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Tempio: il Museo Organica apre la nuova stagione

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Tempio: il Museo Organica apre la nuova stagione
Tempio: il Museo Organica apre la nuova stagione
Olbia.it

Pubblicato il 19 May 2024 alle 08:00

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Tempio. Si inaugura domenica 26 maggio la nuova stagione del museo di arte ambientale “Organica” immerso nella natura incontaminata del Parco del Limbara. Da maggio a dicembre 2024 nel Bosco di Curadureddu una ricca programmazione di mostre, installazioni, eventi culturali e laboratori ambientali.
Si è aperta con la conferenza stampa del 15 maggio a Tempio Pausania, la stagione 2024 del Museo di arte ambientale “Organica”. Assieme a Giannella Demuro, che cura la direzione artistica del museo, sono intervenuti il sindaco di Tempio Gianni Addis, l’assessore comunale al Turismo Elizabeth Vargiu, la Segretaria generale Stefania Giua, il Console del Touring Club Italiano Franco Sardi e Vanni Bionda del Gruppo FAI Olbia Tempio. Il Museo di arte ambientale “Organica”, nel Parco del Limbara, è pronto ad aprire le sue porte per una stagione che prevede da maggio a dicembre 2024 un fitto calendario di mostre, laboratori, performance, happening, concerti e appuntamenti di trekking culturale dedicati alla scoperta dei luoghi, delle eccellenze del territorio e alla riflessione sui temi della sostenibilità ambientale.


Filo comune tra le diverse attività del progetto, giunto quest’anno alla sua quinta stagione, è il rapporto uomo-natura: “Organica” nasce infatti per creare un momento di “incontro” con i luoghi dell’Isola, un’occasione originale per scoprire la straordinaria bellezza di questa terra e, allo stesso tempo, offrire spunti di riflessione sul complesso rapporto tra essere umano e ambiente naturale. Dieci le mostre in programma negli spazi espositivi del Cedap – Centro per la Documentazione sull’Ambiente e sul Paesaggio situato a pochi chilometri da Tempio Pausania, nel bosco di Curadureddu, dedicate all'arte contemporanea, alla fotografia naturalistica e all’ambiente. Protagonisti del calendario 2024 cinque artisti visivi che prestano una particolare attenzione alle tematiche ambientali, rappresentando alcuni degli esiti più interessanti della ricerca visiva contemporanea in Sardegna e sulla Penisola: Daniela e Francesca Manca, Eleonora Desole, Alex Pinna, Antonella Spanu, e Monica Solinas.
Accanto alle mostre di arte contemporanea anche mostre fotografiche e documentarie che raccontano la Gallura e la Sardegna, negli scatti di Cédric Dasesson e nelle foto selezionate dall’imponente Archivio fotografico storico di Vittorio Ruggero. In programma anche un nuovo progetto speciale dedicato al naturalista tempiese Costantino Brundu e un photo contest sul tema dell’acqua parte del progetto “Acquamontana – percorsi di sostenibilità tra arte, acqua e natura lungo la via delle acque”.


Ad aprire la ricca programmazione 2024 sarà il sodalizio artistico composto dalle sorelle Daniela e Francesca Manca. Nate a Oristano, dopo aver frequentato l'Istituto Statale d'Arte Carlo Contini, proseguono i loro studi artistici a Milano dapprima all’Accademia di Belle Arti di Brera e successivamente al Politecnico, dove maturano interesse per le relazioni che intercorrono tra arti visive e mondo della progettazione, cifra stilistica della loro produzione. Le loro opere tessono armoniosi dialoghi tra arte e design; la progettazione si fonde con la creatività pensata e calibrata, al fine di regalare nuove visioni e suggerire modi innovativi di percepire la realtà che ci circonda. Nelle loro opere cercano di dare forma alla poesia attraverso una continua ricerca di natura poliedrica.


