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Alluvione Olbia, TAG: nulla è stato fatto, serve piano in tempi brevi

Alluvione Olbia, TAG: nulla è stato fatto, serve piano in tempi brevi
Alluvione Olbia, TAG: nulla è stato fatto, serve piano in tempi brevi
Olbia.it

Pubblicato il 03 dicembre 2020 alle 10:32

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Olbia, 03 dicembre 2020 - Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Tag (Tavolo Associazioni Gallura) dedicata al rischio idrogeologico e alla Città di Olbia che, nel 2013, è stata devastata da una pesantissima alluvione.

Sono trascorsi 7 anni da quel terribile 18 novembre del 2013: una data che ha lasciato segni indelebili nella nostra memoria di olbiesi e galluresi. Ma l’alluvione che lo scorso sabato ha devastato ancora una volta il paese di Bitti fa riaffiorare alla nostra memoria la paura di rivivere l’incubo della furia devastante del ciclone Cleopatra che duramente ha colpito nel 2013 il nostro territorio provocando insieme ai tanti morti, anche pesanti danni alle case e alle attività economiche. Oggi siamo vicini alla comunità bittese che piange i suoi tre morti e conta gli enormi danni subiti, ma come Tavolo Associazioni della Gallura crediamo fermamente sia anche doveroso aprire una -non più rinviabile- riflessione pubblica sulla mancata adozione di misure preventive e idonee ad affrontare e risolvere una volta per tutte i rischi del dissesto idrogeologico a Olbia, in Gallura e nelle troppe zone a rischio della nostra Isola.

Sollecitiamo la seria valutazione di un ineludibile dato di realtà: poco o niente sembra cambiato rispetto alla vigilia del giorno in cui il ciclone Cleopatra si è abbattuto sul nostro territorio. Troppo pochi gli interventi che finora hanno riguardato solo opere e lavori manutentivi circoscritti alla ricostruzione di un ponte o alla pulizia dei corsi d’acqua. Nulla di sostanziale rispetto alla realizzazione di un più generale piano di intervento infrastrutturale atto alla mitigazione del rischio idrogeologico. Ancora assistiamo all’annoso confronto tra i fautori del piano A, B o C, ma nel frattempo le nostre comunità vivono con apprensione ogni allerta metereologica che possa mettere nuovamente a repentaglio le loro vite e quelle dei propri cari, come pure le abitazioni o il frutto del loro lavoro.

Il Tag che con le sue nove organizzazioni datoriali e sindacali rappresenta le istanze di imprenditori, lavoratori, pensionati, e di tante famiglie, esprime forte preoccupazione per i gravi ritardi maturati nel ripristino di una situazione ottimale per la sicurezza nel territorio. Riteniamo non siano più rinviabili la messa in opera di un efficace piano di mitigazione del rischio idrogeologico, come pure la soluzione dei problemi legati al dissesto della viabilità; in primis della strada di Monte Pino ancora interrotta dopo l’alluvione del 2013.

Chiediamo al Presidente Solinas e alla Giunta regionale, ai componenti di maggioranza e di opposizione del Consiglio, ai sindaci galluresi, ai parlamentari sardi e, con questo documento, a tutti i nostri rappresentanti nelle istituzioni intendiamo appellarci affinché questa diventi una battaglia di rinascita e progresso del territorio, senza distinzione di colori politici o di campanile.

I nostri decisori politici a ogni livello infondano il massimo impegno perché a breve si giunga alla scelta del piano di mitigazione più efficace e se ne definiscano tempi e modalità di attuazione. Chiediamo anche che si rendano note le motivazioni che finora hanno bloccato l’iter amministrativo presso gli uffici competenti della regione Sardegna. In questo difficile momento legato alla pandemia, imprese e lavoratori chiedono certezze anche dal punto di vista economico soprattutto nel settore delle costruzioni il cui sviluppo è bloccato a causa dei vincoli esistenti in tante aree edificabili e tuttavia sottoposte a vincoli di inedificabilità in quanto situate nelle zone a rischio di dissesto idrogeologico.

Solo l’efficace intervento della Politica può mettere in campo gli strumenti legislativi e finanziari per garantire un ambiente sicuro per i cittadini e condizioni favorevoli allo sviluppo delle attività economiche.

Auspichiamo fiduciosi che questa nostra aspirazione possa presto diventare una realtà.Area degli allegati