accessibile e riconoscibile, sottolineando l’importanza di consolidare e replicare esperienze simili su scala regionale. Secondo il vicepresidente, è necessario superare l’approccio legato ai singoli episodi, puntando invece su politiche strutturate di prevenzione. Fondamentale, ha aggiunto, il lavoro congiunto tra istituzioni, enti locali, scuole e terzo settore.

Sulla stessa linea Mattia Peradotto, direttore dell’Unar, che ha ribadito "il ruolo centrale delle città come primo presidio dei diritti e luogo in cui si concretizzano inclusione o marginalizzazione. Da qui la necessità di sviluppare interventi territoriali mirati contro il razzismo".

Peradotto ha ricordato "l’adozione del nuovo Piano nazionale di contrasto a razzismo, xenofobia e intolleranza, articolato su assi prioritari come abitazione, lavoro e salute, e supportato da dimensioni trasversali quali cultura e comunicazione. Tuttavia, ha concluso, l’efficacia degli strumenti dipende dalla loro attuazione concreta: i piani devono tradursi in azioni operative attraverso una collaborazione strutturata a livello locale".