Scrive di loro Anna Rita Punzo, curatrice della mostra: “Due non è il doppio ma il contrario di uno, della sua solitudine. Due è alleanza, filo doppio che non è spezzato. Il passo, tratto da un noto componimento dell'autore campano Erri De Luca, pare tradurre in poesia il rapporto che lega Daniela e Francesca Manca, sorelle e duo artistico, unite da una corrispondenza empatica che travalica i confini dei vincoli parentali e si manifesta in una poetica sensibile e rigorosa, atta a esplorare il potenziale creativo e simbolico della natura attraverso il filtro di narrazioni biografiche e autobiografiche capaci di veicolare sentimenti ed emozioni collettivi.
La produzione, felice esito di un'armoniosa commistione tra simbologia e progettazione creativa, evoca elementi archetipici essenziali connessi al concetto di natura matrice/rifugio, e si rivela in pratiche condivise e reiterate nel tempo, pertinenti alla sfera domestica, intima e familiare, come il cucito, il ricamo e la lavorazione della terra. La ricerca delle Manca può dunque essere inserita lungo il solco tracciato dalle parole di Giuseppe Penone ‘Una divisione netta tra umano e natura è una visione forzata dalla realtà’ e restituisce opere complesse, cui sottende una densa componente emozionale alimentata da vicende personali”. Accanto alla mostra di Daniela e Francesca Manca, il 26 maggio sarà visitabile la mostra “Archeoplastiche: lo stile incorruttibile”, inaugurata lo scorso 11 maggio in occasione dell’apertura del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2024 come anteprima della stagione espositiva del Museo. La mostra accoglie una selezione del “Museo degli antichi rifiuti” del progetto “Archeoplastica” e combina materiale plastico, forma estetica e tempo per affrontare il problema della durabilità insidiosa degli oggetti di plastica. Gli oggetti esposti sono stati raccolti nelle spiagge italiane e i più “antichi” risalgono agli anni ’60: come una sorta di datazione al carbonio 14 – dove l’unico (o quasi) indicatore temporale diventa il design – i visitatori potranno osservare da vicino oggetti quasi archeologici, testimoni degli effetti insidiosi dell’inquinamento.


Scoprire l’età degli oggetti e la loro storia porterà alla constatazione tangibile e inaspettata di quanto sia lunga l’emivita della plastica e costringerà il visitatore ad una presa di coscienza obbligata, un modo diverso per accertare la propria conoscenza in materia di rifiuti, micro e macro plastiche e generare comportamenti responsabili. La mostra è realizzata in collaborazione con Archeoplastica e la classe 3° A Classico del Liceo G. M. Dettori di Tempio, che ne ha curato l’allestimento, nell’ambito del progetto “Organica EDU: - saperi, capacità e competenze tra arte e ambiente nel Parco del Limbara” sostenuto dalla Fondazione di Sardegna.
Il calendario di eventi dello Spazio Cedap è accompagnato da una ricca programmazione di attività all’interno del Bosco di Curadureddu in cui è situato il Museo di arte ambientale del Parco del Limbara. Tra l’estate e l’autunno 2024 verranno inaugurate le 3 nuove opere site specific – di Alex Pinna, Antonello Fresu e il vincitore/vincitrice del contest nazionale che coinvolgerà giovani artisti delle Accademie d’Italia – che verranno installate in permanenza nel Bosco di Curadureddu con il contributo del bando FAI – I Luoghi del Cuore con il progetto “Organica – Sentieri dell’arte”. Le opere verranno inserite stabilmente nel contesto ambientale del luogo nel rispetto degli equilibri naturali della foresta con un’operazione di land art che mette al centro l’ambiente, veicolando un messaggio di sostenibilità̀ e rispetto.

Contestualmente alla realizzazione di ogni opera, il programma prevede una serie di eventi dedicati, laboratori e incontri con gli artisti, che permetteranno al pubblico di conoscere più da vicino il progetto e i suoi protagonisti; visite guidate e trekking culturali alla scoperta del Museo e delle specificità e peculiarità naturalistiche del Parco del Limbara in compagnia di critici d'arte, naturalisti e esperti della flora e fauna.
Tanti gli eventi collaterali, concerti, performance musicali e laboratori creativi in programma nel bosco, legati a festival e circuiti regionali e nazionali di musica, arte e territorio in collaborazione con artisti e associazioni locali. Tante le attività realizzate con enti e associazioni del Nord Sardegna: la Scuola Civica di Tempio, Aggius e Bortigiadas, il Master Deca Pro dell’Università di Sassari, il Colombre e il Festival Bardunfula, Sentieri contemporanei, il Festival internazionale di Chitarra OndeSonore.
Ad ottobre il Museo Organica aderisce alla XX Giornata del Contemporaneo Amaci e all’iniziativa “Ceas aperti” in occasione della giornata di promozione della rete Infeas – Informazione, Formazione ed Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità che prevede laboratori di diffusione di buone pratiche ambientali, tra cui “Schermi naturali” laboratorio di disegno itinerante e installazione condotto da Marta Pala di Spazioperaria.
Tutti gli eventi di Organica si tengono alle pendici del Monte Limbara, nei dintorni di Tempio Pausania: nel bosco di Curadureddu e presso il Cedap - Centro di Educazione e Documentazione sull’Ambiente e sul Paesaggio. Lo spazio del Cedap dispone di due sale espositive, una dedicata all’arte contemporanea e l’altra alla fotografia ed è anche un punto informativo per le attività escursionistiche, ambientali e culturali del territorio. Su prenotazione, è possibile organizzare delle visite guidate al Museo di arte ambientale per piccoli gruppi. La località è raggiungibile da Tempio, Olbia e Sassari lungo la strada statale SS 392, e poi a piedi percorrendo uno dei suggestivi sentieri che si inoltrano nei boschi del Limbara.