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*VIDEO* Olbia, 18/11: per non dimenticare

*VIDEO* Olbia, 18/11: per non dimenticare
*VIDEO* Olbia, 18/11: per non dimenticare
Angela Galiberti

Pubblicato il 19 novembre 2016 alle 13:48

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La giornata di ieri, 18 Novembre 2016, è stata una giornata molto toccante per tutti gli olbiesi. Una giornata dedicata alla riflessione, al ricordo e all'affetto rivolto ai propri cari e a chi non c'è più. La mattina, alla Sacra Famiglia, abbiamo salutato Patrizia Bigi: una donna poliedrica e dolcissima, sensibile e intelligente,fiera e profonda, che ha lasciato un'impronta indelebile nel cuore di tutti. In primis nel cuore dei familiari più vicini, il marito Paolino e il figlio Fabrizio, e poi nel cuore di tutti coloro che l'hanno conosciuta, anche solo per poco tempo.

Patrizia Bigi è stata un esempio per tutti e soprattutto per le donne, che in questo secolo faticano a trovare la loro identità e a far quadrare tutti i loro sogni. Lei, con la sua incredibile fierezza e la sua voglia di vivere, ha tracciato con la sua esistenza una rotta dalla quale non si può deviare. Una rotta fatta di sacrifici, certo, ma soprattutto di Amore, Passione, Dedizione, Priorità e Sete di Vita. Cose, queste, che lei ha messo in tutto ciò che ha creato: l'amatissimafamiglia costruita con il suo compagno di vita, Paolino; il suo percorso di imprenditrice; la passione per il Rally che l'ha portata a essere navigatrice, pilota e organizzatrice del Rally Città di Olbia; la politica, nella quale si è sempre distinta per la caratura morale e la voglia di mettersi a servizio di tutti.

Abbiamo salutato Patrizia Bigi con la consapevolezza che la città ha perso una grande donnae abbiamo rivolto il nostro pensiero ad altre ferite. Ferite che non si sono ancora rimarginate.

Tre anni fa, piangevamo la nostra Olbia soffocata dal fango e ancora oggi le lacrime solcano il nostro volto. Le strade sono state ripulite, le case - tra mille sacrifici e sofferenze - sono state ritinteggiate e riarredate, la vita ha ripreso a scorrere, ma la ferita è ancora aperta e sanguina. Il Ciclone Cleopatra ha seminato distruzione e morte: ha portato via con sé 18 vite, e 13 solo in Gallura.

A Olbia morirono 9 persone: Anna Ragnedda, deceduta in via Lazio nelsuo letto; Francesco Mazzoccu e il figlioletto Enrico, travolti dalla piena del Seligheddu a Raica mentre attendevano dei soccorsi che non sono arrivati in tempo; Maria Massa, morta in via Romania all'interno della sua casa; Patrizia Corona e la piccola Morgana Giagoni, morte in via Belgio all'interno della loro auto sotto gli occhi di Enzo che non ha potuto fare niente per salvarle; Bruno Fiore, Sebastiana Brundu e Maria Loriga, morti all'interno della loro auto precipitata nella voragine scavata dall'impetuosa forza dell'acqua sulla strada di Monte Pinu (auto che sono ancora lì, a distanza di 3 anni).

Ad Arzachena,il Ciclone ha ucciso un'intera famiglia: Isael Passoni, Cleide Rodriguez, Laine Kellen Passoni, Weriston Passoni. Questa famiglia, di origine brasiliana, è morta intrappolata nella loro casa seminterrata inondata dall'acqua.

E ancora Vannina Figus (morta nel tentativo di aiutare il marito a Uras), il poliziotto Luca Tanzi (precipitato con la sua auto nel crollo del ponte Oloè di Oliena, mentre scortava un'ambulanza), Maria Frigiolini (morta d'infarto a Torpé), Luisa Spanu (che per 9 giorni ha lottato per vivere in seguito a un incidente stradale avvenuto proprio durante il Ciclone Cleopatra) e infine Giovanni Farre (travolto dall'acqua nelle campagne di Bitti).

Sono passati tre anni da tutto questo e Olbia non può e non deve dimenticare. Soprattutto non deve smettere di lottare affinché i suoi diritti di territorio ferito e lacerato vengano rispettati. Olbia e la Sardegna meritano di vedere risarciti i danni subiti, ma meritano anche di vedere la strada di Monte Pinu finalmente riparata e meritano di conoscere i responsabili di quanto avvenuto.